USA. Separazione tra Stato e chiesa a rischio?

Sempre più travisato il concetto di libertà religiosa

14 maggio 2026

Ad aprile, nel corso dell’ultima riunione, i membri della Commissione per la libertà religiosa, istituita dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno avuto l’opportunità di illustrare il loro elenco di desiderata. C’è stato ben scarso dissenso quando i commissari, provenienti perlopiù dagli ambienti cristiani conservatori che sostengono Trump, hanno descritto i punti che ritengono debbano essere inseriti nel rapporto della Commissione. È quanto si apprende da un articolo a firma di Peter Smith (Associated Press) pubblicato sul sito dell’agenzia stampa Religion News Service. Ne proponiamo la traduzione in italiano.

Tra i desiderata della Commissione per la libertà religiosa di Trump figura il rifiuto della separazione tra chiesa e Stato

Un membro propone di conferire la Medaglia presidenziale della libertà a un pasticciere che si è rifiutato di preparare una torta nuziale per una coppia dello stesso sesso. Un altro chiede l’intervento in tribunale del Dipartimento di giustizia in difesa di genitori amish avversi all’obbligo di vaccinazione in vigore nello Stato di New York e di suore cattoliche che, sempre a New York, contestano l’imposizione di rispettare le identità di genere dei pazienti in hospice. E il presidente della Commissione per la libertà religiosa chiede che venga istituita una hotline federale con il seguente messaggio registrato: “Non c’è separazione tra chiesa e Stato”.

Sono soltanto alcune delle raccomandazioni che i membri del comitato consultivo istituito lo scorso anno dal presidente Donald Trump desiderano vedere incluse nel rapporto finale della commissione.

Il rapporto è ancora in fase di elaborazione, ma ad aprile, nel corso dell’ultima riunione, i membri della Commissione hanno avuto l’opportunità di illustrare il loro elenco di auspici. C’è stato ben scarso dissenso quando i commissari, provenienti perlopiù dagli ambienti cristiani conservatori che sostengono Trump, hanno descritto i punti che desiderano inserire nel documento.

Le loro idee rispecchiano i punti di vista prevalenti sulla definizione di libertà religiosa tra i molti attivisti conservatori cattolici ed evangelicali: incremento delle opportunità di espressione religiosa nelle scuole pubbliche; maggiori possibilità per le organizzazioni religiose di accedere ai fondi pubblici; e la concessione di deroghe per motivi religiosi in ambiti che spaziano dal diritto del lavoro alle lezioni in aula e agli obblighi sanitari.

Negli ultimi anni queste stesse idee hanno trovato espressione in sentenze emesse dalla Corte Suprema grazie alla sua maggioranza conservatrice.

Commissione criticata per ristrettezza di vedute

Secondo i critici della Commissione, essa incarna una prospettiva unilaterale dei sostenitori di Trump e costituisce una minaccia per il consolidato principio costituzionale della separazione tra chiesa e Stato, nonostante le dichiarazioni del suo presidente.

In una causa intentata da una coalizione progressista interreligiosa si sostiene che la Commissione non è conforme alla legge federale che esige che nei comitati consultivi siano rappresentati punti di vista diversi. La causa riecheggia le critiche secondo le quali la maggior parte dei commissari sono ministri di culto e commentatori cristiani conservatori. Uno di essi è un rabbino ortodosso. La coalizione sostiene che i membri hanno asserito che gli Stati Uniti sono chiaramente una nazione giudaico-cristiana o cristiana e fa notare che la maggior parte delle riunioni della Commissione hanno avuto luogo al Museo della Bibbia a Washington, un’istituzione a guida cristiana.

L’amministrazione repubblicana ha chiesto a un tribunale federale di respingere la causa. Il governo cita cavilli legali e sostiene che la legge non definisce come debba essere composta una commissione equamente bilanciata né quali punti di vista debbano esservi rappresentati.

Un altro organo creato da Trump – la Task Force to Eradicate Anti-Christian Bias (gruppo di lavoro per sradicare i pregiudizi anticristiani) – ha pubblicato un rapporto secondo il quale sotto l’amministrazione democratica del presidente Joe Biden i cristiani avrebbero subito discriminazioni in settori quali l’istruzione, il diritto tributario e le azioni penali contro i manifestanti antiabortisti. Gruppi progressisti hanno detto che il rapporto non è riuscito a documentare una discriminazione sistemica, si è concentrato su cause sostenute da cristiani conservatori ed è più un atto di advocacy che un’indagine.

In un ulteriore intreccio di iniziative legate a Trump, il 17 maggio diversi membri della Commissione per la libertà religiosa prenderanno parte a un evento di preghiera organizzato in occasione dell’imminente 250° anniversario della nazione. Molti di loro hanno partecipato anche a una recente maratona di lettura della Bibbia che ha avuto luogo in gran parte al Museo della Bibbia.

Armonia e tensioni all’interno della Commissione

La commissione si è trovata generalmente d’accordo al suo interno, tranne in un unico drammatico caso. A febbraio la commissaria Carrie Prejean Boller è stata estromessa dall’organo dopo una controversa udienza sull’antisemitismo.

Il presidente della Commissione Dan Patrick ha affermato che Prejean Boller ha cercato di “monopolizzare” l’udienza, nel corso della quale ha avuto un duro scambio di opinioni con le persone audite sulla definizione di antisemitismo e ha preso le difese della influencer Candace Owens, negando la sua storia di dichiarazioni antisemite. Prejean Boller, cattolica, ha detto di essere stata espulsa ingiustamente per aver espresso le sue convinzioni.

Nel corso di altre udienze, le persone convocate hanno riferito di come abbiano sfidato norme sul posto di lavoro che secondo loro erano in contrasto con i valori religiosi conservatori su gender, aborto, vaccini anti-COVID-19 e altro. Alcuni hanno detto che era stato loro impedito, almeno temporaneamente, di esibire simboli religiosi sul posto di lavoro o di provare a cantare una canzone cristiana a una gara di talenti della scuola. 

All’udienza dedicata all’antisemitismo, le persone di fede ebraica audite hanno detto di aver subito molestie e minacce alle manifestazioni propalestinesi contro Israele nei campus universitari. La Commissione ha ascoltato anche esponenti indù, musulmani, sikh e di altre confessioni.

Nonostante ciò, i critici hanno detto che la Commissione si è concentrata principalmente sulle lagnanze di cristiani conservatori e di politici di destra.

Il rev. Paul Brandeis Raushenbush, presidente dell’alleanza progressista Interfaith Alliance, uno dei gruppi che hanno fatto causa in merito alla composizione della Commissione, ha affermato che le omissioni del comitato sono tanto significative quanto ciò su cui si concentra. Ha detto inoltre che la Commissione ha mancato di affrontare in modo adeguato questioni come le iniziative antislamiche in Texas e altrove e altresì l’aumento dell’antisemitismo a destra e non soltanto a sinistra.

Dibattito sulla separazione tra chiesa e Stato

Raushenbush si è anche detto particolarmente preoccupato per il fatto che il presidente della Commissione metta in discussione il concetto stesso di separazione tra chiesa e Stato. Patrick, repubblicano che è altresì il vicegovernatore del Texas, ha denunciato ripetutamente un concetto profondamente radicato nella giurisprudenza. “Dobbiamo affermare che non c’è alcuna separazione tra chiesa e Stato”, ha detto Patrick alla riunione di aprile. “È una menzogna”. Ha suggerito di stampare “un milione di adesivi per auto” che lo ribadiscano. Nessuno alla riunione della Commissione ha obiettato.

Trump ha fatto commenti simili a un evento di preghiera alla Casa Bianca nel 2025. “Parlano di separazione tra chiesa e Stato”, ha detto Trump. “Bene, ho detto io, dimentichiamocene per una volta”.

Sebbene l’espressione “separazione tra chiesa e Stato” non sia presente nella Costituzione, diverse sentenze della Corte Suprema del 20. secolo hanno richiamato la definizione di Thomas Jefferson, che vedeva nel Primo emendamento “un muro di separazione tra chiesa e Stato”. La Corte ha esteso il divieto di istituire una religione di Stato ai singoli Stati oltre che al governo federale, richiamando il 14. emendamento, che vieta agli Stati di privare i cittadini dei loro diritti civili. Da allora i tribunali hanno sempre dovuto cercare un difficile equilibrio tra la libertà di religione e la libertà da una religione promossa dal governo.

Le preoccupazioni riguardano le scuole, i vaccini, i luoghi di lavoro e altro ancora

Patrick ha propugnato la preghiera e l’affissione dei Dieci Comandamenti nelle scuole pubbliche. “Non nutro alcuna malevolenza nei confronti di chi non crede”, ha detto Patrick ai colleghi della Commissione. “È giusto così. Questa è l’America. Ma queste organizzazioni spinte da qualche ideologia e dal conto bancario di qualcuno che vuole rimuovere Dio dal nostro paese? Dobbiamo reagire”.

Su altre questioni, vari commissari hanno chiesto che si imponga l’affissione nelle scuole e nei luoghi di lavoro di avvisi sui diritti di espressione religiosa e di esenzione per motivi religiosi.

Alcuni hanno invocato il ripristino della piena retribuzione e dei benefici pensionistici per i militari congedati per aver rifiutato i vaccini anti-COVID-19.

Il vescovo Robert Barron della diocesi cattolica di Winona-Rochester, nel Minnesota, ha chiesto che a gruppi cattolici come Catholic Charities sia concesso di ricevere fondi federali senza fare compromessi al ribasso sugli insegnamenti tradizionali della chiesa sulla famiglia. Ha anche detto che gli immigrati cattolici in detenzione dovrebbero ricevere un trattamento umano e avere accesso ai sacramenti e che gli agenti dell’immigrazione non dovrebbero interrompere le funzioni religiose nel corso delle operazioni di controllo. Lo scorso anno l’amministrazione ha abolito una norma contro l’applicazione delle leggi sull’immigrazione nei luoghi di culto (“santuari”), che secondo altri leader religiosi non si dovrebbe mai verificare.

Kelly Shackelford, presidente e amministratore delegato dell’organizzazione di patrocinio legale First Liberty Institute, ha chiesto l’introduzione di nuovi requisiti affinché i governi siano tenuti a pagare tutte le spese legali qualora perdano una causa sulla libertà religiosa. Ha affermato che molte persone non dispongono del denaro necessario per intentare una causa contro il governo. “Sarebbe un notevole cambiamento negli equilibri di potere a favore dei cittadini”, ha detto. (Da: RNS; trad.: G. M. Schmitt)

Segnaliamo che il prossimo 19 maggio Religion News Service e NPR promuovono uno zoom dal titolo: One Nation Under God? America 250: Freedom of Religion at Our Country’s Founding and Now.

Che aspetto ha oggi la libertà religiosa negli Stati Uniti e quanto rappresenta ciò che i Padri Fondatori intendevano? Una speciale trasmissione in diretta con la partecipazione dello studioso di diritto costituzionale Jeffrey Rosen. Per iscriversi cliccare qui.

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