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Sguardo biblico sull'omosessualità

Mentre in Svizzera si dibatte sull'introduzione del matrimonio per tutti, proponiamo alcune considerazioni sull'atteggiamento degli autori biblici nei confronti dell'omosessualità

in  Bibbia , teologia , società

Sguardo biblico sull'omosessualità

(Bernd Berger) La tendenza in atto nella società è inequivocabile: il “matrimonio per tutti” trova sempre più consensi tra la popolazione svizzera. Le maggioranze parlamentari per il “matrimonio per tutti” non dovrebbero mancare. Persino la Conferenza dei vescovi svizzeri si è quantomeno astenuta dal contestare il “matrimonio per tutti”. I soli a gridare nel deserto contro il “matrimonio per tutti” in nome del messaggio biblico - in quanto la Bibbia rifiuterebbe chiaramente l’omosessualità -, sono gli ambienti delle chiese libere e le cristiane e i cristiani delle chiese cantonali con un orientamento evangelicale. Per costoro l’eventuale sostegno di tale sviluppo da parte delle chiese riformate equivarrebbe a un mero “genuflettersi davanti allo spirito del tempo”.

Sguardo biblico sull'omosessualità

Cresce in Svizzera il consenso intorno al matrimonio per tutti

Dal canto loro i media chiedono con insistenza che le chiese riformate non si lascino troppo bloccare da quest’ala evangelicale e prendano finalmente posizione in modo chiaro e inequivocabile.
ntervistato dai quotidiani “Bund” e “Tages-Anzeiger”, il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Svizzera, Gottfried Locher, ha formulato con chiarezza la propria posizione in merito alla questione: l’omosessualità corrisponde alla volontà creativa di Dio - ha detto - e il matrimonio non è una questione di fede.

Segni dei tempi
Esprimendosi su tale questione, la chiesa non può non prendere atto - in modo aperto e autocritico - degli sviluppi sociali. E nel contempo deve confrontarsi con motivi e argomenti biblico-teologici relativi a questo tema. Una cosa mi sembra chiara: la chiesa non deve a tutti i costi cercare di essere moderna e al passo con i tempi, e conformarsi allo spirito liberale del tempo. Tuttavia bisogna anche sottolineare che la chiesa e la teologia devono continuamente riesaminare il loro messaggio e la loro interpretazione della testimonianza biblica alla luce dei “segni dei tempi” [secondo l'indicazione di Gesù, ripresa con forza dal Vaticano II, ndr.].

Sguardo biblico sull'omosessualità

Fedeltà e conformismo
La Bibbia non è soltanto un aiuto per non piegarsi allo spirito del tempo. E lo spirito del tempo può anche essere un aiuto per rivedere la nostra comprensione della Bibbia. Ed è sulla base di validi motivi biblico-religiosi che dovremmo allora opporci allo spirito del tempo - a prescindere dalle maggioranze, favorevoli o contrarie - oppure capire i segni dei tempi e accogliere nuove conoscenze e intuizioni nella nostra comprensione della Bibbia.

L’omosessualità e la Bibbia
Qual è dunque la posizione della Bibbia rispetto al matrimonio tra persone dello stesso sesso? È opinione ampiamente diffusa che il messaggio biblico rifiuti senza mezzi termini l’amore tra persone dello stesso sesso. È perciò sorprendente scoprire, per prima cosa, che sono pochissimi i passi biblici che contengono riferimenti all’omosessualità.

Sguardo biblico sull'omosessualità

Due di questi passaggi (1 Corinzi 6, 9 e 1 Timoteo 1, 10) fanno presumibilmente riferimento all’omosessualità nell'ambito di rapporti di dipendenza (avendo in mente la pederastia della cultura ellenistica) e Genesi 19 riguarda lo stupro brutale di uomini. Nessuno di questi tre passaggi può essere a mio avviso usato per una valutazione biblica dell’amore tra individui dello stesso sesso, perché al centro vi sono rapporti di dipendenza o di violenza e non una libera relazione di amore e affetto tra due persone.

Norme di purezza
Restano soltanto due passaggi: nel libro del Levitico e nella lettera ai Romani. In Levitico 18, 22 leggiamo: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna”. E in Levitico 20, 13 ciò è chiamato abominio e la pena prevista per chi se ne rende colpevole è la morte. Questi passaggi sono inequivocabili - anche se non rappresentano un’ampia testimonianza biblica. Tuttavia fanno parte delle norme veterotestamentarie concernenti la purezza, che Gesù ha quantomeno relativizzate. E un abominio, nella Bibbia, è anche il consumo di carne non completamente cotta, di sanguinaccio, di frutti di mare senza pinne e squame.

Due uomini, due donne (Segni dei Tempi RSI La1)

I passi biblici che contengono riferimenti all’omosessualità sono pochissimi

Non ci sono molti buoni motivi per riconoscere in entrambi questi passaggi lo spirito del tempo dell’epoca in cui furono redatti, l’espressione di una cultura profondamente patriarcale per la quale il rapporto sessuale tra uomini doveva rappresentare un atto di emasculazione? Davvero non possiamo essere più accorti davanti a testi di questo tipo - così come abbiamo tacitamente detto addio a tante altre norme concernenti la purezza?

Condanna paolina?
Ma anche l'apostolo Paolo rifiuta la sessualità tra persone dello stesso sesso. In Romani 1, 26 ss. la sessualità di donne con donne e di uomini con uomini viene definita contro natura. È tra l’altro l’unico passaggio in cui la sessualità tra donne viene giudicata negativamente. Quindi qui il problema è che l’omosessualità sarebbe presumibilmente contro natura.

Sguardo biblico sull'omosessualità

L’amore tra persone dello stesso sesso non è contro natura

Nel primo secolo dopo Cristo questo modo di vedere era verosimilmente plausibile. E  fino a pochi decenni fa era condiviso anche alle nostre latitudini in ambito medico e giuridico. Oggi non è però più possibile sostenere tale posizione su basi scientifiche. L’amore tra persone dello stesso sesso non è contro natura. Così come l’amore eterosessuale, esso è una variante del desiderio umano. Non è una questione di valutazione personale, bensì una questione di conoscenze scientifiche.
Non affermeremo certo che la terra è piatta adducendo motivazioni bibliche e ben pochi respingeranno la teoria dell’evoluzione perché secondo la testimonianza biblica Dio ha creato la terra in sette giorni.

Tratti omoerotici
Non resta quindi molto della presunta chiara condanna biblica dell’omosessualità. Tre brevi passaggi che sono espressione di una cultura patriarcale o di un modo di considerare il “naturale” legato al tempo e che concerne esclusivamente l’atto sessuale. Nella sua valutazione dell’amore tra persone dello stesso sesso un’esegesi moderna responsabile non potrà seguire né quest’ossessione per l’atto sessuale né le concezioni obsolete del mondo.

Sguardo biblico sull'omosessualità

Nel Nuovo Testamento la sessualità è generalmente connotata in modo negativo

Ma non resta il fatto che le dichiarazioni bibliche sull’omosessualità saranno sì legate al loro tempo, ma sono comunque tutte negative? Anche in questo caso è necessario un correttivo. Non c’è effettivamente un solo testo che connoti in modo positivo l’atto sessuale tra persone dello stesso sesso. Ma nei testi neotestamentari la sessualità è generalmente connotata in modo negativo e nel migliore dei casi associata alla riproduzione. Vogliamo davvero tornare a una visione di questo tipo?
Mi sembra più importante osservare la presenza, nella Bibbia, di testi dai tratti omoerotici che mostrano un forte affetto tra individui dello stesso sesso. È particolarmente vero nel caso dell’elegia di Davide per la morte di Gionatan (2 Samuele 1, 26): “Tu mi eri molto caro, e l'amore tuo per me era più meraviglioso dell'amore delle donne”. E anche l’introduzione del discepolo amato nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 13, 23) ha quantomeno tratti omoerotici. Stava in grembo a Gesù e si era poi appoggiato sul petto di Gesù. Spesso a tale proposito viene citato il racconto di Ruth (Ruth 1, 16 ss.: “Dove andrai tu, andrò anch'io”), ma qui il contesto è diverso - anche se non a caso questo testo viene spesso richiesto ai matrimoni.

Le linee generali
Il riesame dei passaggi critici e la considerazione dei passaggi in cui l’affetto tra persone dello stesso sesso è connotato in modo positivo è importante, così come è importante osservare le linee generali del messaggio della Bibbia e del messaggio di Gesù e il loro inserimento in una valutazione etico-teologica al passo con i tempi. Non dovrebbe esserci alcuna controversia riguardo al fatto che l‘amore di Dio e l’amore per il prossimo sono al centro del messaggio biblico e rappresentano il criterio più alto in ogni cosa. Altrettanto indiscussa dovrebbe essere l’inconciliabilità di ogni forma di discriminazione con la testimonianza biblica. E mi sembra anche inequivocabile che l’amore di Dio per gli uomini non sia legato a una qualsivoglia condizione preliminare.

Questi principi biblici si applicano anche e senza riserve agli innamorati dello stesso sesso

Proprio poiché per secoli sono stati discriminati - anche e soprattutto - da parte delle chiese, è necessario un segnale chiaro e inequivocabile da parte di queste ultime. Tutto ciò che non è un sì al “matrimonio per tutti” sarebbe teologicamente irresponsabile e il proseguimento di una storia di discriminazione nel corso della quale le chiese si sono macchiate di molte colpe.

Matrimonio per tutti (Segni dei Tempi RSI La1)

Più coraggio
Nella sua dichiarazione per l’Assemblea dei delegati dello scorso giugno in merito al “matrimonio per tutti”, la Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera scrive: “Siamo voluti da Dio così come siamo stati creati. Non possiamo scegliere il nostro orientamento sessuale. Lo percepiamo come espressione di ricchezza creativa. Indipendentemente dal nostro orientamento sessuale trattiamo le persone omosessuali con rispetto. Ci accettiamo gli uni gli altri come sorelle e fratelli in Cristo”.

Ci accettiamo gli uni gli altri come sorelle e fratelli in Cristo

Se tutte le persone sono volute da Dio così come sono state create e non possono scegliere il proprio orientamento sessuale, allora il sì al “matrimonio per tutti” è la conseguenza inevitabile di questa dichiarazione. Se non considera l’amore tra le persone dello stesso sesso una forma d’amore inferiore e se non vuole proseguire nella via della discriminazione, la FCES dovrebbe avere il coraggio di assumere una posizione chiara - anche se ciò comporta confronti all’interno della Chiesa e a livello ecumenico. Nel frattempo, con la sua presa di posizione personale nelle interviste rilasciate ad alcuni giornali, il presidente della FCES, Gottfried Locher, ha lanciato un segnale importante. (da Diesseits.ch; trad. it. G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)