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La Luna la scienza e le religioni

La Luna è predestinata a osservazioni scientifiche e proiezioni mitiche

in  religioni , storia

La Luna la scienza e le religioni

Non soltanto l’allunaggio umano di 50 anni fa, ma già le religioni monoteistiche ebraismo e cristianesimo hanno demistificato la Luna. Lo afferma Christoph Uehlinger, studioso zurighese di scienza delle religioni. Tuttavia tracce del mito perdurano ancora oggi.

La Luna aveva un significato religioso nelle società precristiane?
Sì, molte tradizioni precristiane hanno narrazioni diverse concernenti la Luna e le dee e le divinità a essa associate. In qualche modo si può dire che la Luna era predestinata a divenire oggetto sia di osservazioni sia di proiezioni mitiche.

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Che cosa veniva osservato?
Della Luna si può osservare il ciclo, la fase crescente, la fase calante, così come - in connessione con il Sole e con le stelle - diverse orbite nell’arco di un anno. Sono osservazioni che gli esseri umani facevano già nelle culture protostoriche. In tal modo era possibile per esempio determinare le stagioni, gli equinozi e i solstizi e il momento giusto per effettuare la semina e il raccolto. A questo scopo la Luna da sola non è sufficiente, la si osservava in relazione con il corso del Sole e delle altre stelle.

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Può indicarci qualche esempio?
Sì, la disposizione dei megaliti a Falera, nei Grigioni: si ritiene che siano allineati con il corso del Sole, della Luna e delle stelle. Dovevano aiutare le persone ad orientarsi nel corso dell’anno. Il passaggio dall’osservazione al religioso avveniva quando le persone proiettavano nei processi astrali idee di divinità che avevano tutto in mano e alle quali potevano chiedere qualcosa. A questo riguardo la Luna, mutevole e cangiante, offre un potenziale maggiore rispetto al Sole.

È scientificamente provato?
Le società protostoriche non hanno lasciato nulla di scritto. Tuttavia i megaliti sono ampiamente diffusi e l’esattezza astronomica della loro disposizione può essere verificata. Perciò considero plausibile che siano connessi con l’osservazione delle stelle.

Le persone proiettavano nei processi astrali idee di divinità alle quali potevano chiedere qualcosa

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Esistono fonti successive al riguardo?
I corpi celesti vengono già tematizzati nei primi testi mitologico-religiosi del terzo millennio avanti Cristo. Il sistema delle stelle viene spiegato come una struttura che ha a che fare con dee e dèi. Contemporaneamente vengono concepite anche relazioni analoghe a quelle familiari o di coppia, per esempio tra la Luna e la stella della sera o del mattino (Venere), tra la Luna e l’aurora o tra la Luna e il Sole.

Quali erano i corpi celesti maggiormente osservati?
I più osservati erano il Sole, la Luna e Venere. Questi corpi celesti sono i più visibili anche per noi oggi. Nella storia della religione è ampiamente documentato che in alcune città singole divinità assursero a divinità principali e il tempio principale fu assegnato a queste divinità. La complessità di una società può allora essere espressa anche dalla molteplicità dei suoi templi cittadini. Non ogni città poteva permettersi il culto di tutti gli dèi, c’erano divisioni del lavoro regionali e locali.

La Luna la scienza e le religioni

La Luna era predestinata a divenire oggetto sia di osservazioni sia di proiezioni mitiche

Com’era nel caso del dio della Luna?
In Mesopotamia, per esempio, il grande Su’en o Sin era considerato il dio della Luna. Gli erano dedicati grandi templi a Ur (nell’odierno Iraq) e a Harran (nell’odierna Turchia). Questi templi erano luoghi di erudizione e importanti motori dell’economia regionale. Dalla loro prosperità si desumeva l’importanza della divinità lì adorata. Quando nel primo millennio avanti Cristo gli assiri estesero il loro dominio dall’Iraq all’Occidente e fino all’Egitto, il dio della Luna di Harran servì loro da garante dell’espansione imperiale.
In Siria e in Arabia il dio della Luna veniva spesso unito al dio del tempo. Esso veniva quindi associato anche alla fertilità, alla pioggia e alla tempesta. Gli arabi preislamici associavano la fertilità dei campi e degli animali ai cicli lunari e anche la gestazione delle donne veniva calcolata in questo modo.

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Che cosa hanno ripreso i cristiani da queste concezioni di Dio?
Il cristianesimo sorse sulle fondamenta della religione ebraica. Nella storia biblica della creazione il Sole, la Luna e le stelle vengono rappresentati senza alcun significato mitologico. Non hanno alcuna personalità, nessuna volontà propria, ma sono fornitori di luce che strutturano il giorno e la notte e il calendario. Con la Luna è possibile determinare con maggior precisione i mesi, le stagioni e i ritmi delle feste. Questo è ciò che il cristianesimo ha ripreso.

La data della Pasqua viene calcolata in base alla Luna…
C’è comunque una differenza fra la tradizione ebraica e la tradizione cristiana. Il calendario ebraico è un puro calendario lunare. Il loro mese va da Luna piena a Luna piena. Poiché il calendario lunare non coincide con l’anno solare, ogni due anni viene inserito un mese aggiuntivo. La festa ebraica di Pesach viene fissata sulla base del calendario lunare.

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Nella storia biblica della creazione il Sole, la Luna e le stelle vengono rappresentati senza alcun significato mitologico

Il calendario cristiano è invece una combinazione di anno lunare e anno solare. L’identificazione di Cristo con il vittorioso dio del Sole ha messo in secondo piano il simbolismo lunare. La data della Pasqua cade - detto in maniera molto semplificata - la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Per secoli teologi non sempre ferrati in astronomia hanno dibattuto accanitamente sulla determinazione della data esatta.

Nella Madonna con la falce di luna sono sopravvissute concezioni mitiche?
Sì, certamente. Questa donna celeste può essere fatta risalire a una visione contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento. Lì si legge di “una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. L’aspetto è con ogni probabilità riconducibile a quello della dea aramaica e mesopotamica Ishtar. In Asia anteriore Ishtar veniva identificata con Venere.

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Ora, quando Venere stava sopra la Luna - che in Asia anteriore si vede spesso sdraiata - questo era considerato come un segno di buon auspicio. Nel cristianesimo la donna del cielo con la falce di Luna sotto i piedi è stata associata alla vergine Maria, trasformando quest’ultima in una sorta di dea del cielo.

Nel luglio del 1969 ebbe luogo il primo allunaggio umano. Quell'evento distrusse il significato mitico-religioso della Luna o a quel tempo era già andato perduto?
Nelle società in cui l’allunaggio era presente nei media la mitologia lunare era già da tempo relegata in secondo piano. Ma il fascino per i corpi celesti e l’universo permane ancora oggi e spesso assume connotazioni religiose. Quando gli astronauti si avvicinarono alla Luna e videro la Terra da lontano come un pianeta blu nello spazio oscuro e nella loro navicella spaziale citarono il racconto biblico della creazione, si fecero riconoscere come scienziati credenti.

L'equipaggio dell'Apollo legge dalla Genesi

L’idea - un mito - della unicità voluta da Dio della Terra e dell’umanità persiste e attraverso le immagini desolate di Marte e di Giove viene rafforzata piuttosto che messa in discussione. La teoria che alla base dell’universo vi sia un “disegno intelligente” di Dio è inoltre una variante moderna della mitologia antica. (intervista di Regula Pfeifer, kath.ch; trad. it. G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)