Il Consiglio ecumenico delle chiese in Vaticano

La leadership dell'organismo ecumenico mondiale ha incontrato papa Leone XIV

01 marzo 2026

(foto: Vatican Media)

(wcc/ve) Il 28 febbraio una delegazione del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), composta dal vescovo Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del CEC, dall’arcivescovo Vicken Aykazian e dalla pastora Merlyn Hyde Riley, rispettivamente vicemoderatori del Comitato centrale, e dal segretario generale pastore Jerry Pillay, ha incontrato in Vaticano papa Leone XIV
Bedford-Strohm ha affermato che l’incontro ha chiaramente rafforzato la sua speranza di una crescente unità tra le chiese. “Abbiamo convenuto di tutto cuore sulla necessità di porre Cristo al centro dei nostri sforzi per giungere a una unità visibile”, ha detto. “Abbiamo anche concordato sul bisogno di una forte voce profetica contro la spregiudicata strumentalizzazione della fede cristiana a fini politici”.
Bedford-Strohm ha aggiunto: “Che si tratti di una invasione aggressiva, di dar la caccia ai migranti o di stigmatizzare intere categorie di persone, le chiese devono far sentire la voce del predicatore del sermone sul monte che ci ha incoraggiato a praticare l’amore, anche l’amore del nemico, e a prendere le difese delle persone più vulnerabili della società. Ci ha confortato sapere di essere uniti nel dare al mondo questa testimonianza di amore ed empatia in un’epoca in cui divisioni e violenza sembrano trionfare”.
Pillay ha espresso gratitudine per “una chiacchierata a cuore aperto con papa Leone su questioni globali molto importanti. La conversazione si è sviluppata intorno alla necessità di una unità cristiana visibile in particolar modo in un’epoca in cui le sfide globali sono così numerose”.
La delegazione del CEC ha descritto a grandi linee il lavoro del Consiglio ecumenico nel campo dell’unità dei cristiani e ha discusso l’importanza di collaborare con altri cristiani per dare espressione visibile alla preghiera di Gesù che tutti siano uno. “Abbiamo elogiato il papa per il suo impegno a favore dell’unità dei cristiani e la collaborazione e lo spirito in cui il Vaticano e il CEC lavorano insieme da molti decenni e abbiamo riflettuto su come fare ancora di più, soprattutto dopo la celebrazione, l’anno scorso, del 1.700° anniversario del primo Concilio ecumenico”, ha detto Pillay. “Abbiamo menzionato i numerosi luoghi in cui il CEC è attualmente impegnato con iniziative di pace”.
La delegazione del CEC e papa Leone hanno altresì riflettuto in modo approfondito sulle guerre, sui conflitti e sulla violenza che continuano a imperversare nel nostro mondo. “Ovviamente l’attacco all’Iran che è appena iniziato ha immediatamente catturato la nostra attenzione”, ha detto Pillay. “In un tale contesto di guerre abbiamo espresso la necessità che i leader cristiani collaborino nell’unità e nella testimonianza profetica proclamando al mondo il vangelo di pace di Cristo”.
La delegazione del CEC ha espresso preoccupazione per la strumentalizzazione le politicizzazione della religione e ha sottolineato la necessità per i cristiani di proclamare la verità e la giustizia di Cristo piuttosto che lasciarsi guidare da politici e da persone che perseguono interessi personali.
“Abbiamo riconosciuto che il messaggio cristiano sarebbe più forte e più efficace se i leader cristiani restassero saldi nell’unità e nella testimonianza profetica, in particolar modo in tempi come questi”, ha detto Pillay. “Abbiamo parlato anche del Decennio ecumenico di azione per la giustizia climatica del CEC e della necessità di un’azione congiunta per far fronte alla catastrofe climatica”.
Pillay ha aggiunto: “Papa Leone ha risposto a queste e ad altre questioni da noi sollevate con saggezza, spiritualità e compassione profonde. Ha ribadito ciò che ha sempre detto sulla necessità  dell’unità visibile dei cristiani, riconoscendo le sfide che questo comporta anche nella chiesa cattolica romana a causa di visioni diverse e diversificate”.
Papa Leone, ha riferito Pillay, ha affermato che “sebbene il nostro compito non sia di costruire un'unica cristianità, i cristiani devono lavorare insieme uniti per curare e risanare il mondo. Il papa ha espresso la sua preoccupazione per le guerre e i conflitti e la difficoltà di lavorare per la pace in questi contesti. Ha posto l’enfasi sul potere della preghiera e sulla speranza della pace”.
L’incontro si è concluso con l’affermazione della necessità di lavorare insieme per l’unità, la giustizia e la pace nel mondo, e con la recitazione del Padre nostro.
 (da: WCC; trad. G. M. Schmitt)

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