Il parlamento della Chiesa cattolica cristiana per la prima volta in Ticino
(ve/gc) Per la prima volta nella storia il Sinodo nazionale della Chiesa cattolica cristiana della Svizzera si terrà in Ticino. La 159ª sessione dell’assemblea legislativa si svolgerà il 29 e 30 maggio, riunendo circa 120 delegati provenienti da tutte le regioni del Paese, insieme a ospiti del mondo ecclesiale, politico e associativo ticinese.
L’appuntamento si aprirà con la celebrazione eucaristica nella chiesa riformata di Lugano, mentre i lavori sinodali si terranno presso il Municipio in piazza della Riforma 1. L’evento segna un momento storico per la comunità, in particolare per quella ticinese, che proprio nel 2026 celebra i 120 anni dalla sua fondazione.
La Chiesa cattolica cristiana svizzera - che a tutti gli effetti è una delle tre Landeskirchen della Confederazione - è guidata dal 2024 dal vescovo Frank Bangerter e conta circa 13.000 membri distribuiti in una quarantina di parrocchie. Chiamata anche “vecchio-cattolica”, o “vetero-cattolica”, la chiesa nasce nel 19. secolo in seguito al Concilio Vaticano I e si distingue per il rifiuto del dogma dell’infallibilità papale.
Il Sinodo nazionale rappresenta il cuore della vita istituzionale della Chiesa cattolica cristiana: è il suo parlamento, l’organo supremo chiamato a prendere decisioni su tutti gli aspetti della vita ecclesiale, dalla liturgia all’impegno sociale, fino alle questioni finanziarie, patrimoniali ed ecumeniche. Composto per due terzi da laici e per un terzo da membri del clero, il Sinodo garantisce pari diritto di parola e di voto a tutti i delegati.
A Lugano sul tavolo sarà l’orientamento strategico “Diocesi 2030” (attualmente è in corso la consultazione relativa alla revisione della Costituzione). Inoltre, all’attenzione dei sinodali sarà la proposta di introdurre definitivamente il modulo “Benedizione del matrimonio per tutti”, nonché il varo di un regolamento relativo all’esonero dal segreto pastorale. E non mancheranno temi internazionali, tra cui un Memorandum of Understanding con la Chiesa di Svezia, ma anche i preparativi per il 34. Congresso internazionale dei vecchio-cattolici (IAKK) da tenersi a settembre proprio in Svizzera, a Rheinfelden (AG), con il motto “Muovere le persone - Rafforzare la comunità”.
L’edizione 2026 del Sinodo assume un valore simbolico particolare anche perché coincide con i 120 anni della presenza cattolica cristiana in Ticino. Fondata nel 1906, la comunità locale, attualmente guidata dalla parroca Elisabetta Tisi, seppur numericamente contenuta, ha attraversato oltre un secolo di storia mantenendo viva la propria identità e rafforzando il proprio ruolo di ponte tra le confessioni cristiane. L’evento vuole anche essere un’occasione per rinsaldare il legame con il territorio e promuovere un dialogo aperto e costruttivo con la società ticinese.
Sullo sfondo dell’anniversario ticinese l’assemblea sinodale intende guardare al futuro, riaffermando il proprio impegno per un cristianesimo inclusivo, partecipativo e in dialogo con il mondo contemporaneo, tra tradizione e apertura.
Riconosciuta come terza Landeskirche - o chiesa federale - accanto a quelle evangelica riformata e cattolica romana, la Chiesa cattolica cristiana si caratterizza fin dalle origini per un’identità cattolica, democratica ed ecumenica. Fa parte dell’Unione di Utrecht (1889). Ma già dal 1874 ha una sua facoltà di teologia presso l'Università di Berna, mentre la loro cattedrale è dal 1875 la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Berna. Dal 1931 è in piena comunione con la Comunione anglicana, oltre a essere cofondatrice nel 1948 del Consiglio ecumenico delle chiese, nonché della Comunità di lavoro delle chiese cristiane in Svizzera. Nel 1999 viene introdotta l’ordinazione femminile. Le maggiori concentrazioni di cattolici cristiani si trovano nei cantoni di Soletta, Argovia, Zurigo e Ginevra. (christkatholisch.ch/it)
Gli ospiti interessati possono registrarsi presso la segreteria del Consiglio sinodale scrivendo a segreteria.ticino@christkatholisch.ch.