Chiese USA a fianco del popolo cubano

Contro il giro di vite imposto da Trump

12 febbraio 2026

(ve/gc) “In quanto comunità di fede, scriviamo spinti da una profonda preoccupazione per il popolo cubano e dall’impegno condiviso per la pace, la compassione e la protezione della vita umana. Siamo allarmati dal crescente rischio di escalation e da chiari segnali che un obiettivo perseguito dalla politica statunitense nei confronti di Cuba è il cambio di regime. In questo momento respingiamo ogni approccio che miri a imporre risultati politici mediante coercizioni o faccia leva sulla sofferenza umana”. Esordisce così l’accorato appello di solidarietà alla popolazione cubana firmato da numerose chiese cristiane degli Stati Uniti che denunciano le responsabilità di Washington nella terribile crisi economica abbattutasi su Cuba. A darne notizia è il Presbyterian News Service.
Più di una dozzina di organizzazioni cristiane nord americane, tra cui l’Alleanza Battista e le chiese metodista, luterana, mennonita, presbiteriana, e poi ancora Pax Christi e il Consiglio nazionale delle chiese cristiane negli Stati Uniti hanno firmato una lettera che esorta i responsabili politici ad adottare misure per ridurre le barriere che impediscono alla popolazione dell’isola di accedere a cibo, medicine e beni di prima necessità. La lettera, indirizzata alla Casa Bianca e al Congresso, invita anche i gruppi religiosi a denunciare le sofferenze del popolo cubano e propone modi concreti per agire. La nazione è allo stremo, fiaccata dall’embargo sul petrolio voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
“Ci opponiamo alle minacce di intervento, di destabilizzazione o a qualsiasi tentativo di imporre il cambiamento politico mediante la coercizione - si legge ancora nell’appello -. Chiediamo invece diplomazia, impegno duraturo e connessioni interpersonali che riducano la sofferenza e contribuiscano a gettare le basi della pace”. L'appello si conclude con una preghiera.

Di seguito il testo integrale della lettera:

In quanto comunità di fede, scriviamo spinti da una profonda preoccupazione per il popolo cubano e dall’impegno condiviso per la pace, la compassione e la protezione della vita umana. Siamo allarmati dal crescente rischio di escalation e da chiari segnali che un obiettivo perseguito dalla politica statunitense nei confronti di Cuba è il cambio di regime. In questo momento respingiamo ogni approccio che miri a imporre risultati politici mediante coercizioni o faccia leva sulla sofferenza umana.

L’embargo statunitense e le relative restrizioni contribuiscono da tempo alle difficoltà a Cuba limitando l’accesso alle risorse e indebolendo le condizioni economiche che rendono possibile la vita quotidiana. Cuba deve inoltre affrontare gravi sfide interne, tra cui la cattiva amministrazione e le carenze dovute a molteplici fattori. Portiamo nel cuore le tante avversità che il popolo cubano sta affrontando. Sappiamo che alcuni di questi pesi hanno la loro origine nei problemi di lunga data dell’isola stessa – modelli di governance e politiche che nel tempo hanno reso più precaria la vita quotidiana di molte famiglie. In tutte le circostanze la nostra più profonda preoccupazione è che nessuna azione, all’interno del paese o all’estero, aggravi ulteriormente le condizioni di vita di chi sta già soffrendo così tanto.

Nelle ultime settimane la sospensione delle forniture di petrolio venezuelano a Cuba e le rinnovate minacce di coercizione hanno accresciuto il rischio di una pericolosa escalation. In questo momento le comunità di fede parlano chiaro: il futuro politico di Cuba deve essere determinato dagli stessi cubani senza pressioni, minacce o ingerenze esterne.

Da oltre un secolo le comunità di fede negli Stati Uniti intrattengono relazioni con le comunità di fede cubane attraverso la preghiera, il partenariato e l’accompagnamento. Abbiamo ascoltato i nostri partner cubani descrivere le realtà affrontate dal loro popolo e i pesi che gravano maggiormente sui più vulnerabili. Scriviamo con urgenza per chiedere politiche radicate nella preoccupazione umanitaria, nella pace e nel rispetto della dignità umana.

In tutta Cuba molte persone lottano per soddisfare necessità primarie come l’accesso al cibo, all’acqua potabile, all’elettricità, ai trasporti e a un alloggio sicuro. La riduzione delle forniture di carburante ha conseguenze immediate, contribuisce ai blackout, a un accesso all’acqua limitato, a una mobilità ridotta e all’interruzione di servizi essenziali. Quando la vita quotidiana diventa insostenibile molti non hanno altra scelta che lasciare le proprie case, aggiungendosi alle centinaia di migliaia di persone che hanno lasciato l’isola negli ultimi anni.

Ci allarmano particolarmente le barriere all’assistenza sanitaria e ai medicinali salvavita. Quando i farmaci essenziali non sono disponibili e cliniche e ospedali devono far fronte alla loro carenza, malattie curabili diventano potenzialmente letali. Nessun genitore dovrebbe essere costretto a cercare disperatamente gli antibiotici. Nessuna persona anziana dovrebbe razionare i medicinali per il cuore. Nessuno dovrebbe temere che una crisi medica evitabile si trasformi in una sentenza di morte.

Per troppi anni la politica statunitense nei confronti di Cuba ha fatto affidamento su pressioni e isolamento, nuocendo alle comunità senza tuttavia raggiungere gli obiettivi politici dichiarati. Questo approccio ha comportato un pesante tributo di vite umane e non ha prodotto cambiamenti significativi o duraturi. La vera misura di qualsivoglia politica dovrebbe essere la sua efficacia nel ridurre la sofferenza e consentire alle persone di vivere con dignità nella propria comunità.

Ci opponiamo alle minacce di intervento, di destabilizzazione o a qualsiasi tentativo di imporre il cambiamento politico mediante la coercizione. Chiediamo invece diplomazia, impegno duraturo e connessioni interpersonali che riducano la sofferenza e contribuiscano a gettare le basi della pace. Affermiamo inoltre l’importanza di permettere ai cubani di esprimere le proprie preoccupazioni e i propri auspici in modo pacifico. La capacità di riunirsi, di parlare e di essere ascoltati è parte della dignità che Dio ha conferito a ogni persona e preghiamo che tali momenti siano accolti con comprensione e discrezione.

Rivolgiamo questo appello in solidarietà con i nostri partner cubani e con tutti coloro che lavorano per soddisfare necessità umane urgenti. Onoriamo i ministeri e le reti comunitarie che continuano a fornire assistenza, ad accompagnare le famiglie e a sostenere la speranza di fronte a difficoltà fuori del comune.

Un invito ad agire
Esortiamo i decisori politici e i leader a seguire una via che riduca le difficoltà della gente comune e ampli lo spazio umanitario. Chiediamo che vengano intraprese misure volte a:

  • ridurre le barriere che impediscono alle comunità l’accesso a cibo, medicine e beni di prima necessità revocando l’embargo e rimuovendo le sanzioni statunitensi,
  • permettere ai partner religiosi e umanitari di fornire assistenza senza paure, ostacoli o ritardi ingiustificati,
  • sostenere un impegno diplomatico duraturo e una cooperazione pratica al servizio della vita umana,
  • rifiutare la retorica e le strategie che fanno affidamento sull’escalation, la destabilizzazione o la punizione collettiva.

Esortiamo le comunità di fede degli Stati Uniti a rispondere con la preghiera, la testimonianza pubblica e la solidarietà attiva. Parlate delle sofferenze del popolo cubano nelle vostre congregazioni e comunità. Condividete informazioni accurate e opponetevi alla retorica che considera le difficoltà e l’instabilità strumenti politici accettabili. Contattate i vostri membri del Congresso e chiedete loro di sostenere una linea di impegno che ampli l’accesso umanitario e respinga strategie che aggravano le privazioni allo scopo di forzare un cambiamento politico.

Una preghiera
Dio santo, avvicinati a tutti coloro che soffrono e rafforza tutti coloro che servono il loro prossimo in difficoltà. Provvedi il pane quotidiano dove c’è carenza, la guarigione dove c’è la malattia e la speranza dove c’è la paura. Sostieni coloro che assistono i malati e proteggi coloro che sono più a rischio. Distogli ogni cuore dall’ostilità e rivolgilo a ciò che contribuisce alla pace. Dona saggezza a coloro che detengono l’autorità e compassione a tutti coloro che definiscono le politiche pubbliche. Amen. (Da: PNS; trad.: G. M. Schmitt)

Alliance of Baptists
American Baptist Home Mission Societies
American Friends Service Committee
Baptist Peace Fellowship of North America – Bautistas por la Paz
Church of the Brethren, Office of Peacebuilding and Policy
Church World Service
Cuba Partners Network of the Presbyterian Church (USA)
Evangelical Lutheran Church in America
Florida Council of Churches
Friends Committee on National Legislation
Global Ministries of the Christian Church (Disciples of Christ) and United Church of Christ
Latin America Working Group
Mennonite Central Committee U.S.
National Council of Churches of Christ in the USA
Pax Christi USA
Presbyterian Church (U.S.A.)
The United Church of Christ
The United Methodist Church - General Board of Church and Society

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