Fede, speranza e amore al tempo del genocidio

L'appello teologico e politico di Kairos Palestine

23 novembre 2025  |  Michel Charbonnier

Il 14 novembre scorso è stato ufficialmente presentato presso il Bethlehem Bible College il nuovo documento e appello di Kairos Palestine, alla presenza dei rappresentanti di tutte le chiese cristiane di Palestina e dei membri del network Global Kairos for Justice, rappresentanti di chiese, istituzioni e organizzazioni da più di venticinque paesi, tra cui la Chiesa valdese.
Sedici anni prima, i cristiani e le cristiane palestinesi - membri del clero, teologhe e teologi, e laici e laiche provenienti da ogni chiesa di quella terra - si riunivano per riflettere, pregare e parlare con un’unica voce sulla loro realtà di cristiani palestinesi sotto occupazione. Da quel momento di unità nasceva lo storico documentoKairos Palestine: il momento della verità, una parola di fede, speranza e amore dal cuore della sofferenza palestinese. Approvato dai patriarchi e dai capi delle chiese di Gerusalemme, esso è divenuto un’espressione fedele e coraggiosa della coscienza cristiana, che afferma il diritto e il dovere dei cristiani palestinesi di testimoniare la verità della loro sofferenza.
Il documento chiamava i cristiani e le cristiane palestinesi a riconoscersi parte del più ampio popolo palestinese, soggetto a occupazione ed espropriazione. Li invitava a leggere la propria lotta attraverso la lente della fede, non con disperazione ma con una speranza tenace e un amore attivo radicato nella giustizia. Rivolgeva inoltre un appello alla chiesa globale affinché trasformasse la compassione in azione concreta, sfidando le distorsioni teologiche, resistendo alla complicità con l’oppressione e incarnando una fede che libera.
Si trattava del primo documento cristiano palestinese ad affermare il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni come risposta non violenta e ispirata dalla fede all’occupazione. Da allora, e per sedici anni, il messaggio di Kairos ha viaggiato ben oltre i confini e i muri della Palestina. Ciò che era nato come un documento è diventato un movimento. 

Kairos Palestine è oggi la più estesa iniziativa cristiana palestinese ecumenica e non violenta impegnata a porre fine all’occupazione, all’apartheid e all’ingiustizia sistematica. Attraverso la sua testimonianza profetica ha ispirato chiese, comunità e movimenti di solidarietà, dando vita alla coalizione Global Kairos for Justice.
Tuttavia, con l’inizio della guerra genocida a Gaza e il peggiorare della realtà di apartheid e pulizia etnica in Cisgiordania, si è giunti a un punto di svolta morale e teologica decisivo, e i cristiani palestinesi sono stati costretti a riflettere sul significato della fede in un tempo di tale orrore. Cosa dire oggi al loro popolo? Qual è la parola cristiana di fronte a un genocidio? Mentre le chiese di tutto il mondo esitavano – alcune silenziose, altre schierate con il potere – hanno visto il loro popolo perdere la speranza e alcuni lasciare la loro terra in cerca di sicurezza e dignità.

Kairos al tempo del genocidio

È così che hanno intrapreso un processo aperto e coraggioso di riflessione, una conversazione esplicita, politica e teologica, sulla loro realtà vissuta di genocidio, pulizia etnica e colonialismo d’insediamento. Ed è così che è nato un nuovo documento Kairos, che potesse far riecheggiare il grido del popolo palestinese e proclamare una visione ispirata dalla fede nel cuore del genocidio. A moment of truth. Faith in a time of genocide (Il momento della verità. La fede al tempo del genocidio) è un testo che non fa sconti, né giri di parole. Che vuole parlare con ancora maggiore franchezza, e che rifiuta qualsiasi tentazione di compiacere.
È un documento che nomina l’ingiustizia per ciò che è, e afferma che il sistema di cui i palestinesi sono vittime è un sistema di apartheid: un sistema che nega i loro diritti, cancella la loro storia e cerca di mettere a tacere la loro fede. Che riconosce la dolorosa realtà che non esiste alcun autentico partner per la pace, e che la loro vocazione, come cristiani palestinesi, è di rimanere saldi nella verità, sfidare i doppi standard globali e resistere all’ipocrisia morale dell’Occidente. Cercando di discernere come lo Spirito li stia - e ci stia - chiamando a rispondere in questo momento di caos e in questo tempo di profonda prova morale.
È una parola scomoda, che rende testimonianza al genocidio indicibile, allo sfollamento, alla fame, alla distruzione della vita sociale, educativa, medica e spirituale di Gaza, e al genocidio silenzioso in Cisgiordania. Eppure, attraverso queste tenebre, proclama anche la luce: una fede che persevera anche quando il mondo fallisce moralmente.
Un momento di verità, fede in un tempo di genocidio: questo nuovo documento Kairos offre una lettura teologica e spirituale rinnovata della realtà palestinese e globale. Descrive il presente dei cristiani e delle cristiane palestinesi come un tempo di genocidio, pulizia etnica e sfollamento forzato, che si svolgono sotto gli occhi del mondo. Afferma che questo momento esige una nuova posizione, radicata nella fede, nella verità e nella responsabilità.

Kairos II non sostituisce il documento di sedici anni fa: lo approfondisce. Il primo parlava dal cuore dell’occupazione; il secondo nasce dal cuore di un genocidio. Il primo invocava fede, speranza e amore nell’assenza di speranza; il secondo proclama fede, speranza e amore in un tempo in cui la morte è stata normalizzata, in cui il diritto si è sgretolato, e in cui la coscienza del mondo è sotto processo.
È una testimonianza collettiva della verità, nata dalla sofferenza ma radicata in una speranza, a sua volta radicata nell’azione. Il testamento morale dei cristiani e delle cristiane palestinesi, e la loro affermazione di fede, che dice che persino dal cuore del genocidio, la vita e la verità risorgeranno. (Da: www.chiesavaldese.org)

(Per le foto della presentazione del nuovo documento di Kairos Palestine clicca qui).

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