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Il prete e la profuga armena

Nel canton Zurigo un parroco cattolico è accusato di favoreggiamento del soggiorno illegale

in  migrazione , diritti umani , Svizzera

Il prete e la profuga armena

Un parroco cattolico ha dato ospitalità, per alcuni anni, a una donna armena. Lo scorso gennaio al sacerdote è stata inflitta una pena pecuniaria di 6'400 franchi - sospesa con la condizionale -, per favoreggiamento del soggiorno illegale, a cui si aggiunge una multa di 500 franchi. Il caso è ora all’esame del Tribunale distrettuale di Zurigo.

Il prete e la profuga armena

Conflitto con la legge
Il sacerdote è benvoluto. “Le persone in situazioni di emergenza”, hanno scritto i suoi parrocchiani, prendendone le difese, “ti toccano il cuore e tu le aiuti senza tanto scalpore”. Ma la disponibilità verso i più deboli ha portato il pastore d’anime in conflitto con la legge.
Dal 2011 fino a settembre del 2018 il religioso ha messo a disposizione di una donna armena, priva del permesso di soggiorno, una stanza in un appartamento nelle vicinanze della stazione centrale di Zurigo. Secondo quanto afferma l’ordinanza penale emessa dal Ministero pubblico zurighese, da metà 2016 la donna vi avrebbe abitato in modo continuativo.

Il prete e la profuga armena

Ricorso contro il verdetto
Il parroco, il quale non intende rivelare il proprio nome, né illustrare la situazione della donna armena, ha presentato ricorso. Il suo caso sarà dibattuto, a metà giugno, dal Tribunale distrettuale di Zurigo. Il sacerdote si è limitato a dichiarare di aver agito per amore del prossimo e conformemente al Vangelo, consapevole di violare, così facendo, le leggi elvetiche.

La disponibilità verso i più deboli ha portato il pastore d’anime in conflitto con la legge

Solidarietà criminalizzata
Il parroco zurighese non è il solo ad essere entrato in conflitto con la giustizia per aver nascosto una persona cui è stato negato il permesso di soggiorno. Norbert Valley, pastore evangelico, ha offerto rifugio, nella sua chiesa di Le Locle, a un richiedente l’asilo del Togo respinto. Il pastore è stato condannato a una pena pecuniaria di 1'000 franchi e al pagamento di 250 franchi di spese giudiziarie. Anche lui ha presentato ricorso e se necessario si opporrà alla condanna davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Il caso Norbert Valley (Segni dei Tempi RSI La1)

Lo scorso dicembre il Tribunale distrettuale di Briga ha condannato la 73.enne attivista per i rifugiati basilese Anni Lanz per incitazione all’entrata illegale e le ha inflitto una multa di 800 franchi più 1'400 franchi di spese giudiziarie. Lanz voleva riportare in Svizzera un richiedente l’asilo afgano rimasto bloccato nella stazione di Domodossola a temperature sotto lo zero. La Svizzera aveva espulso l’uomo perché, secondo la normativa di Dublino, competente per la sua richiesta d’asilo era l’Italia. Lanz ha invocato motivi umanitari che anche il giudice ha riconosciuto. Tuttavia non le è stata risparmiata la pena. Lanz ha inoltrato ricorso contro la sentenza.

Anni Lanz

Il prete e la profuga armena

Non è noto quante siano le persone che ogni anno vengono punite per il cosiddetto “reato di solidarietà”. Il corrispondente articolo della legge sugli stranieri è diretto contro i passatori. Nel 2017 sono state 785 le persone condannate per incitazione al soggiorno illegale.
A livello politico si stanno compiendo sforzi per depenalizzare l’amore del prossimo. La consigliera nazionale Lisa Mazzone (Verdi, Ginevra) chiede che le persone che per motivi degni di rispetto aiutano stranieri che risiedono illegalmente in Svizzera non siano più punibili. (da NLZ; trad. it. G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)

Disobbedienza civile (Segni dei Tempi RSI La1)