La comunità

Quale comunità vuoi visualizzare?

Margot Kässmann, scomoda e acuta

Dice quello che pensa, è aperta e critica nel parlare di sacro e profano e di se stessa. La sua onestà è disarmante e il suo umorismo contagioso

in  protestantesimo , persone , intervista

Margot Kässmann, scomoda e acuta

È una pioniera, sempre un passo avanti. A venticinque anni Margot Kässmann è diventata la più giovane consigliera del Consiglio ecumenico delle Chiese. È stata la prima donna segretario generale del Kirchentag, il grande raduno dei protestanti tedeschi. A 41 anni, già madre di quattro figlie, è diventata vescova della più grande chiesa regionale evangelica luterana della Germania, quella di Hannover. Nel 2006 si è ammalata di cancro e l'anno successivo ha chiesto il divorzio. Nel 2009 è stata la prima donna ad essere eletta presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD). Un incarico dal quale si è dimessa appena un anno più tardi, dopo essere stata fermata dalla polizia mentre guidava in stato di ebbrezza. Le sue dimissioni sono state un atto coraggioso, segno di rispetto per la sua comunità e per il ruolo che ricopriva.

È stata la prima donna ad essere eletta presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania

Dal 2012 al 2017 è stata nominata dall'EKD ambasciatrice per il giubileo della Riforma. Il suo nome è circolato con insistenza prima dell'elezione del presidente della Repubblica di Germania.
Lo scorso giugno, appena compiuti i sessant’anni, Margot Kässmann ha tenuto il suo sermone d’addio, ispirandosi alla storia di Mosè, “Non temere e non ti perdere d’animo” (Deuteronomio 31,8), un motto di vita e un lascito. Poi è andata in pensione.

Incontro con Margot Kässmann (Segni dei Tempi RSI)

Gli anni migliori
Ci sarebbero molte cose da scrivere su Margot Kässmann. Non ha mai avuto paura di scontrarsi, di essere scomoda, ha saputo aprire nuove strade. Di recente ha pubblicato un nuovo libro, "Schöne Aussichten auf die besten Jahre" ("Belle prospettive per gli anni migliori"), "divagazioni sulla via della vita" come lo definisce lei. I colleghi di chiesaluterana.it l'hanno intervistata, a Bolzano, a margine di un incontro di presentazione del libro durante il quale - tra sguardi sulla sua vita, le sue figlie e i nipotini, il suo lavoro, le crisi di vita, la fede, l’invecchiare e il morire -, ha espresso il rammarico che le due Europe, quella d’Oriente e quella d’Occidente, non si siano mai davvero raccontate le loro storie.

Margot Kässmann, scomoda e acuta

Margot Kässmann, Lutero parlava “Della libertà del cristiano”. Che valore ha per lei la libertà?
Sono grata di poter vivere in Europa dove la libertà di fede è un valore. Libertà che significa anche essere critici. Lutero poi non ha parlato solo di libertà. Il cristiano è libero, sì,.ma nello stesso momento è anche soggetto a tutti. Libertà significa assumersi delle responsabilità, e per me libertà significa anche il dovere di pensare in modo critico.

Lei ha sempre sottolineato quanto sia fondamentale la Bibbia. Ma la Bibbia è un libro che riesce ancora a parlare oggi alla gente, è un libro che può attirare i giovani?
La Bibbia è ancora e sempre un aiuto all’orientamento nelle questioni fondamentali della vita. L’uomo si fa sedurre, tende alla violenza, guardi la società di oggi. Nella Bibbia ci sono delle contro-proiezioni, delle vie alternative. Immagini di speranza. La Bibbia è molto attuale, “Beati gli operatori di pace”. Questo dimostra che le cose potrebbero essere diverse, potremmo vivere diversamente, in un mondo diverso.

Margot Kässmann, scomoda e acuta

Lei è stata ambasciatrice per il giubileo della Riforma, in Germania. Ma è stata anche spesso attaccata per le sue osservazioni critiche su Lutero...
Ammiro Lutero per la sua forza comunicativa, il suo linguaggio colorito, per la sua mente chiara e brillante, per il suo coraggio. Ma condanno inequivocabilmente anche il suo atteggiamento nei confronti degli ebrei, il suo antisemitismo. Critico le cose con e anche contro Lutero.

Quale funzione ha, o può avere, oggi la chiesa?
Viviamo in un periodo secolarizzato e di grande fermento. Abbiamo bisogno di tradizioni, di “ringhiere” che ci diano sostegno e stabilità. Nella nostra società orientata al denaro dobbiamo sostenere valori come la carità, la responsabilità verso il prossimo, la solidarietà e la comunità. La Chiesa crea tutto questo. Ma la chiesa deve anche essere autocritica, ha accumulato tantissime colpe nel corso degli anni e dei secoli.

Cosa significa ecumenismo oggi per lei?
Cattolici e protestanti si sono combattuti a lungo, oggi non ci sono più tante differenze, si sono avvicinati molto. Sono creativi nella loro reciproca critica. Non ambisco ad una chiesa unita, mi piace essere protestante, ma voglio discutere, voglio confrontarmi con i cattolici, in uno spirito di diversità riconciliata. Non vorrei una chiesa, ma vorrei poter celebrare la comunione insieme, ufficialmente. (da chiesaluterana.it; adat. P. Tognina)