AI? Prima la dignità umana!

Un'ampia piattaforma ecumenica svizzera dice "no" alla demonizzazione, ma anche alla sacralizzazione dell'IA

22 ottobre 2026

(foto: Nicholas Fuentes/unspalsh)

(ve/gc) Le innovazioni nel campo dell'intelligenza artificiale (IA) stanno cambiando profondamente la nostra società. Tuttavia, non è ancora del tutto chiaro il modo in cui questa evoluzione si svilupperà e le conseguenze che avrà sulla convivenza civile. Ma per cinque realtà cristiane svizzere, chiese ed organizzazioni mantello, “il cambiamento tecnologico non è un destino ineluttabile che si abbatte su di noi”. 
Congiuntamente e in modo ecumenico la Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERiS), la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), l’organizzazione ombrello Freikirchen.ch, la Chiesa cattolica cristiana della Svizzera e l’Alleanza evangelica svizzera, hanno pubblicato delle linee guida sull’uso dell’intelligenza artificiale intitolate “L’umanità nell’era digitale”.
In pratica si tratta di tutto l’arco delle principali confessioni cristiane presenti nella Confederazione che insieme dicono: “Anche di fronte all'enorme potere delle multinazionali tecnologiche globali, rimangono margini di manovra: nella politica e nell'economia, nell'istruzione e nella società civile, nelle nostre istituzioni e nell'uso quotidiano delle applicazioni basate sull’IA”.

“L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui impariamo, lavoriamo e interagiamo gli uni con gli altri - ha detto la presidente dei riformati svizzeri, la pastora Rita Famos, aggiungendo: - su questo tema noi chiese in Svizzera abbiamo una sola voce”.

Al centro del lungo ed articolato documento composto da dieci punti è l’inviolabilità della dignità umana: “Gli esseri umani sono persone create da Dio, a cui Dio si rivolge e la cui dignità è inviolabile”, si legge nel documento, che è rivolto a parrocchie, opere ecclesiali, comunità. Nel contempo le linee guida sono intese anche come contributo al dibattito pubblico. Infatti, le questioni sollevate dall’intelligenza artificiale vanno ben oltre la tecnologia: chi decide? Di chi possiamo fidarci? In quali ambiti l’essere umano va ritenuto responsabile? Su queste domande fa il punto il documento delle chiese cristiane svizzere, sollecitando un uso responsabile di questi nuovi, potenti strumenti, non senza mettere in guardia da un linguaggio generico quando si parla di IA: "L'IA intesa come entità unica non esiste. Il concetto descrive piuttosto una moltitudine di modelli, procedure e applicazioni differenti, che a volte differiscono radicalmente per funzionamento e campo d'impiego. I più noti oggi sono i grandi modelli linguistici (Large Language Models), che generano, traducono, riassumono testi o rispondono a domande, così come i sistemi generativi per la creazione di immagini, video, musica e voce. I sistemi di raccomandazione basati sull'IA, che influenzano i motori di ricerca, i servizi di streaming, i social network o i negozi online, agiscono spesso in modo ampiamente inosservato. Accanto a questi ci sono numerose altre forme di intelligenza artificiale, attive ad esempio nel riconoscimento di immagini e del linguaggio, nella diagnostica medica, nella robotica, nell'analisi dei dati scientifici o nel controllo di processi complessi”. Pertanto le chiese sottolineano: “Chi parla genericamente di ‘IA’ cancella queste differenze e crea la falsa impressione di un soggetto che agisce in modo unitario. È più preciso parlare di modelli, sistemi o applicazioni di IA specifici; già questa accuratezza concettuale protegge sia da aspettative esagerate sia da timori amplificati”. Perché per le chiese l'IA non va né demonizzata, né sacralizzata.

Oggi, tuttavia, non c'è dubbio che si stanno progressivamente attenuando i confini tra ciò che è elaborato dall'essere umano e ciò che è generato dalla macchina, tra la persona reale e la persona virtuale, tra lo strumento e l'interlocutore. Fanno notare le chiese: “Se questi sviluppi finiranno per responsabilizzare o esautorare le persone, se favoriranno o impediranno relazioni più giuste, dipenderà da come sapremo orientarli. Affrontare insieme questo compito come Chiese è l'obiettivo di queste linee guida”.

Le linee guida, presentate pubblicamente il 20 ottobre presso la Paulus-Akademie di Zurigo, durante una conferenza intitolata "The Ghost in the Machine", sono da oggi disponibili anche in italiano sul sito menschlichkeit-digital.ch. 

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