Abusi nella Chiesa riformata: contributi fino a 20.000 franchi per le vittime?

Ne discuterà il Sinodo in agenda a Berna ai primi di novembre

20 ottobre 2026

(foto: Marcelo Schneider)

Il Sinodo della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERiS), in agenda il 2 e 3 novembre prossimi a Berna, si appresta a discutere e votare un modello nazionale per riconoscere il torto subito dalle persone vittime di abusi sessualizzati e spirituali. Il Consiglio propone contributi finanziari fino a 20.000 franchi, anche per casi prescritti o quando l’autore è deceduto.

(ve/ref.ch) Anche quando non è più possibile procedere per vie legali, le persone che hanno subito abusi in ambito riformato devono poter ottenere un riconoscimento del torto subito. È questo l’obiettivo della proposta presentata dal Consiglio della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERiS), sulla quale il Sinodo sarà chiamato a votare all’inizio di novembre a Berna.
Il modello prevede contributi finanziari fino a un massimo di 20.000 franchi, oppure forme di riconoscimento simbolico, come dichiarazioni pubbliche e iniziative di sensibilizzazione. Queste misure non sono intese come un risarcimento del danno in senso giuridico, bensì come espressione del riconoscimento dell’ingiustizia subita.

Commissione nazionale indipendente

Elemento centrale della proposta è l’istituzione di una Commissione nazionale indipendente, composta da un massimo di sette esperti nei campi del diritto, della psicologia, della mediazione e dell’accompagnamento delle vittime. I membri non potranno essere dipendenti della CERiS o delle Chiese cantonali, ma dovranno conoscere il contesto ecclesiale e rappresentare le principali regioni linguistiche della Svizzera.
Questa Commissione valuterà le richieste secondo il criterio della “preponderante probabilità” dei fatti descritti e formulerà una raccomandazione sull’eventuale contributo e sul suo importo. Non avrà tuttavia il potere di emanare decisioni giuridicamente vincolanti. Sarà possibile chiedere una revisione della raccomandazione entro 30 giorni.
Le domande dovranno essere presentate agli uffici di segnalazione delle rispettive Chiese cantonali, che prepareranno il dossier insieme alla persona interessata e lo trasmetteranno alla Commissione. Questo passaggio consentirà anche alle Chiese di adottare eventuali misure per prevenire nuovi abusi.

Come saranno stabiliti gli importi?

Il contributo sarà determinato caso per caso, tenendo conto della gravità e della durata degli abusi, delle conseguenze psicologiche, fisiche, sociali e professionali, delle eventuali spese di cura e del modo in cui la Chiesa ha gestito il caso. La disponibilità finanziaria della singola Chiesa non influirà sulla valutazione.
I contributi finanziari saranno possibili quando non è praticabile una via legale, per esempio in caso di prescrizione o di morte dell’autore, e non saranno concessi se la persona ha già ricevuto denaro per lo stesso caso, ad esempio nell’ambito di un procedimento giudiziario. Forme simboliche di riconoscimento potranno invece essere previste anche quando un procedimento penale è in corso o si è già concluso.

I costi a carico della Chiesa responsabile

La CERiS sosterrà i costi di costituzione e funzionamento della Commissione. I contributi alle persone colpite saranno invece a carico della Chiesa nella cui sfera di responsabilità si sono verificati gli abusi. Per i casi che coinvolgono più Chiese, la Commissione potrà proporre una ripartizione delle spese.
Se il Sinodo approverà il modello, nella prima metà del 2027 la CERiS stipulerà accordi con le Chiese membro per istituire la Commissione, che dovrebbe iniziare la propria attività nell’autunno dello stesso anno. La proposta si inserisce in una strategia più ampia contro gli abusi, che comprende prevenzione, uffici di segnalazione, un’indagine scientifica sugli abusi sessualizzati e spirituali e la collaborazione con i servizi cantonali di consulenza alle vittime.

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