Sion: preghiera ecumenica a un mese dalla tragedia di Crans-Montana

02 febbraio 2026

(ve/cath.ch) “Raramente la cattedrale di Sion aveva conosciuto un silenzio simile. Profondo. Tanto che si poteva udire il minimo movimento dei fedeli sui banchi”, si legge su cath.ch, che ha seguito la celebrazione ecumenica organizzata il 1. febbraio nella cattedrale di Sion (VS), esattamente un mese dopo l’incendio nel bar “Le Constellation”, che ha causato 41 vittime.
Aprendo la celebrazione svoltasi all'insegna della luce nelle tenebre e del raccogliemnto, il vescovo di Sion, Jean-Marie Lovey, ha letto un messaggio di papa Leone XIV, rivolto ai fedeli, ai familiari delle vittime decedute e dei feriti. Per parte evangelica erano presenti Sara Schulthess, pastora della parrocchia protestante di Sion, e Gilles Cavin, presidente del Sinodo della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERiS), nonché il presidente del Consiglio sinodale vallesano Stephan Kronbichler.

La celebrazione ha preso inizio con un gesto simbolico dei celebranti presenti nel coro della cattedrale: ciascuno è andato ad accendere un lumino e lo ha deposto ai piedi dell’altare. Fianco a fianco, mons. Lovey e la pastora Schulthess hanno pronunciato in alternanza la preghiera di benedizione. I canti “Christe lux mundi”, “La ténèbre n’est pas ténèbre” e “Aber du weisst den Weg” hanno accompagnato i fedeli nel loro cammino verso l’altare.

La rubrica televisiva "Segni dei Tempi" (RSI LA1) sabato 7 febbraio alle 12.05 propone un reportage a firma di Cristina Ferrari intitolato "Crans-Montana, una comunità ferita", con un'intervista al pastore della comunità locale Guy Liagre, tra gli altri. Replica: lunedì 9 febbraio su RSI LA2, alle 23.50.

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