Ferma condanna delle chiese per l’attacco USA contro il Venezuela

Consiglio ecumenico: una clamorosa violazione del diritto internazionale

04 gennaio 2026

Il quartiere di abitazioni informali sulle colline di Caracas, capitale del Venezuela (foto: Sean Hawkey/Life on Earth)

(ve/gc) “Gli attacchi condotti dagli Stati Uniti d’America in Venezuela e la cattura e detenzione del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie costituiscono violazioni clamorose e sconcertanti del diritto internazionale. Queste azioni stabiliscono un precedente pericoloso e forniscono un esempio ad altri che cercano di ignorare ogni vincolo contro l’uso dell’aggressione armata e della forza bruta per raggiungere obiettivi politici”: questo è l’esordio della presa di posizione diffusa ieri dal segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) Jerry Pillay, accompagnata dal versetto biblico “Allontànati dal male e fa’ il bene; cerca la pace e perseguila” (Salmo 34,14), e che chiede l’immediata cessazione dei bombardamenti e il rispetto della sovranità nazionale.

Nell'attacco statunitense contro il Venezuela sferrato nelle prime ore di sabato 3 gennaio, almeno 40 persone sarebbero rimaste uccise, tra cui militari e civili. Pillay ha esortato: “La risoluzione dei conflitti deve avvenire attraverso il dialogo e la diplomazia piuttosto che con la violenza armata - e ha proseguito -: In questi tempi pericolosi e incerti il mondo ha bisogno di leader saggi e coraggiosi che operino per la pace, piuttosto che della proliferazione dei conflitti e della normalizzazione dell’illegalità internazionale, che rischiano di trascinare l’umanità in un caos ancora più profondo. Preghiamo affinché la saggezza e la pace prevalgano in questo contesto e in altre parti del mondo”.

Dello stesso tenore anche una presa di posizione diffusa dalla Comunione mondiale di chiese riformate (CMCR). Nel suo pronunciamento la CMCR ha sottolineato che la crisi venezuelana va vista in un contesto più ampio di militarizzazione e di lotta per il controllo di risorse strategiche. Per la CMCR le azioni volte al controllo di risorse ledono la dignità umana e mettono in discussione la giustizia promossa dal Vangelo. Pertanto, ha invitato i governi e gli attori internazionali a respingere le strategie coercitive e a ricercare soluzioni fondate sul dialogo e sul rispetto del diritto internazionale. L’organismo della famiglia riformata mondiale con sede a Hannover ha inoltre esortato le chiese e le comunità di fede di tutto il mondo a contrastare la disinformazione, amplificare le voci delle persone più colpite e impegnarsi nella solidarietà, nella preghiera e in azioni concrete per sostenere coloro che in Venezuela soffrono la paura, lo sfollamento e l’incertezza. Per parte loro, i leader della Chiesa presbiteriana del Venezuela hanno proprio parlato di paura e confusione, sottolineando che l’accompagnamento pastorale e la solidarietà internazionale rafforzano la speranza tra le comunità colpite.

Anche l’Alleanza delle chiese presbiteriane e riformate dell’America Latina (AIPRAL) ha diffuso una dichiarazione pubblica di condanna per ogni forma di violenza, intervento militare o politica estera che attenti alla sovranità del Venezuela o di altri Paesi. Nella sua dichiarazione, l'AIPRAL avverte che qualsiasi intervento esterno riduce la possibilità di una risoluzione pacifica dei conflitti e mette a rischio l'autodeterminazione dei popoli. L'organizzazione regionale - che riunisce 22 chiese e movimenti presbiteriani e riformati presenti in 16 paesi dell'America Latina e dei Caraibi - ha espresso solidarietà con la Chiesa presbiteriana del Venezuela e con il popolo venezuelano, e ha invitato le comunità di fede ad alzare la loro voce profetica a favore della pace, della vita e della giustizia. Oltre all'invito alla preghiera, i presbiteriani e i riformati latinoamericani hanno sottolineato l'importanza di accompagnare coloro che subiscono le conseguenze della violenza e dell'instabilità, manifestando la loro solidarietà “in questo momento difficile della loro storia”.

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