Basta attacchi sui civili in Ucraina!

La denuncia del Consiglio ecumenico delle chiese

19 maggio 2026

(ve/gc) “Le conseguenze dell’aggressione illegale e immorale della Federazione Russa contro l’Ucraina continuano a costare vite preziose e a mettere in pericolo le comunità”. Apre così l’ennesimo comunicato che il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) dedica all'ormai annosa situazione alle porte d’Europa.
A seguito di un cessate il fuoco di tre giorni - ripetutamente violato - concordato sia dalla Russia che dall’Ucraina dal 9 all’11 maggio, le forze russe hanno lanciato il loro più massiccio assalto di droni dall’inizio della guerra. Secondo quanto riferito, tra il 13 al 14 maggio, in sole 24 ore, 1.410 droni russi e 56 missili sono stati lanciati sulle città e comunità ucraine. Solo il 13 maggio almeno 140 persone, tra cui 6 bambini, sono state uccise o ferite. In un bombardamento su appartamenti a Kiev, 24 persone - tra cui tre ragazze adolescenti - sono state uccise e 48 ferite.
“Le ripercussioni sui civili e sulle loro comunità continuano ad aggravarsi quasi quotidianamente, senza tregua né assunzione di responsabilità. Questo spargimento di sangue deve cessare. L’invasione russa dell’Ucraina deve finire. Chi ha commesso i crimini, compreso il crimine internazionale di aggressione, deve rispondere delle proprie azioni”, ha affermato il pastore Jerry Pillay, segretario generale del CEC.
Rapporti recenti indicano che un totale di mezzo milione di soldati sono stati uccisi sul lato russo e su quello ucraino dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022.
Nel contesto della guerra provocata dall’aggressione della Russia, anche dalla parte russa soffrono i civili. Funzionari russi hanno riferito che quattro persone, tra cui un bambino, sono state uccise e 28 persone ferite, quando i droni ucraini hanno colpito la città di Ryazan, a sud-est di Mosca, in un attacco alla raffineria di petrolio di Ryazan. Altre vittime civili sono state segnalate a Khimki e Pogorelki, a nord di Mosca, e nella regione di Belgorod al confine con l’Ucraina. 
In chiusura Pillay rinnova il suo invito “a porre fine a questa violenza e aggressione inconcepibili. Invitiamo tutte le chiese membro del CEC, e tutte le persone di buona volontà, a unirsi a pregare e lavorare per la pace in questo contesto di omicidi insensati contro persone innocenti”. Il comunicato si conclude con il versetto biblico: “Beati i gli operatori di Pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Matteo 5:9).

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