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Serve un gesto di umanità

Appello delle tre chiese nazionali al Consiglio federale affinché vengano accolti profughi minori non accompagnati bloccati nelle isole greche

in  Svizzera , cristianesimo , società

Serve un gesto di umanità

(ve/gc) La situazione dei richiedenti asilo nelle isole elleniche, ma anche in altre località della Grecia, è catastrofica ed è ulteriormente aggravata dalla pandemia di coronavirus. In un “Appello di Pasqua” rivolto al Consiglio federale, le tre chiese nazionali chiedono che i profughi minorenni non accompagnati e aventi legami familiari in Svizzera siano portati rapidamente nel nostro paese.
“La pandemia che si sta diffondendo non permette di perdere altro tempo prezioso. È necessario agire rapidamente, a maggior ragione in questo periodo di Pasqua”, si legge in un comunicato stampa congiunto a firma dei rappresentanti della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERS), della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), e della Chiesa cattolica-cristiana della Svizzera, rispettivamente Gottfried Locher, Felix Gmür, e Harald Rein.

Tradizione umanitaria elvetica
“Il fatto che l'Europa non abbia ancora trovato una risposta unitaria alla catastrofe dei profughi non solleva i politici svizzeri dalle loro responsabilità - prosegue il comunicato stampa -. In virtù dei trattati di Schengen e Dublino, esiste una responsabilità condivisa per la situazione dei rifugiati e della popolazione locale in Grecia. È quindi urgente provvedere a evacuare almeno un piccolo numero di persone che hanno legami con la Svizzera”.
Per il pastore Locher, presidente della CERS, “la Svizzera - in questo periodo di Pasqua - in termini di umanità e approccio può essere un modello per l'Europa”.

Gottfried Locher

Serve un gesto di umanità

Agire subito
Finora in Grecia sono stati identificati solo una ventina di minorenni profughi non accompagnati con un legame familiare in Svizzera. Tuttavia, il numero reale è molto più elevato, affermano i tre leader cristiani, che chiedono “un maggiore impegno da parte della Svizzera per collaborare con le autorità locali al fine di individuare gli aventi diritto ad entrare nel nostro paese”. Le chiese, enti locali, ma anche privati, sarebbero pronti a dare il loro contributo. “Città e comuni, comunità parrocchiali, organizzazioni di aiuto ecclesiastiche e non, sono in grado di accogliere e assistere queste persone”, affermano Locher, Gmür e Hein, ricordando come in passato il popolo svizzero abbia dimostrato più volte la propria disponibilità in fatto di iniziative umanitarie. Anche le chiese sono pronte e auspicano che il Consiglio federale voglia sostenere e fare proprio un gesto di generosità a favore dei più deboli. “La vita, e non la morte, dovrebbe avere l'ultima parola, perché il messaggio di speranza della Pasqua è universale e valido per tutti”, ha concluso il vescovo Rein.

Pierre Bühler

Serve un gesto di umanità

Carta delle migrazioni chiede di più
Con una petizione lanciata l’8 aprile, la piattaforma “Carta delle migrazioni” - che riunisce anche diverse realtà ecclesiastiche - chiede il ricollocamento di 5000 profughi dalle isole greche verso la Svizzera. Primo firmatario dell’appello ecumenico è il teologo riformato Pierre Bühler. Nel momento in cui la pandemia da coronavirus imperversa ovunque, “il messaggio di Pasqua è ancora più significativo - si legge nell’appello -. La morte non ha l’ultima parola; dalla morte e dalla risurrezione di Gesù scaturisce una nuova dinamica di vita, che spezza il potere della morte. Questi sono anche i giorni della festività ebraica del Pessach - in memoria di chi è uscito dalla schiavitù e dall’oppressione. Dio chiede la vita”. L’Appello gira sui social con l’hashtag #LeaveNoOneBehind - che nessuno sia lasciato indietro, e ricorda il principio costituzionale per cui ogni diseguaglianza va combattuta, nel senso che la forza della comunità si misura in relazione al benessere del più debole dei suoi membri.

Colletta di Pasqua
Questa Pasqua non può mancare la solidarietà. Ne è convinta la CERS che insieme a tutte le chiese cantonali invita a sostenere - con la colletta di Pasqua - due progetti: uno in Siria e l’altro sull’isola greca di Lesbos. In collaborazione con i suoi partner, la CERS sta inviando nell’Egeo aiuti medici, allo scopo tra l’altro di equipaggiare un ospedale affinché possa far fronte alla minaccia della pandemia di coronavirus. In Siria la CERS sostiene il lavoro dell’ente evangelico umanitario svizzero HEKS, che fornisce aiuti d’urgenza a sfollati e rifugiati. Circa 20.000 persone ricevono in loco prodotti per l’igiene e i bambini continuano a essere scolarizzati in piccoli gruppi e viene loro garantito un pasto. Non potendo organizzare le collette nelle chiese, chiuse per coronavirus, la richiesta è quella di fare delle donazioni con l’online banking.

Aiuti ai migranti a Lesbos (Telegiornale RSI)

Coordinate per le donazioni
IBAN: CH40 0079 0016 5902 3311 1 // SWIFT: KBBECH22XXX
Banca: Berner Kantonalbank BEKB, Bundesplatz 8, 3001 Bern
Destinatario: Evangelisch-reformierte Kirche Schweiz EKS,
Osterkollekte 2020-Nothilfe, Sulgenauweg 26, 3001 Bern