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Le chiese e l'Amazzonia in fiamme

Gli incendi in Amazzonia, hanno affermato diversi leader ecclesiastici, devono essere affrontati come una crisi internazionale

in  ambiente , cristianesimo , America

Le chiese e l'Amazzonia in fiamme

(wcc/pt) "Gli incendi nella regione amazzonica devono essere affrontati come una crisi nazionale e internazionale", ha affermato Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), in occasione di una tavola rotonda ecumenica sul Brasile indetta dal CEC a Ginevra il 26 agosto. “È una profonda catastrofe ecologica, politica e morale", ha proseguito Tveit, "se l’umanità non è in grado di prendersi cura di queste enormi risorse per la nostra vita comune su questo pianeta”.

Cristiani preoccupati
L’incontro di Ginevra ha visto riuniti rappresentanti di Chiese e organizzazioni ecumeniche in Brasile e le dirigenze del Consiglio ecumenico delle Chiese, della Comunione mondiale delle Chiese riformate, della Federazione mondiale luterana e di ACT Alliance. Temi dell'incontro: gli sviluppi concernenti l’ambiente, lo Stato di diritto e i diritti umani e il loro impatto sulle popolazioni indigene e su altre comunità vulnerabili in Brasile.

Tavola rotonda sul Brasile

Le chiese e l'Amazzonia in fiamme

Intervenendo in merito alla distruzione della foresta pluviale, il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD), ha descritto gli incendi come “specchio di un cambiamento di politica in favore di una minore salvaguardia delle foreste a causa degli interessi economici di alcuni”. Ricordando le conseguenze della deforestazione a livello globale, ha aggiunto: “Lancio un forte appello ai responsabili politici in Brasile e nel mondo affinché facciano tutto ciò che è in loro potere per fermare gli incendi e prevenire nuovi incendi in futuro”.

No alla violenza
I partecipanti alla discussione hanno concordato che una delle questioni prioritarie in merito alla quale le Chiese devono sforzarsi di trovare una voce comune è la sempre più diffusa cultura della violenza in Brasile. Persino il cristianesimo si presenta spesso “con un volto violento”, ha detto Romi Márcia Bencke, segretaria generale del Consiglio nazionale delle chiese cristiane in Brasile (CONIC).

Romi Màrcia Bencke

Le chiese e l'Amazzonia in fiamme

“Abbiamo il coraggio di dire che il cristianesimo è contro la violenza? Dobbiamo dirlo, altrimenti abbiamo un problema con il significato della fede cristiana in quanto tale”, ha detto Bencke.
Il vescovo Manoel João Francisco, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, ha ricordato che in ottobre si svolgerà a Roma un sinodo sull’Amazzonia, convocato da papa Francesco, che riunirà vescovi provenienti dai nove paesi della regione amazzonica. Il papa auspica che l’imminente sinodo produca idee e proposte da mettere al servizio delle popolazioni che abitano la regione amazzonica.

Le chiese e l'Amazzonia in fiamme

Appello ecumenico
Il 22 agosto anche i membri ecumenici dell’ACT Alliance in Brasile hanno espresso preoccupazione per l’Amazzonia e hanno affermato che “la protezione della sociobiodiversità della creazione e la difesa delle organizzazioni della società civile e dei movimenti sociali che ripudiano un progetto politico di morte” sono parte dell’impegno ecumenico.
La foresta pluviale amazzonica in Brasile ha conosciuto quest’anno un numero record di incendi. L’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile ha fatto sapere che i suoi dati satellitari mostrano un incremento dell’84% rispetto allo stesso periodo del 2018.