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Religioni per il bene comune

Esponenti religiosi di tutto il mondo si incontrano a Lindau, a pochi chilometri dalla Svizzera, sulla sponda tedesca del lago di Costanza

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Religioni per il bene comune

(ve/gc) Apre oggi a Lindau (Germania) sul lago di Costanza la 10a Assemblea di “Religions for Peace” (RfP), rete multi-religiosa internazionale con sede a New York. “Prendersi cura del nostro futuro - promuovere il bene comune condiviso”: questo il motto della tre giorni a cui partecipano 800 esponenti di numerose comunità di fede provenienti da un centinaio di paesi.

Pace per un mondo a pezzi
Ancora troppo spesso non viene riconosciuta la potenzialità che la cooperazione multireligiosa riveste per la pace e la coesione sociale. Ne è convinto il segretario generale di RfP, William F. Vendley, che in un comunicato stampa parla di “un mondo a pezzi”, elencando una serie di circostanze che impediscono che il nostro sia invece “un mondo di pace”. I conflitti e le guerre persistono in molte parti del mondo. Tra il 2007 e il 2016 le vittime di conflitti armati nel mondo sono aumentate del 408%, mentre i morti per terrorismo sono aumentati del 247%. Durante quello stesso periodo il numero dei rifugiati è raddoppiato. Il 70% della popolazione mondiale non gode pienamente del diritto fondamentale alla libertà di credo o di religione. Sul fronte della crisi climatica praticamente tutti gli Stati sono inadempienti relativamente all’accordo di Parigi. Rispetto a questo stato delle cose, per Vendley è ora che tutti si prendano le loro responsabilità, comprese le comunità di fede.

William F. Vendley

Religioni per il bene comune

17 religioni
A Lindau sono riuniti esponenti di ben 17 tradizioni religiose tra cui baha’i, buddisti, cristiani di diverse confessioni, ebrei, indù, indigeni e animisti, giansenisti, musulmani, sikh, shintoisti, taoisti, e zoroastriani. Simbolo di questa edizione è l’“anello di pace”, una struttura in legno alta 7,5 metri raffigurante un nastro di Möbius, eretta per l’occasione nel Luitpold Park di Lindau.
Ad aprire i lavori il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier. Tra i partecipanti anche il presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD) Heinrich Bedford-Strohm e il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca. Per l’occasione sarà presente anche l’ortodosso Bartolomeo I del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.

Lindau, sede dell'incontro

Religioni per il bene comune

Presenza svizzera
Dalla Svizzera partecipa ai lavori il pastore riformato Thomas Wipf, presidente del Consiglio interreligioso europeo dei leader religiosi, già presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera e membro del Comitato preparatorio della decima Assemblea di RfP a Lindau. Presente all’incontro interreligioso mondiale anche l’attuale presidente del Consiglio svizzero delle religioni, il vescovo vetero cattolico Harald Rein, come riferisce l’agenzia kath.ch, che cita anche Brigitta Rotach, responsabile teologica della Casa delle religioni a Berna, nonché Marc Bundi, referente per il dialogo interreligioso della Chiesa riformata del Canton Zurigo.

Quale pace?
La pace è molto di più della mera assenza di guerra. L’Assemblea intende invitare i suoi partecipanti a riflettere sul come valutare il nostro approccio relativamente all’ambiente, ai sistemi economici, alle istituzioni politiche e alle società. Prendendo sotto le lente questi vari ambiti, ci si chiederà come far progredire il benessere comune, come rendere un servizio alla famiglia umana e come onorare e tutelare l’ambiente, il tutto nel rispetto delle diverse appartenenze religiose. RfP - si legge nel comunicato stampa - è convinta che la dignità umana sia radicata nel Sacro e “inviolabile”. Laddove viene vilipesa va ripristinata la concezione della dignità umana e va attivamente e consapevolmente fatta rispettare, nonché protetta e onorata, insistono a RfP.

Anello di Moebius a Lindau

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Donne, giovani, minoranze, rifugiati
Tra i temi sul tappeto non solo conflitti, diritti umani e clima, ma anche la lotta alla violenza sulle donne, la promozione dei giovani, la protezione delle minoranze etniche e religiose, così come dei rifugiati e migranti e la tutela dei luoghi sacri. La decima Assemblea di RfP, che si apre il 20 agosto e si protrarrà fino al 23, non a caso è stata preceduta da due pre-assemblee: una delle donne e l’altra dei giovani. Inoltre, una sessione speciale è riservata al ruolo di costruttrici di pace che hanno nei paesi nordafricani e del Medioriente (MENA) le donne di fede. A moderare la sessione sarà la vescova tedesca Petra Bosse-Huber.

Ampia partecipazione
L’ultimo appuntamento era stato nel 2013 quando ad ospitare la nona Assemblea di RfP fu Vienna (Austria). L’edizione del 2019 ha ampliato la partecipazione anche a rappresentanti di stato e di governo, così come della società civile con il proposito di costruire un profondo consenso morale sulle sfide contemporanee, ma anche eleggere un nuovo Consiglio mondiale e promuovere azioni comuni multi-religiose attraverso ed al di là della rete di RfP.
Per seguire l’evento multireligioso sui social gli hashtag sono: #RfP19, #Religions4Peace, #RingforPeace.