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Chiese e Coronavirus-Covid19

La progressiva diffusione del virus sta modificando anche le abitudini dei cristiani, confrontati da subito con restrizioni e misure di protezione

in  Svizzera , cristianesimo , società

Chiese e Coronavirus-Covid19

(Paolo Tognina) In Ticino è la diocesi di Lugano a prendere delle misure atte ad arginare la diffusione del contagio. "Facendo seguito alle indicazioni del Consiglio di Stato e del Medico Cantonale", esordisce il comunicato firmato dal vicario generale mons. Nicola Zanini, il vescovo di Lugano mons. Valerio Lazzeri ha disposto che "i presbiteri e gli animatori liturgici che avvertono sintomi influenzali" siano "dispensati dai loro doveri" e rimangano a casa. La comunione dovrà essere ricevuta "sulla mano e non in bocca", durante la messa dovrà essere "omesso il rito dello scambio della pace" e inoltre dovrà essere tolta "l'acqua benedetta dalle acquasantiere".

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Il comunicato della diocesi specifica che le misure "entrano in vigore immediatamente e sono valide fino a nuova comunicazione".

Fronte comune ecumenico
In merito alla diffusione del Coronavirus Covid-19 è intervenuto anche il Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata nel Ticino CERT. "Il Consiglio sinodale invita le comunità e i pastori a rinunciare alla Santa cena la prossima domenica e fino a nuovo avviso", ha fatto sapere, tramite un comunicato, il presidente CERT, pastore Tobias Ulbrich. "È una misura di precauzione che abbiamo voluto attuare per evitare che la malattia abbia ulteriori occasioni di diffondersi", ha precisato.

Tobias Ulbrich

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Raggiunto telefonicamente, il pastore Ulbrich si è detto certo "che tutti siano d'accordo a voler attuare questa rinuncia. Non è la prima volta nella storia della nostra chiesa in Ticino che le chiese rinunciano alla Comunione; questo è già accaduto in passato per altre influenze".

In Svizzera è attivata una Hotline Coronavirus, nelle lingue nazionali: Tel. (058/463.00.00, dalle 8.00 alle 18.00)

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Reazioni in Italia
Di fronte alla diffusione del Coronavirus Covid-19 nell’ambito soprattutto del Nord Italia, anche le chiese hanno dovuto adeguarsi alle disposizioni emanate dalle autorità: le Commissioni esecutive del Secondo e Primo Distretto delle Chiese metodiste e valdesi hanno dato indicazione a Concistori e Consigli di chiesa di sospendere fino al 29 febbraio (I Distretto - Pinerolese e valli valdesi) e al 1. marzo (II Distretto - Nord Italia e parte della Svizzera) ogni attività pubblica (culti ma anche attività giovanili e catechetica). La decisione era stata presa già domenica 23 febbraio, là dove le autorità locali si erano espresse in questo senso: per esempio Piacenza e Cremona, dove i culti non si sono effettuati.

Restrizioni nelle chiese cattoliche
In quasi tutto il Nord Italia sono state sospese le celebrazioni religiose, nonostante oggi, mercoledì 26 febbraio, inizi la Quaresima. I vescovi di città importanti come Milano, Torino, Verona, Venezia hanno deciso di evitare possibilità di contagio tra i fedeli cancellando le messe quotidiane, spostando i battesimi e dando rigorose disposizioni per matrimoni e funerali, ordinando che si svolgano davanti a pochissime persone. Cancellate anche le benedizioni pasquali nelle case, gli incontri di catechismo, gli oratori pomeridiani dedicati ai bambini.
Evitare lo scambio del segno della pace e non servirsi dell'acqua nell'acquasantiera della chiesa nella diocesi di Bolzano, ma anche in quella di Bolzano-Bressanone. Misure identiche richieste dall'arcivescovo di Latina e Terracina. Niente messe, confessioni e benedizioni anche nella basilica di Sant'Antonio, a Padova.