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Bedford-Strohm: Basta morti in mare

Il presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD) in Sicilia ha espresso solidarietà agli attivisti del soccorso civile nel Mediterraneo

in  migrazione , diritti umani , protestantesimo

Bedford-Strohm: Basta morti in mare

(Gaëlle Courtens) “È indegno, è insopportabile, è uno scandalo morale”, così il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm ha definito la prassi messa in campo dalla sedicente Guardia costiera libica - “voluta e istituita dall’Unione Europea”, ha sottolineato - relativa ai “rimpatri” di migranti salvati in mare verso la Libia.

Heinrich Bedford-Strohm in Sicilia

Bedford-Strohm: Basta morti in mare

È indegno, è insopportabile, è uno scandalo morale

Nel corso di una visita-lampo in Sicilia, il presidente della EKD il 2 giugno ha avuto incontri a Licata (Agrigento) con l’equipaggio della ONG tedesca Seawatch, dov’è attraccata la nave di soccorso “Seawatch 3”, che fino a pochi giorni fa era ancora sotto sequestro della magistratura italiana. Ieri, 3 giugno, il vescovo, insieme alla portavoce della Seawatch Giorgia Linardi, si è recato a Palermo, dove si è incontrato con il sindaco Leoluca Orlando e con rappresentanti delle chiese evangeliche in Italia.

Leoluca Orlando e la delegazione protestante

Bedford-Strohm: Basta morti in mare

Responsabilità della UE“Il Mediterraneo è la frontiera più pericolosa del mondo. Più di 2000 persone vi sono annegate nel 2018. Queste morti devono finire. È ora che l’Unione europea agisca se non vuole perdere la sua anima”, ha dichiarato il presidente della EKD, aggiungendo: “L’Europa deve istituire una missione funzionante ed efficace di soccorso in mare. La missione europea nel Mediterraneo ‘Sophia’ va ripristinata quanto prima, e la criminalizzazione delle ormai poche ONG operative deve finire”.

Ogni persona merita di essere salvata

La nave Sea Watch3

Bedford-Strohm: Basta morti in mare

Il vescovo Bedford-Strohm già nelle scorse settimane aveva definito come “non cristiano” il comportamento del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, che manda avanti una politica dei “porti chiusi”. “Siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, per questo ogni persona merita di essere salvata dall’annegamento in mare e merita di avere un posto dove poter vivere in dignità. Aiutare chi annega è un obbligo, e deve esserlo per tutti”, ha detto il presidente della EKD.

No al reato di solidarietà
Domenica scorsa Bedford-Strohm ha incontrato l’equipaggio della “Seawatch 3”. Dissequestrata solo pochi giorni fa, il vescovo non ha potuto salire a bordo dell’imbarcazione, attraccata dietro un cancello chiuso al molo di Licata. Ma ha parlato a lungo con lo staff della Seawatch: “c’è stato un bel momento di scambio sulle loro ragioni e sulla loro situazione attuale, anche dal punto di vista legale e processuale. Le storie dei migranti che hanno salvato mi hanno particolarmente toccato. Chiediamo che la criminalizzazione di queste ONG e di queste persone che salvano le persone in mare cessi immediatamente”.

Il velivolo da ricognizione Moonbird

Bedford-Strohm: Basta morti in mare

La EKD sostiene da diverso tempo economicamente la ONG tedesca e il suo velivolo di ricognizione “Moonbird” della svizzera Humanitarian Pilots Initiative, partner della Seawatch.

Corridoi umanitari europei
Ieri a Palermo Bedford-Strohm si è anche confrontato con una delegazione dell’organizzazione sorella italiana, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), composta dal pastore Daniele Garrone, Paolo Naso e Marta Bernardini. Sul tavolo l’idea lanciata dalla FCEI di istituire corridoi umanitari europei dalla Libia, che permettano di evacuare, insieme ad attori della società civile, i migranti intrappolati nel paese martoriato, evitando loro di cadere nelle mani dei trafficanti rischiando la vita in mare.

Bedford-Strohm: Basta morti in mare

Proprio questa mattina, 4 giugno, è giunto all’aeroporto di Roma-Fiumicino, in modo sicuro e legale, un gruppo di rifugiati siriani provenienti dal Libano, grazie al progetto ecumenico dei “corridioi umanitari” di FCEI e Comunità di Sant’Egidio, operativi ormai dal 2016.

L’Appello di Palermo

Dall’incontro ieri pomeriggio del presidente dell’EKD Bedford-Strohm con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è scaturito l’“Appello di Palermo” a favore di un meccanismo di ripartizione in tutta Europa dei rifugiati salvati in mare, per l’apertura di porti sicuri, per una politica migratoria che guardi al futuro e contro la criminalizzazione della solidarietà.
“Voglio mandare un segnale chiaro - ha affermato il vescovo luterano -: lasciare che le persone anneghino in mare o rimandarle indietro nei terribili campi libici non è un’opzione per l’Europa!”.

Bedford-Strohm: Basta morti in mare

Leoluca Orlando, ringraziando le chiese evangeliche per il loro impegno, nel corso di una conferenza stampa ha detto: “Il cambiamento è possibile. Palermo oggi vuole essere anche capitale dei diritti umani”.
Bedford-Strohm ha poi visitato la cattedrale di Palermo, dov’è stato ricevuto dall’arcivescovo della città, Corrado Lorefice. La giornata di ieri si è conclusa alla presenza di Orlando e Linardi con un momento di scambio con il fondatore della organizzazione no-profit per i poveri “Missione speranza e carità”, fratello di Biagio Conte, e il pastore valdese di Palermo, Peter Ciaccio.