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Bolsonaro, la foresta e gli indigeni

Oltre 220'000 incendi hanno devastato l'intero bacino amazzonico nel corso del 2019. 12 milioni di ettari di foresta sono stati ridotti in cenere

in  America , ambiente , politica

Bolsonaro, la foresta e gli indigeni

(Heimito Nollé) Nella regione amazzonica, durante la scorsa estate, gravi incendi hanno devastato la foresta. Manuel Gysler è responsabile di programma dell’ente di aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera HEKS per il Brasile e Haiti. Intervistato, parla della minaccia rappresentata dalla mafia del legno e della retorica razzista del presidente brasiliano Jair Bolsonaro.

Nel corso dell'estate e all'inizio dell'autunno le immagini delle foreste in fiamme in Amazzonia hanno fatto il giro del mondo. Passata l'emergenza, come si presenta oggi la situazione?
La stagione degli incendi è finita, ma il vero problema, in Amazzonia, è la deforestazione. Finché Bolsonaro non fermerà le massicce deforestazioni per favorire lo sviluppo del settore agricolo, le sue misure [in seguito alla pressione internazionale il presidente brasiliano aveva inviato l'esercito a combattere gli incendi e per due mesi è stato in vigore il divieto di accendere fuochi, ndr.] resteranno una mera lotta contro i sintomi.

Il presidente Jair Bolsonaro

Bolsonaro, la foresta e gli indigeni

Perché giudica scarsamente incisive le misure intraprese dal governo brasiliano?
Perché nel frattempo sappiamo che gran parte degli incendi non sono dovuti alla siccità, ma alla deforestazione su vasta scala. Con gli incendi delle foreste vengono liberate superfici enormi che verranno poi sfruttate per le monocolture e per l’allevamento del bestiame. Sorgono piantagioni di soia e di eucalipto per la produzione di carta. Queste deforestazioni sono in gran parte illegali, dal momento che la Costituzione del Brasile vieta il disboscamento nelle riserve della popolazione indigena senza il consenso degli abitanti. Con la sua politica che rispecchia la sua idea di progresso, Bolsonaro ha legittimato questo sviluppo.

Già prima di Bolsonaro la deforestazione della foresta pluviale era un problema. Che cosa è cambiato con il suo governo?
È vero che in parte c’erano massicce deforestazioni anche prima. Con Bolsonaro, però, la situazione si è ulteriormente aggravata. Le immagini satellitari rivelano che quest’anno è stata disboscata una superficie quasi quattro volte maggiore rispetto agli anni precedenti. Colpisce anche il fatto che il numero di multe per reati ambientali è molto diminuito rispetto al passato. La regolamentazione del settore non è mai stata così scarsa come oggi.

Indigeni amazzonici

Bolsonaro, la foresta e gli indigeni

Bolsonaro ha affermato che i responsabili della deforestazione sono i piccoli agricoltori e le popolazioni indigene. Che cosa ne pensa?
Si tratta ovviamente di un’affermazione assurda. È vero che in parte queste popolazioni ricorrono anche al fuoco per liberare superfici di terreno, ma si tratta di una percentuale molto contenuta. Di norma hanno un interesse vitale a preservare il loro habitat. Tuttavia sono come il fumo negli occhi per il presidente, che le considera un freno allo sviluppo, un impedimento alla realizzazione dei suoi piani.

E quali sarebbero i piani di Bolsonaro?
Il suo obiettivo è di aprire le aree protette delle popolazioni indigene all’attività mineraria e all’agricoltura. Inoltre vuole fare in modo che le imprese multinazionali siano sempre più in grado di cercare e sfruttare le materie prime della regione.

Joenia Wapichana (sin.), leader indigena

Bolsonaro, la foresta e gli indigeni

Quanto è grave la situazione per le popolazioni indigene colpite dalla distruzione della foresta?
La situazione più difficile la vivono le famiglie dei piccoli agricoltori e le comunità indigene. La foresta è il loro habitat. È alla foresta che devono il cibo, i medicamenti, il vestiario e la loro stessa identità. Spesso, però, gli incendi non distruggono soltanto la foresta, ma si propagano agli animali da allevamento, alle case, alle sementi. A differenza delle nostre società, quelle comunità hanno poche risorse per attutire l'effetto di tali disastri.

Che aiuto fornisce l’ente di aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera HEKS?
Abbiamo in loco una squadra di quattro persone che coordina la cooperazione con il nostro partner brasiliano CESE. Sosteniamo diversi progetti negli Stati federati Mato Grosso, Mato Grosso do Sul e Tocantins. In questa regione di transizione dalle foreste pluviali alla savana gli incendi sono stati particolarmente violenti. HEKS fornisce alle persone colpite generi alimentari, sementi e assistenza medica Inoltre aiutiamo le organizzazioni indigene a far sentire le loro richieste politiche.

La faccia nascosta di Bolsonaro (Segni dei Tempi RSI)

Secondo Human Rights Watch nella regione amazzonica sono stati già assassinati circa 300 attivisti. Responsabili degli omicidi sarebbero le reti criminali che gestiscono il disboscamento illegale. È pericoloso lavorare in Amazzonia?
Il lavoro non è privo di pericoli. Le intimidazioni e le minacce nei confronti di attivisti e organizzazioni per i diritti umani, impegnati a favore delle minoranze e dell’ambiente, sono all’ordine del giorno. Tuttavia il lavoro delle organizzazioni umanitarie non è ostacolato soltanto dalla mafia del legno. Subiscono angherie anche da parte delle autorità. Per esempio attraverso intralci burocratici o con le banche che bloccano l’accesso al denaro.

Un gruppo di esperti per le popolazioni indigene ha parlato in un appello di un “genocidio” di queste comunità. Non è un’esagerazione?
Si tratta di un’espressione forte. Non è però del tutto campata in aria. Da secoli gli indigeni vengono derubati dei propri territori. Già prima della sua presidenza Bolsonaro aveva annunciato che non avrebbe assegnato agli indigeni nemmeno un centimetro di terra. Inoltre ha ripetutamente rilasciato dichiarazioni razziste sui discendenti degli schiavi africani noti come “quilombo” e su altre minoranze. È una retorica dell’estinzione, poiché promuove il razzismo e la violenza. (ref.ch; trad. it. G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)