A Lugano una veglia ecumenica per superare le discriminazioni LGBTQI+
(ve) Il 17 maggio torna la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia riconosciuta dalle Nazioni Unite. Si tratta di un momento cruciale per riflettere sull’importanza della diversità e dell’inclusione. L’omo-bi-transfobia non solo danneggia le persone LGBTIQ+ direttamente colpite, ma mina anche i valori di uguaglianza e tolleranza su cui si fondano le nostre società. La data celebra la decisione storica dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 17 maggio 1990 di rimuovere l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
In particolare, la Giornata vuole richiamare l’attenzione a livello mondiale sulle violenze e le discriminazioni che ancora oggi subiscono lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTIQ+). Anche in Svizzera rimane alto il numero di crimini motivati dall’odio contro persone LGBTIQ+. Lo sottolinea un rapporto della Helpline nazionale che raccoglie queste segnalazioni. L’anno scorso ne sono state raccolte 281, una media di circa 5 aggressioni alla settimana, la maggior parte avvenute in luoghi pubblici. Eppure, solo il 10% di questi crimini viene denunciato alla polizia.
Da molti anni in tutto il mondo intorno al 17 maggio numerose chiese organizzano ecumenicamente veglie di preghiera e momenti pubblici di riflessione e testimonianza.
A Lugano, per la seconda volta, il 22 maggio si terrà una veglia di preghiera ecumenica per il superamento delle discriminazioni. Il versetto che accompagna la veglia di quest’anno - “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome” (Isaia 43,1) - richiama il valore unico e irripetibile di ogni persona e il suo essere riconosciuta e chiamata per nome.
L’iniziativa è promossa dal gruppo la “Porta Aperta” con Azione Cattolica Ticinese, in collaborazione con diverse realtà cristiane presenti sul territorio, come la Chiesa evangelica riformata del Ticino (CERT) e la Chiesa cattolica cristiana della Svizzera e si svolgerà anche quest’anno presso la chiesa riformata di viale Cattaneo 2 a Lugano, alle 20.30.
Sarà un momento di raccoglimento, ascolto, intercessione per tutte le persone che, in diverse parti del mondo, subiscono discriminazione o violenza a causa del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere. “L'iniziativa è di carattere spirituale - spiegano gli organizzatori -. Sentiamo il bisogno di fermarci a pregare. Le tensioni e gli arretramenti che attraversano oggi il dibattito pubblico rendono facile smarrire il volto delle persone e delle loro ferite. È da lì che vogliamo ripartire”. La partecipazione è libera e aperta a tutti e tutte, fanno sapere gli organizzatori.
Come l’anno scorso anche quest’anno non mancano alcune critiche a questo evento che arrivano dal campo cattolico-romano: un gruppo di credenti chiede all'Amministratore apostolico Alain De Raemy di fare chiarezza sulla partecipazione di Azione Cattolica Ticinese a questa iniziativa. Se ne parlerà domenica 17 maggio a “Chiese in diretta” su RSI ReteUno alle 8.30.