Solidarietà con il Libano

Nota congiunta del Consiglio ecumenico e delle chiese mediorientali e appello a donare di HEKS

09 aprile 2026

Insegne a Beirut (foto: Marten Bjork/unsplash)

(mecc/ve) Nel primo giorno del cessate il fuoco pattuito tra USA e Iran l’esercito israeliano ha sferzato 100 raid missilistici in meno di 10 minuti su tutto il Libano: oltre ai quartieri densamente popolati nel sud della capitale, alla Valle della Békaa e al sud del paese, per la prima volta sono stati colpiti anche i quartieri “bene” della medio e alta borghesia di Beirut. Ambulanze a pieno regime, ospedali al collasso, appelli a donare il sangue.
Nella giornata di ieri, 8 aprile, l’attacco senza precedenti di Israele contro Hezbollah ha di fatto colpito indistintamente la popolazione civile libanese. Si parla di un massacro costato la vita a più di 200 persone, mentre i feriti sarebbero più di 1000. Il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour sta aggiornando la conta dei morti qui.

Profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto è arrivato senza indugio in una nota congiunta del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e del Consiglio delle chiese in Medioriente (MECC). Esortando le parti interessate a lavorare per la cessazione immediata di tutti gli attacchi i due organismo ecumenici hanno sottolineato la “necessità di proteggere le persone e le infrastrutture civili, in base all’obbligo fondamentale previsto dal diritto internazionale umanitario”. E hanno aggiunto: “Oggi il mondo sta passando un serio test relativo alla sua umanità. Non c’è bisogno di essere libanesi o arabi per provare rabbia per ciò che sta accadendo a Gaza, in Libano e in altri paesi del Medioriente. Basta essere umani in un momento in cui abbiamo bisogno di umanizzare l’umanità stessa”.
Non manca anche un appello alla comunità internazionale e a tutte le parti interessate di assumersi “le proprie responsabilità e di prevenire un ulteriore deterioramento che minaccia la sicurezza e la stabilità del Libano e dell’intera regione”. La nota si chiude con l’espressione della piena solidarietà alla popolazione libanese e con l’assicurazione di preghiere affinché prevalga la pace, la verità e la giustizia.

L’Aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera HEKS - già sin dagli ordini di evacuazione imposti da Israele contro la popolazione del Libano meridionale e che stanno causando una catastrofe umanitaria con 1,2 milioni di sfollati - ha lanciato una raccolta fondi per sostenere gli interventi di emergenza e fornire aiuti immediati alle decine di migliaia di famiglie costrette a lasciare le proprie case. HEKS opera da anni in Libano insieme alla sua partner locale, l’associazione Najdeh. Parallelamente, HEKS continua a sostenere anche la popolazione civile in Israele e nei Territori occupati palestinesi, dove l’escalation militare ha reso molte comunità particolarmente esposte e vulnerabili.
Per donare: heks.ch/nothilfe-naher-osten.

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