(RNS) – L’amministrazione Trump ha annunciato l’intenzione di stanziare quasi 2 miliardi di dollari a favore di gruppi di ispirazione religiosa e comunitari per l’assistenza sanitaria e umanitaria in oltre dieci paesi, ricevendo il plauso dei gruppi destinatari dei fondi e critiche da altri per l’enfasi posta sul finanziamento di organizzazioni cristiane.
I finanziamenti, che giungono dopo i massicci tagli operati dall’amministrazione agli aiuti internazionali un tempo stanziati dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID), rientrano negli impegni dettagliati nella America First Global Health Strategy, presentata dal Dipartimento di Stato lo scorso settembre. Secondo l’amministrazione, che ha annunciato gli stanziamenti giovedì 6 agosto, la strategia punta a dare la priorità agli interessi statunitensi, promuovendo al contempo l’assistenza volta a salvare vite umane.
La fetta più consistente dei finanziamenti – 1,4 miliardi di dollari – dovrebbe essere destinata a sostenere circa 2.500 ospedali e cliniche di matrice confessionale e formare e retribuire decine di migliaia di operatori sanitari locali per l’erogazione di servizi medici.
World Vision, un’organizzazione umanitaria cristiana evangelica, e un consorzio di gruppi di ispirazione religiosa locali riceveranno uno stanziamento nell’ambito della Faith and Community Initiative (Iniziativa per le comunità e le organizzazioni religiose) per l’erogazione di cure sanitarie. Si tratta di una somma “fino a 850 milioni di dollari in 5 anni, subordinatamente alla disponibilità di fondi”, secondo quanto dichiarato dal Dipartimento di Stato.
Oltre a ciò, 570 milioni di dollari vengono stanziati per ospedali e cliniche di matrice confessionale attraverso protocolli d’intesa firmati con i governi dei singoli paesi.
Un grafico presente nel rapporto strategico mette in luce l’influenza e la capacità di raggiungere cristiani e musulmani da parte di ospedali e cliniche di matrice confessionale in dieci nazioni africane. “Le strutture sanitarie di ispirazione religiosa rappresentano, per esempio, oltre il 50% della capacità di assistenza in Eswatini e in Uganda e oltre il 40% in molti altri paesi”, si legge nel rapporto.
Tuttavia, i finanziamenti per l’assistenza umanitaria all’estero sembrano escludere i gruppi non cristiani con sede negli Stati Uniti. L’American Jewish World Service (AJWS), la principale organizzazione ebraica attiva nella lotta alla povertà e nei soccorsi a seguito di catastrofi naturali o di origine antropica, per esempio, non è stata inclusa nel consorzio istituito dal Dipartimento di Stato. “Sebbene l’AJWS sia un’organizzazione orgogliosamente di ispirazione religiosa, non siamo stati consultati e abbiamo appreso dei finanziamenti soltanto quando il Dipartimento di Stato ha diffuso un comunicato stampa”, ha detto Tawanda Mutasah, presidente e CEO di AJWS. Mutasah ha altresì espresso dubbi sul fatto che i fondi arrivino davvero a chi ne ha più bisogno.
“Considerate le barriere ideologiche create dall’amministrazione – inclusa l’estensione della Global Gag Rule – queste risorse non riusciranno in alcun modo a raggiungere le persone più bisognose, comprese quelle che restano invisibili agli occhi delle organizzazioni assistenziali conservatrici e di ispirazione religiosa”, ha affermato in una nota. La Global Gag Rule è una direttiva del governo degli Stati Uniti che blocca i finanziamenti federali a organizzazioni straniere che offrono servizi di aborto, consulenza, orientamento o attività di sensibilizzazione (advocacy) a favore dell’interruzione di gravidanza legale.
Tra i beneficiari anche Samaritan’s Purse, un’altra organizzazione umanitaria evangelica, e un consorzio guidato da World Vision e da Compassion International in collaborazione con Accord Network, tutti gruppi cristiani, a cui andranno 538 milioni di dollari destinati all’assistenza nelle crisi umanitarie.
Accord Network, che si definisce un catalizzatore delle attività di soccorso e sviluppo portate avanti da “organizzazioni incentrate su Cristo”, aveva criticato l’amministrazione Trump quando lo scorso anno aveva annunciato la decisione di tagliare la stragrande maggioranza dei programmi dell’USAID.
La National Association of Evangelicals (NAE), il cui braccio umanitario, World Relief, ha perso contratti in seguito ai tagli all’USAID e fa parte del nuovo consorzio di finanziamento, ha accolto con favore l’annuncio del dipartimento di Stato.
“Ospedali, cliniche, operatori sanitari locali e organizzazioni umanitarie di ispirazione religiosa uniscono solide relazioni sul territorio e un servizio compassionevole alle risorse e al sostegno diplomatico che il governo può fornire”, ha dichiarato il presidente di NAE Walter Kim.
La Freedom from Religion Foundation (FFRF) ha definito “oltraggiosi” i piani del Dipartimento di Stato e ha fatto notare che lo stanziamento “include centinaia di milioni di dollari a favore di alcune delle più grandi organizzazioni cristiane evangeliche del mondo”.
“L’amministrazione sta apertamente riorganizzando l’assistenza americana all’estero intorno alla religione”, ha affermato la copresidente della FFRF Annie Laurie Gaylor. “L’aiuto umanitario dovrebbe basarsi sul bisogno umanitario e sulla capacità di erogare servizi laici ed efficaci, non sul fatto che un’organizzazione metta o no la “fede in azione”. I contribuenti non dovrebbero essere costretti a finanziare una campagna dell’amministrazione volta a esaltare e sovvenzionare la religione”.
Recentemente il dipartimento di Stato ha annunciato stanziamenti anche a favore di gruppi laici che forniscono aiuti umanitari internazionali. Ha inoltre comunicato di aver sbloccato 600 milioni di dollari di fondi approvati dal Congresso per Gavi, the Vaccine Alliance, al fine di potenziare l’accesso ai vaccini su scala globale.
Heather Taylor, CEO a interim e presidente di Bread for the World, un’organizzazione di sensibilizzazione cristiana contro la fame, ha spiegato che i consorzi di ispirazione religiosa destinatari dei fondi sono guidati da gruppi con “decenni di esperienza nell’erogare assistenza nei luoghi del mondo più difficili da raggiungere”, ma è necessario un maggiore sostegno globale.
“I tagli dello scorso anno ai programmi di salute globale, nutrizione e assistenza alimentare sono stati davvero deleteri per l’impegno condiviso nella lotta alla fame”, ha dichiarato Taylor. “Continueremo a collaborare con l’amministrazione e i membri del Congresso affinché ulteriori risorse assicurino l’accesso alle cure essenziali contro la malnutrizione, ai servizi di salute materna e agli aiuti alimentari – soprattutto per le comunità che sono state colpite più duramente dai tagli all’USAID”.
La dichiarazione di World Vision fa menzione degli altri gruppi coinvolti nella Faith and Community Initiative: Catholic Relief Services, l’agenzia avventista ADRA International, HOPE Worldwide, International Care Ministries e LifeNet International.
In un comunicato separato diffuso a giugno, il dipartimento di Stato ha annunciato 250 milioni di dollari di finanziamenti a Catholic Relief Services per l’assistenza umanitaria.
Nell’anno fiscale chiusosi a settembre 2025, World Vision ha dichiarato di aver ricevuto 511 milioni di dollari in sussidi governativi, secondo l’annuale modulo 990 dell’ente no-profit presentato all’IRS, il fisco statunitense. L’anno precedente l’organizzazione no-profit aveva ricevuto 636 milioni di dollari di fondi pubblici.
Lo scorso anno il CEO di World Vision Edgar Sandoval aveva detto a “Christianity Today” che la sua organizzazione aveva perso circa 170 milioni di dollari in seguito ai massicci tagli agli aiuti esteri decisi dall’amministrazione Trump.
Secondo il rendiconto finanziario per l’anno fiscale terminato a settembre 2025, Catholic Relief Services ha registrato 550 milioni di dollari in sovvenzioni governative. L’anno precedente aveva dichiarato sovvenzioni per 761 milioni di dollari.
Secondo la sua revisione annuale dei conti, nell’anno fiscale chiusosi a dicembre 2025 ADRA International aveva ricevuto 36 milioni di dollari in sussidi federali diretti, a fronte dei 69,9 milioni di dollari ricevuti l’anno precedente.
Samaritan’s Purse vanta una collaborazione di lunga data con USAID, ormai ufficialmente smantellata. Tuttavia, gli aiuti governativi hanno sempre costituito una minima parte del bilancio complessivo di Samaritan’s Purse, ha detto Franklin Graham, suo presidente e CEO. “Samaritan’s Purse è sostenuta principalmente dal popolo di Dio”, ha dichiarato Graham. “Abbiamo ricevuto fondi governativi per progetti specifici sotto diverse amministrazioni nel corso degli anni, ma è sempre stata una percentuale molto contenuta del nostro bilancio complessivo. Non dipendiamo dal governo per i finanziamenti”. Samaritan’s Purse non pone la fede come condizione per l’erogazione degli aiuti, tuttavia permette, e persino incoraggia, i propri operatori umanitari a parlare di ciò in cui credono. “Questa sovvenzione e ogni finanziamento che potremo ricevere dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti non cambieranno il nostro modo di operare, ma ci permetteranno semplicemente di aiutare più persone bisognose nel mondo”, ha spiegato Graham. “Qualunque sia la crisi, rispondiamo sempre nel nome di Gesù”. I nuovi fondi saranno impiegati per rispondere alle catastrofi umanitarie su scala globale, come i terremoti che hanno colpito recentemente la Colombia e il Venezuela. Samaritan’s Purse ha da poco allestito ospedali da campo d’emergenza in Venezuela e nella Repubblica Democratica del Congo, dove sta curando persone che hanno contratto l’Ebola. Graham ha inoltre annunciato l’avvio di un ponte aereo verso la Colombia per l’invio di beni di prima necessità. “Useremo questi fondi anche per fornire ulteriore assistenza nei paesi in cui c’è un costante bisogno di interventi salvavita, come il Sudan, dove operiamo da oltre 30 anni”, ha concluso Graham. (Da: RNS; trad.: G.M. Schmitt)