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Cristiani perseguitati nel mondo

Esponenti delle chiese tedesche chiedono protezione per le minoranze cristiane

in  cristianesimo , libertà religiosa

Cristiani perseguitati nel mondo

A seguito degli attentati terroristici della domenica di Pasqua contro chiese e alberghi di lusso nello Sri Lanka, esponenti delle chiese cristiane in Germania hanno invocato la protezione a livello mondiale delle minoranze cristiane.

Cristiani perseguitati nel mondo

Minoranze a rischio
A esprimere preoccupazione per la sicurezza delle minoranze cristiane a livello mondiale è stato il vicepresidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), Horst Gorski, il quale ha preso posizione per la protezione dei cristiani perseguitati. "Per l’EKD la libertà religiosa è un diritto umano elementare e inalienabile", ha detto Gorski parlando ai giornali del gruppo media Funke. “Chiediamo pertanto ai responsabili politici di seguire da vicino la situazione nello Sri Lanka, ma anche a livello mondiale”.

Horst Gorski (sin.) e Ludwig Schick

Cristiani perseguitati nel mondo

Richiesta di protezione
L’arcivescovo Ludwig Schick, presidente della Commissione per la Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, ha chiesto che in considerazione della violenza contro i cristiani, ma anche degli attentati contro altri gruppi religiosi, la comunità internazionale prenda provvedimenti concreti. “In molte parti del mondo i cristiani vengono perseguitati e sono esposti al rischio di sanguinosi attentati”, ha detto Schick.

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Un dovere degli Stati
Gli Stati hanno “il dovere di stare al fianco delle minoranze minacciate e di fare tutto il possibile per proteggerle”. Devono punire e impedire gli attentati. “È una loro responsabilità”. L’arcivescovo Schick ha anche esortato la Germania e l’Europa a non tirarsi indietro e “a impiegare gli strumenti diplomatici adeguati per ricordare con insistenza questo dovere ai governi di altre parti del mondo”.
Negli attentati a chiese e alberghi nello Sri Lanka la domenica di Pasqua sono state uccise oltre 350 persone. Secondo il governo di Colombo si è trattato di un atto di vendetta dei terroristi islamici per il massacro nella moschea di Christchurch, in Nuova Zelanda, a metà marzo. La milizia terroristica “Stato islamico” ha rivendicato gli attentati. (ve/epd)