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Silenzi tra Pasolini e Lutero

Il titolo del cd di Paolo Damiani, "Silenzi luterani", evoca le "Lettere Luterane" di Pier Paolo Pasolini ed è stato proposto al pubblico in occasione del Cinquecentenario della Riforma protestante

in  cultura , cristianesimo

Silenzi tra Pasolini e Lutero

(Gian Mario Gillio) È stato pubblicato, lo scorso mese di settembre, dall'etichetta Alfa Music, il cd musicale del compositore d’orchestra, contrabbassista, violoncellista e architetto Paolo Damiani, dal titolo «Silenzi luterani». Un progetto musicale che il compositore romano ha proposto al pubblico nel 2017.
«Il lavoro celebra i 500 anni della Riforma di Martin Lutero, per convenzione iniziata il 31 ottobre 1517 con l’affissione alla porta del Castello di Wittenberg delle 95 tesi contro lo scandalo delle indulgenze […] - scrive Damiani presentando il cd -. In tal modo il giovane teologo prendeva ufficialmente le distanze dalla Santa Sede romana».

Silenzi tra Pasolini e Lutero

Le registrazioni sono state raccolte in occasione di due concerti tenuti presso la SalaAccademia del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e la Sala Concerti della casa del Jazz di Roma, nel 2017.
Sette le tracce disponibili: "From heaven above to heart I come"; "Addio dunque"; "Ein feste blues"; "Di puro pane e miseria"; "Sic et nunc"; "Canto eretico" e "Tutte queste cose insieme".

Martin Lutero

Silenzi tra Pasolini e Lutero

«Lutero - prosegue Damiani - fu uno straordinario innovatore, comprese che far cantare tutti i fedeli (e non solo pochi eletti, come avveniva nel cattolicesimo) avrebbe favorito la comprensione dei testi, introducendo inoltre il volgare nella liturgia riformata e coinvolgendo maggiormente tutto il popolo. Il canto corale permetteva ai credenti - all’epoca per lo pù incolti - di apprendere agevolmente i testi sacri, cantati per la prima volta in tedesco e non più in latino. Scrisse testi di notevole interesse e compose anche musica, arte, che elogiò nell’Encomiom Musices; un estratto del quale è stato inglobato nella mia composizione Silenzi Luterani».

Pier Paolo Pasolini

Silenzi tra Pasolini e Lutero

Il titolo del brano, ricorda Damiani, evoca le "Lettere Luterane" di Pier Paolo Pasolini: «Articoli scritti nel 1975 e pubblicati sul Corriere della Sera, pochi mesi prima della sua tragica scomparsa».  Una rovente requisitoria contro l’Italia che Pasolini vedeva intorno a sé «distrutta esattamente come l’Italia del 1945». Partendo dall’analisi delle mutazioni culturali, infatti, Pasolini rintracciava i segni di un inarrestabile degrado: la crisi dei valori umanistici e popolari; le lusinghe del consumismo, più forte e corruttore di qualsiasi altro potere; le distruzioni operate dalla classe politica; una invincibile e generalizzata «ansia di conformismo».

Pasolini - come Lutero - si scagliava contro i mali della sua epoca: la televisione pervasiva e diseducativa, le collusioni dei potenti, il conformismo dei giovani

«Gli scritti - prosegue Damiani - stigmatizzavano profeticamente la mutazione antropologica del Paese e i vizi dell’Italia democristiana devastata da conformismo e corruzione: luterane quindi, in quanto anche Pasolini - come Lutero - si scagliava contro i mali della sua epoca: la televisione pervasiva e diseducativa, le collusioni dei potenti, il conformismo dei giovani».
Il progetto musicale ha coinvolto diversi musicisti (oltre a Paolo Damiani al contrabbasso, musiche e arrangiamenti): Daniela Troilo, alla voce e agli arrangiamenti, Marta Alquati, voce; Daphne Nisi, voce; Laura Sciocchetti, voce; Erica Scherl, violino; Lewis Saccocci, pianoforte; Francesco Merenda, batteria; Daniele Tittarelli, sassofoni, solista ospite. La Produzione artistica è stata curata da Paolo Damiani e il coordinamento per la produzione da Fabrizio Salvatore.

Paolo Damiani

Silenzi tra Pasolini e Lutero

«La band - afferma infine Damiani - è formata dai miei migliori allievi o neodiplomati del Conservatorio di Santa Cecilia, dove dirigo il Dipartimento Jazz: quattro voci capitanate da Daniela Troilo, evocano in assoluta libertà il colore dei corali Luterani, gravidi di senso del Sacro e di polifonie che squarciano il silenzio,tipico delle cattedrali europee».
Completano il gruppo due strumenti a fiato e una sezione ritmica, «più squisitamente jazz, metropolitana, intensa, nervosa. Le musiche sono liberamente interpolate con frammenti melodici scritti da Lutero e testi dello scrittore friulano, in un percorso ondivago tra suoni estremi e silenzi osceni, forse l’unica possibile risposta quando l’indignazione non basta più»e quando risulta essere impossibile quel «Processo evocato da Pasolini», conclude Damiani.

Paolo Damiani nel 1981 si è laureato in composizione jazz e in contrabbasso classico, dopo aver studiato composizione e strumento con Bruno Tommaso e Giorgio Gaslini. Nel 1976 si è laureato in Architettura presso l’Università di Roma, discutendo una tesi su: "Nuovi spazi per la Musica". Nel gennaio 2011 ha vinto il referendum Top Jazz del mensile Musica Jazz, come miglior compositore dell’anno. (https://www.articolo21.org/2019/09/silenzi-luterani/)