Il Tempo del Creato 2026 nel mondo e in Svizzera

Il 1. settembre per la prima volta anche una "Festa del Creato" globale online

31 agosto 2026

(ve/gc) “In un tempo in cui le conseguenze distruttive del riscaldamento globale causato dagli esseri umani sono sempre più evidenti e provocano tanta sofferenza, pregare Dio e agire con giustizia nei confronti delle popolazioni e della terra sono dimensioni inseparabili”: è quanto ha affermato in una nota il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), alla vigilia del consueto “Tempo del Creato”. Comincia domani, 1. settembre, per protrarsi fino al 4 ottobre, il periodo liturgico osservato dalla stragrande maggioranza delle chiese in tutto il mondo (la Chiesa cattolico-romana vi partecipa dal 2015, dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato sii” di papa Francesco).
“Confessare Dio come Creatore significa per noi esseri umani assumere l’impegno di ‘coltivare e custodire la terra’ (Gen 2,15)”, sottolinea Bedford-Strohm. Per la prima volta verrà anche celebrata la “Festa del Creato”frutto di un processo teologico che ha coinvolto diversi organismi cristiani a livello globale negli ultimi anni. Ampliando il simbolismo teologico della festa con un ricco insieme di letture bibliche, questa proposta eleva la dottrina della Creazione in una posizione di maggiore rilievo nel culto cristiano, colmando una lacuna nel calendario liturgico delle Chiese che in precedenza non celebravano il ruolo di Cristo nella creazione del mondo.
Il Tempo del Creato prende dunque il via il 1. settembre online, con una celebrazione mondiale di preghiera in occasione della neoistituita “Festa del Creato”. La celebrazione sarà trasmessa in diretta streaming alle 9 da New York, alle 16 da Nairobi, alle 18 da Los Angeles, e alle 21 da Manila. A guidare la preghiera saranno, insieme ad altri leader delle Chiese, tre voci: il reverendo David Coleman, cappellano per l’ambiente di Eco-Congregation ScotlandMaria Jose Tejedor, assistente del team di ACT Alliance; e il dott. Louk Andrianos, consulente del CEC per la cura del Creato, la sostenibilità e la giustizia climatica (per seguire la celebrazione clicca qui).
Al centro della celebrazione ci sarà il motto 2026 scelto a livello mondiale: “Acqua viva”, ispirato al libro del profeta Ezechiele: “Dovunque giungerà il fiume, ogni essere vivente che vi brulica vivrà […] I suoi frutti serviranno da cibo e le sue foglie da medicina” (Ez 47,9.12). Una potente visione biblica di speranza e guarigione ecologica. Ambientata in un contesto di esilio e di perdita, l'immagine dell'acqua viva che sgorga dal santuario di Dio simboleggia la guarigione divina che rigenera la terra, l'acqua, la biodiversità e la responsabilità umana verso l'intero Creato. “Questa è la promessa che il Tempo del Creato pone davanti alle Chiese: là dove scorrono le acque della presenza di Dio, ciò che sta morendo può tornare a vivere”, spiega il segretario generale del CEC, il pastore Jerry Pillay, che così prosegue: “Molte delle nostre Chiese membro appartengono alle comunità che stanno già vivendo questa crisi, tra siccità e alluvioni. Per loro, preghiera e azione non sono due vocazioni diverse, ma una sola: le Chiese sono chiamate a diventare parte del fiume della guarigione, non a rimanere sulla riva a guardare”. (I materiali sono disponibili in italiano qui).

In Svizzera l'OeKU ci invita a riflettere sui valori

Per il Tempo del Creato l’Ufficio ecumenico Chiesa per l’Ambiente” (OeKU) con sede a Berna, offre dei materiali e sussidi ispirati ad un altro tema, che include anche il Digiuno federale e la Festa di ringraziamento del prossimo 20 settembre: “Vivere con valore - il valore aggiunto delle cose”. L’OeKU – che quest’anno celebra i suoi 40 anni - propone di mettere al centro il confronto con il valore delle cose, con i nostri comportamenti di consumo e con la questione di che cosa renda veramente preziosa la vita. L’idea è di riflettere in un modo nuovo su concetti come possesso, desiderio, sostenibilità e qualità della vita. I materiali (in francese e tedesco) messi a disposizione dall’OeKU includono spunti per la predicazione, stimoli per un consumo sostenibile, nonché ausili per l’insegnamento e il lavoro comunitario.
Nel quadro delle celebrazioni per i 40 anni dell’OeKu, il 6 settembre a partire dalla 9.30 a Lugano, nell’ex Monastero delle Suore Cappuccine, oggi noto come Centro Pastorale san Giuseppe (via Cantonale 2A), viene inaugurato il Giardino “Laudato si’”. L’iniziativa nasce dall’Unione femminile cattolica ticinese; questo spazio sarà rivalutato e gestito secondo i principi che papa Francesco ha espresso nell’enciclica “Laudato si’”: cura e rispetto per l’ambiente, rispetto per il Creato; il Giardino di Lugano vuole essere un luogo di condivisione, comunità, riflessione, anche in chiave ecumenica.

Un pianeta sempre più segnato dalla crisi climatica

I dati più recenti confermano l’urgenza della situazione. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il luglio 2026 è stato il luglio più caldo mai registrato. L'ondata di caldo e la grave siccità dell'estate 2026 in Svizzera hanno prosciugato completamente alcuni specchi d'acqua e ridotto ai minimi storici i livelli di fiumi e grandi laghi. In Europa gli incendi boschivi hanno devastato 250.000 ettari; tra Cina e Nepal si è verificata una devastante inondazione innescata dal collasso di un ghiacciaio che ha distrutto villaggi, centrali elettriche, strade e ponti. Nel corso dell’anno, le inondazioni monsoniche hanno colpito il Bangladesh, mentre in Cina circa 700.000 persone sono state evacuate.

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