Chiuso il Sinodo riformato nazionale. Il nodo Lucerna

Il nuovo meccanismo di contribuzione solidale si abbatte sui lucernesi

19 giugno 2026

Gita in montagna durante il Sinodo nazionale riformato tenutosi a Bulle (FR) (foto: Christoph Knoch)

(nev/ref.ch) La nuova formula di “contribuzione solidale” adottata con una netta maggioranza dal recente Sinodo della Chiesa evangelica riformata svizzera (CERIS), svoltosi dal 14 al 16 giugno scorsi a Bulle (FR), non è andata giù alla Chiesa riformata del Cantone di Lucerna.

Sinodo della CERiS riunito a Bulle (FR) (foto: Christoph Knoch)

Il modello prevede che in futuro le Chiese cantonali membro della CERiS con una minore capacità finanziaria - come ad esempio la Chiesa evangelica riformata nel Ticino (CERT) - versino contributi più bassi. Quelle chiese membro che invece hanno bilanci solidi devono ora contribuire in misura maggiore alle finanze della Chiesa nazionale.
Questo nuovo meccanismo di ripartizione per il finanziamento della CERIS si rivela particolarmente esoso per la Chiesa cantonale lucernese che si vede aumentare i propri contributi dell’80%. Non mette in discussione il principio della solidarietà, ma chiede basi verificabili e politicamente sostenibili. Pertanto, ieri ha annunciato l’impugnazione della decisione sinodale. Critiche erano state espresse già prima del Sinodo. “A nostro avviso, il nuovo criterio di ripartizione dei contributi manca di basi trasparenti e di calcoli comprensibili”, ha affermato Lilian Bachmann, presidente del Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata del Canton Lucerna. Un’ulteriore critica riguarda il fatto che non sarebbe stato avviato un dialogo bilaterale con la Chiesa lucernese.

La certificazione "Gallo Verde" viene consegnata alla pastora Rita Famos, presidente del Consiglio CERiS (foto: Christoph Knoch)

Tra le altre decisioni, il Sinodo ha garantito la prosecuzione della cura pastorale nei Centri federali di accoglienza per richiedenti l'asilo per il periodo 2027-2030, ribadendo il proprio impegno nei confronti delle persone più vulnerabili. Sono stati inoltre affrontati temi quali la sostenibilità, con il conferimento del premio “Gallo Verde” alla CERIS, le opportunità e i limiti dell’intelligenza artificiale nell’ambito della diaconia e la tutela dell’integrità personale.
Il dibattito relativo alla presenza della CERiS nella sfera pubblica e ai suoi pronunciamenti in occasione di votazioni federali - tema sollevato con una mozione dalla pastora Esther Straub, presidente della Chiesa evangelica riformata del canton Zurigo - ha chiarito alcuni nodi, mentre l’esecutivo della CERiS ha presentato un documento in merito, intitolato “Quando e come si pronuncia la CEERiS - 10 domande e 10 risposte”.

Il Sinodo della CERIS si era aperto con le elezioni delle cariche esecutive, elezioni che hanno confermato la propria leadership per il mandato 2027-2030: la presidente Rita Famos è stata rieletta quasi all’unanimità, mentre gli altri sei membri del Consiglio sono stati confermati a larga maggioranza.

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