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Il coronavirus cambia il culto

Le chiese evangeliche di Milano, chiuse in ottemperanza alle direttive per il coronavirus, si spostano su youtube

in  protestantesimo , società

Il coronavirus cambia il culto

(Paolo Tognina) Le chiese protestanti di Milano hanno reagito alla chiusura dei luoghi di culto realizzando un culto video che è stato diffuso su YouTube. “Milano non si ferma”, come recita uno spot diffuso dal Comune di Milano per incoraggiare le cittadine e i cittadini in questi giorni di sosta forzata. E così domenica 1. marzo pastori e pastore delle chiese cristiane protestanti di Milano hanno predisposto un culto caricato su YouTube e condiviso sui social media.

Tutte le chiese insieme
Il video, della durata di poco meno di 20 minuti, è composto da brevi riflessioni, meditazioni e preghiere. Intervengono le pastore battiste Cristina Arcidiacono e Anna Maffei, i pastori battisti Massimo Aprile e Gabriele Arosio; le pastore valdesi Daniela Di Carlo e Dorothee Mack, il pastore valdese Italo Pons, Virginia Pavoni Longo dell’Esercito della Salvezza e il pastore presbiteriano Perry Huesmann.

Cristina Arcidiacono

Il coronavirus cambia il culto

Una pausa per riflettere
La modalità è certamente insolita, come è insolita la situazione in cui anche le chiese evangeliche si trovano in questo periodo. La diffusione del virus costringe tutti a prendersi una pausa, a rallentare, forse anche a riflettere. E proprio questo è il messaggio trasmesso nel video. "Vogliamo riflettere oltre l’urgenza e l’emergenza e riconoscere che abbiamo la necessità di fermarci", ha scritto la pastora Cristina Arcidiacono su Facebook. "Attorno a noi il mondo brucia: a Idlib centinaia di migliaia di siriani stanno morendo di freddo, in fuga dagli attacchi aerei russi, al confine con la Turchia. Moltissimi sono i bambini. In Grecia, nei campi profughi di Moria, donne, uomini, bambini, muoiono di stenti, di fame, di sporcizia". E allora occorre fermarsi a guardare il mondo attorno a noi, per recuperare "la dimensione umana che ci è propria: siamo interdipendenti gli uni dalle altre, non c’è muro che tenga".

"La Parola che contagia", 1. marzo 2020

Solidali oltre i muri
"Nel pensare ad un modo per stare in comunione", in una città come Milano, dai ritmi rallentati dall'emergenza, prosegue Arcidiacono, l’invito è quello di pensare a una telefonata, a una visita, al volontariato, all’ascolto, alla partecipazione, alla formazione, alla preghiera. La pastora battista conclude con un auspicio, quello di riuscire a "utilizzare questa sospensione come possibilità per connettersi al respiro più ampio del mondo [...] per riprendere i ritmi che verranno, in modo diverso, con una nuova consapevolezza".
E visto il successo della prima edizione della "Parola che contagia" - che ha registrato oltre duemila visualizzazioni -, pastore e pastori hanno deciso di continuare l'esperienza.

"La Parola che contagia", 8 marzo 2020

La fede contro gli egoismi
Commentando l'iniziativa delle chiese evangeliche di Milano, il pastore presbiteriano Perry Huesmann aggiunge ancora un aspetto. "Lasciamo le maschere per chi ne ha veramente bisogno", dice, e "pensiamo ai vicini di casa anziani che potrebbero avere bisogno di qualcosa, evitiamo i complottismi e le critiche a chi ha il compito di gestire la crisi. Cerchiamo di collaborare per il bene comune".