L’ultimo villaggio interamente cristiano sotto attacco dei coloni
(agenzie/ve) “Nella serata di ieri, martedì 10 giugno, intorno alle ore 20.30, diversi giovani sono stati ostacolati e aggrediti dai coloni mentre aiutavano alcuni residenti locali a spegnere un vasto incendio appiccato deliberatamente nei pressi di Jabal Al-Masis e divampato fin sopra le colline. Più persone hanno subito violenze fisiche e percosse, alcuni veicoli sono stati danneggiati, beni personali sono stati rubati e sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco in tre diverse occasioni, mettendo così in pericolo la vita dei civili”. È il racconto concitato del parroco di Taybeh, padre Bashar Fawadleh, da sempre in prima linea contro la violenza dei coloni ebrei, rilanciato dall’Agenzia Sir. “Questo episodio - aggiunge il sacerdote - si inserisce in un più ampio contesto di violenze e intimidazioni che continua a minacciare la sicurezza e il benessere degli abitanti di Taybeh”. Da qui l’appello “alla Comunità internazionale, alle organizzazioni per i diritti umani, alle Chiese e alle istituzioni umanitarie affinché intraprendano azioni concrete e significative per contribuire a garantire la protezione dei civili e il loro diritto fondamentale a vivere in pace e sicurezza”.
Taybeh - Efraim, il luogo del riposo di Gesù (Giovanni 11:54, Giovanni 12:1) – ospita la più antica comunità cristiana ancora esistente al mondo. Da secoli, i cristiani palestinesi vivono, pregano, coltivano la terra e crescono le loro famiglie in questo villaggio.
La notizia è stata confermata da fonti locali all’Imemc News (International Middle East Media Center) che così riporta il fatto entrando nel dettaglio: “Martedì coloni israeliani hanno appiccato il fuoco a terreni agricoli alla periferia del villaggio cristiano palestinese di Taybeh, a est di Ramallah. Gruppi provenienti da avamposti ebraici vicini hanno dato alle fiamme campi secchi e terreni coltivati a ulivi, provocando fumo e fiamme. Non si registrano feriti al momento, ma l’attacco ha causato danni alle terre agricole da cui dipende la sussistenza delle famiglie locali e ha diffuso ulteriori timori tra i residenti della zona orientale del villaggio. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente violenza nella regione di Ramallah, in particolare nel corridoio rurale orientale, dove – secondo i residenti – si moltiplicano tentativi di occupazione delle colline, blocchi stradali, intimidazioni ai pastori e incendi dolosi”.
Come è noto Taybeh è sottoposto da anni a crescenti pressioni da parte degli avamposti vicini. Oggi assistono impotenti agli attacchi contro la loro comunità, mentre la violenza dei coloni in tutta la Cisgiordania occupata continua a intensificarsi. I villaggi palestinesi sono costretti a convivere con una realtà di continue intimidazioni, in cui la violenza viene utilizzata non solo per terrorizzare la popolazione, ma anche per costringerla ad abbandonare la terra in cui vive da generazioni. Si tratta di azioni violente sistematiche da parte di gruppi di coloni volte allo spostamento forzato della popolazione palestinese e che vedono il supporto delle forze militari israeliane, presenti nei territori occupati da 59 anni. Ne riferisce Amnesty International nel suo ultimo rapporto reso pubblico ieri.