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Basta criminalizzare la solidarietà

In tutta Europa delle persone sono citate in giudizio e subiscono intimidazioni per atti di solidarietà nei confronti di rifugiati e migranti

in  Europa , diritti umani , migrazione

Basta criminalizzare la solidarietà

(ve/ai) In un nuovo rapporto, Amnesty International esorta gli Stati europei - tra i quali anche la Svizzera - a modificare le leggi che regolamentano l’aiuto all’ingresso, al transito e al soggiorno irregolari per far sì che persone che agiscono per solidarietà e compassione non siano più punite.

Punire la compassione?
Nel rapporto intitolato "La solidarietà sotto processo nella Fortezza Europa", l’organizzazione illustra come la polizia e i magistrati se la prendano con dei difensori dei diritti umani che aiutano rifugiati, richiedenti asilo e migranti utilizzando delle leggi sugli stranieri, contro i passatori e delle misure antiterrorismo. Il rapporto analizza dei casi di difensori dei diritti umani perseguiti per falsi motivi in Croazia, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Malta nel Regno Unito e in Svizzera tra il 2017 e il 2019.
“Le autorità tentano di limitare e dissuadere gli arrivi in Europa e considerano come una minaccia il semplice fatto di aiutare rifugiati e migranti a sentirsi accolti o più al sicuro. Sanzionando le persone che si impegnano per rimediare alle lacune dei poteri pubblici, i governi europei espongono le persone in movimento a un pericolo ancor più grande,” ha dichiarato Manon Schick, direttrice di Amnesty Svizzera.

Il caso Norbert Valley (Segni dei Tempi RSI)

Condannati per avere aiutato
In numerosi esempi citati nel rapporto, l’”aiuto all’entrata irregolare sul territorio” è il capo d’accusa utilizzato contro le persone e le ONG citate in giudizio per diverse azioni umanitarie e di solidarietà quali il salvataggio in mare, il regalo di vitto e/o alloggio. Per esempio, il francese Pierre Mumber, guida di alta montagna, è stato giudicato per “aiuto all’entrata irregolare” di stranieri in Francia per aver offerto del tè e degli abiti caldi a delle persone richiedenti asilo originarie dell’Africa occidentale. È stato assolto in appello.

“Gli Stati europei, segnatamente la Svizzera, devono modificare le leggi relative all’aiuto all’entrata, al transito e al soggiorno irregolari, integrando nella definizione di queste infrazioni la condizione di un profitto materiale ingiusto. Questo impedirebbe che queste leggi siano utilizzate per punire gli atti di solidarietà e umanità”, ha osservato Rym Khadhraoui, ricercatrice per Amnesty International e una delle autrici del rapporto.

Migranti sul Monginevro (Segni dei Tempi RSI)

La Svizzera restrittiva
Nel 2018, 972 persone sono state condannate in Svizzera per violazione dell’articolo 116 della Legge sugli Stranieri e la loro integrazione (LStrI). Tuttavia, solo 32 casi riguardavano realmente dei passatori o delle persone che traevano un profitto da questa attività. Al di fuori di 58 sentenze legate ad attività rimunerate illegali, le 900 altre condanne sono state pronunciate contro persone che hanno agito per solidarietà, compassione, dovere familiare o nell’ambito del matrimonio.
L’articolo 116 della LStrI sull’ “incitamento all’entrata, all’uscita o al soggiorno illegali” non prevede un’esenzione dalla pena - anche in caso di un aiuto dato per motivi onorevoli. Delle persone condannate, tra le quali un pastore, sono state punite solo per aver offerto ospitalità a degli stranieri o per averli aiutati a chiedere protezione. Peggio: anche dei casi di semplice assistenza di familiari o amici sono stati condannati.

Gertrud Kurz e Anni Lanz (Segni dei Tempi RSI)

Con la sua legislazione rigida che non prevede eccezioni per le persone che agiscono spinte dalla solidarietà, la Svizzera è sempre più un caso particolare. La Francia, la Germania, l’Italia, l’Austria, i Paesi Bassi, il Lussemburgo, la Svezia, il Portogallo, la Repubblica Ceca, la Polonia, la Romania, Malta e Cipro prevedono un’esenzione dalla pena in caso di motivi umanitari per quel che riguarda l’aiuto al soggiorno illegale. Una condanna viene pronunciata solo nei casi in cui “l’aiuto” è orientato al profitto.

Verso una modifica della legge
Nei prossimi giorni in Consiglio nazionale si terrà un dibattito parlamentare che potrebbe sfociare in una modifica della legge relativa all’aiuto all’entrata irregolare, con la discussione dell’iniziativa depositata in questo senso da Lisa Mazzone.

Lisa Mazzone

Basta criminalizzare la solidarietà

“Esortiamo il Parlamento a modificare la legislazione affinché solo le persone che traggono un profitto materiale ingiusto dall’aiuto alle persone senza statuto legale siano punibili. Come minimo la legge dovrebbe prevedere una clausola umanitaria che permetterebbe di non condannare le persone che hanno agito spinte dalla solidarietà. La solidarietà non è un crimine e la Svizzera deve dare l’esempio,” ha concluso Reto Rufer, esperto sulle questioni di asilo per Amnesty International Svizzera.

Promozione della solidarietà
Il diritto internazionale e le direttive europee distinguono in modo molto netto tra un atto di solidarietà e la tratta degli esseri umani. La lotta dell’ONU contro reati dei passatori prende unicamente di mira i fatti in cui sono in gioco vantaggi finanziari o materiali. Nella propria Dichiarazione sulla protezione dei difensori dei diritti umani, l’ONU esorta a tutti gli Stati a proteggere queste persone e a non portarle in giudizio per i loro atti. Criminalizzando gli atti di solidarietà la Svizzera non rispetta lo spirito del diritto internazionale.