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A Ginevra chiese per i senzatetto

Con il progetto promosso da 8 associazioni laiche e religiose da subito disponibili 90 posti letto per i senza fissa dimora

in  Svizzera , società

A Ginevra chiese per i senzatetto

(ve/gc) Da metà agosto due chiese protestanti ginevrine, il Tempio della Fusterie e il Tempio di Châtelaine, ogni sera dopo le 21 si trasformano in dormitori per i senzatetto. In ognuno di questi rifugi notturni, che si aggiungono ad altri già presenti ma insufficienti della città di Calvino, la sera vengono messe a disposizione una trentina di brandine con lenzuola usa e getta destinate a chi altrimenti dovrebbe dormire in strada. Gestiti da un team di cinque persone ciascuno, i locali sono aperti senza condizioni di ingresso e consentono agli utenti di entrare o uscire liberamente.

Tempio della Fusterie, a Ginevra

A Ginevra chiese per i senzatetto

Una trentina di brandine destinate a chi altrimenti dovrebbe dormire in strada

"Dare una mano ai bisognosi è ovvio", afferma Valérie Chausse, responsabile finanziario e immobiliare della Chiesa protestante di Ginevra (EPG). Già dall’aprile 2018 la EPG, in collaborazione con l’Esercito della Salvezza, aveva lanciato un progetto pilota per l’accoglienza notturna nel Temple des Pâquis in rue de Berne 49, già molto attivo durante il giorno con il suo “spazio solidale”.

Dormire al sicuro tutto l’anno
L’iniziativa della EPG lanciata in queste settimane si iscrive in un progetto più ampio promosso da un collettivo di otto associazioni religiose e laiche “per l’azione sociale” (CAPAS). Il CAPAS ha già aperto un rifugio notturno a cui si aggiungono quattro “sleep-in” per un totale di 90 posti letto. L’idea è quella di offrire a chi ha bisogno una possibilità di dormire in sicurezza tutto l’anno, non solo nel periodo invernale, quando i servizi sociali di Ginevra garantiscono posti letto nei rifugi della Protezione civile.

A Ginevra chiese per i senzatetto

Da metà marzo a metà novembre i senza fissa dimora - sensibilmente aumentati in questi anni, si parla di un migliaio - si ritrovano per strada. Il progetto vuole coinvolgere anche altre realtà sul territorio, dato che l’idea è quella di mettere a disposizione spazi “a rotazione” per evitare che si faccia largo il malcontento nei vicinati. Per parte protestante 12 comunità hanno già dato disponibilità ad aiutare.
L'Esercito della Salvezza per parte sua offre un rifugio notturno per sole donne alla rue Verdaine, mentre l'associazione “Première ligne” ha aperto uno sleep-in al “Quai 9” dedicato specialmente a persone con problemi di dipendenza da droghe.
"Quando arrivano minori o famiglie, chiamiamo l'Unità per le emergenze sociali mobili, che può offrire una camera d'albergo o inviare persone ai servizi sociali appropriati", ha dichiarato a réformés.ch Marco Salmaso, uno dei coordinatori dei rifugi notturni.

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Il sostegno della Città di Ginevra
"Per il momento, solo la città di Ginevra (e non il cantone, ndr.) ha sostenuto il nostro progetto", ha dichiarato Alain Bolle, direttore del Centro sociale protestante di Ginevra e presidente del CAPAS. Il Consiglio comunale a maggio ha votato una mozione che prevede 1,8 milioni di franchi per l’aumento di posti letto. Per quanto riguarda il costo di questa operazione è stimato a 3,2 milioni di franchi per il 2020. "Non fare nulla sarebbe molto più costoso", ricorda Marco Salmaso, che spiega come circa un terzo delle persone, soprattutto i più anziani che usufruiscono del servizio notturno, avrebbero titolo per richiedere aiuti sociali a Ginevra.