Commenti da ambienti ecclesiastici sulle votazioni federali

HEKS sollevata dal “no” all’iniziativa dell'UDC, l’Esercito della Salvezza deplora il "sì" sul servizio civile

15 giugno 2026

(ref.ch/ve) Niente limitazione al numero degli abitanti stabili in Svizzera: il 14 giugno un significativo 59% degli aventi diritto si è recato alle urne, e di questi aventi diritto il 54,8% ha respinto l’iniziativa popolare dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni!”. Idem la maggioranza dei cantoni: 14 contro 12 hanno detto "no". L'analisi dei risultati mostra, come sempre nelle votazioni che hanno per oggetto temi sull'immigrazione, un divario tra città e campagna, così come tra Svizzera tedesca e Svizzera francese (Röstigraben). Hanno votato compattamente “no” i sei cantoni romandi, oltre a Zurigo, Berna, Basilea Città e Campagna, Zugo, Sciaffusa, Lucerna e Grigioni. La quota maggiore di “no” si è registrata a Basilea Città, con il 74%.
Nel campo del “sì” figurano il Ticino, i cantoni San Gallo, Turgovia e Argovia, Soletta, Glarona e i quattro piccoli cantoni rurali della Svizzera centrale, così come i due Appenzello. In Appenzello Interno ha votato a favore dell’iniziativa il 66% degli elettori.
L’elettorato si è espresso a favore di una società “responsabile e aperta al mondo”, è stato a caldo il commento del braccio umanitario della Chiesa evangelica riformata in Svizzera HEKS (Aiuto delle chiese evangeliche svizzere). “È un segnale importante per un approccio costruttivo alla diversità e all’immigrazione. Rafforza la nostra responsabilità nel rispetto degli impegni internazionali e nella protezione dei rifugiati”, ha dichiarato la direttrice di HEKS Karolina Frischkopf, che si era personalmente spesa in una campagna per il "no". Il voto mostra tuttavia che il tema dell’immigrazione preoccupa la società. Il dibattito al riguardo è doveroso, occorre affrontare apertamente le sfide, contestualizzarle e presentare prospettive differenziate, fa sapere HEKS.

Ostacoli più alti per il servizio civile

L’Esercito della Salvezza, che in tutta la Svizzera è uno dei maggiori istituti d’impiego per coloro che decidono di fare il servizio civile al posto della scuola reclute, ha deplorato l'esito del voto popolare sul secondo quesito in votazione lo scorso 14 giugno. Accolto con il 53% circa di voti favorevoli prevede una revisione della legge sul servizio civile. Il passaggio dal servizio militare al servizio civile verrà quindi reso più difficile.
Con il “sì” entrano in vigore sei nuove misure della legge sul servizio civile. In futuro, per esempio, in caso di passaggio dall’esercito dovranno essere prestati almeno 150 giorni di servizio civile, indipendentemente dal numero dei giorni di servizio militare non ancora assolti. Inoltre, anche per il servizio civile ci sarà un obbligo di impiego annuale. E gli impieghi civili che richiedono percorsi accademici avviati in medicina umana, odontoiatria o veterinaria non saranno più consentiti. Tutte misure tese a rendere il servizio civile meno attrattivo. Nel 2025 sono state ammesse al servizio civile 7.211 persone, il numero più elevato di sempre. 
L’Esercito della Salvezza Svizzera in una nota ha deplorato questa decisione, facendo notare che nei prossimi decenni è prevedibile una crescente penuria di personale nelle case per anziani e in altri istituti sociali. Il risultato minaccia di aggravare la situazione.

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