Tragedia di Crans-Montana, vicinanza e preghiere dal Consiglio ecumenico

01 gennaio 2026

(ve/gc) Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), con sede a Ginevra, ha espresso profondo dolore e solidarietà in seguito al tragico incendio divampato nel bar “Le Constellation” di Crans Montana (VS) durante i festeggiamenti di Capodanno e che è costato la vita ad una quarantina di persone, ferendone almeno 115. Si tratterebbe di una delle più gravi tragedie mai avvenute in Svizzera.
In due lettere separate il segretario generale del CEC, il pastore Jerry Pillay, ha fatto pervenire le sue più sentite condoglianze alle chiese di tutta la Svizzera, da una parte, e alle autorità svizzere, dall’altra.
Esprimendo gratitudine a tutti coloro che stanno offrendo cure e sostegno alle vittime, alle famiglie e alle comunità colpite dalla tragedia, nella missiva indirizzata alle chiese elvetiche Pillay scrive: “Non siete soli. Persone in tutto il mondo pregano per voi, piangono con voi e vi sono accanto in segno di solidarietà. Possiate trovare forza e conforto gli uni negli altri, e possano i ricordi dei vostri cari diventare una fonte di luce e di pace nei difficili giorni che vi attendono”.
Un’altra lettera è andata al presidente della Confederazione Guy Parmelin, a cui Pillay ha esteso le più sincere condoglianze a nome della comunione ecumenica globale. “Elogiamo l’impegno del vostro governo per alleviare la sofferenza delle famiglie colpite e per fornire cure indispensabili a coloro che restano ricoverati in ospedale, e preghiamo per una loro piena e rapida guarigione”, scrive Pillay, sottolineando la dimensione internazionale della tragedia, dato il coinvolgimento di persone di tante nazionalità diverse.

Anche la pastora Rita Famos, presidente della Chiesa evangelica riformata di Svizzera (CERiS), è intervenuta pubblicamente. Su Facebook ha espresso la sua vicinanza: "I miei pensieri e le mie preghiere sono con i familiari, con i feriti e con coloro che si prendono cura delle persone colpite e stanno affrontando la crisi", ha scritto Famos.

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