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20 anni di “pace teologica”

La “Dichiarazione congiunta luterano-cattolica sulla Giustificazione per fede” vede oggi l’adesione di diverse famiglie cristiane

in  ecumenismo

20 anni di “pace teologica”

(ve/gc) Compie vent’anni, quella che potremmo chiamare la “pace teologica” tra Roma e Wittenberg: il 31 ottobre del 1999 ad Augusta (Germania) i rappresentanti della Federazione luterana mondiale e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani firmavano la “Dichiarazione congiunta luterano-cattolica sulla Giustificazione per fede” (JDDJ).

La firma della Dichiarazione (1999)

20 anni di “pace teologica”

Lo storico documento, proponendo una comprensione comune alle due confessioni cristiane in base al principio del “consenso differenziato”, ha risolto efficacemente uno dei conflitti chiave nati con la Riforma protestante, ponendo fine alle rispettive scomuniche.
Il concetto teologico della “Dottrina della giustificazione per fede”, secondo cui siamo dichiarati e resi giusti davanti a Dio per grazia soltanto attraverso la fede e non per le nostre opere, costituiva il nucleo della Riforma di Martin Lutero.

20 anni di “pace teologica”

Sempre più condivisa
A firmare la JDDJ vent’anni fa furono il vescovo luterano Christian Krause e il cardinale Edward Idris Cassidy. Sul nascere, non fu accolta con favore da tutti: in particolare un gruppo di teologi evangelici tedeschi con una lettera aperta avevano espresso la loro posizione contraria al documento teologico. Ma la JDDJ, nel corso degli anni, ha visto aumentare il numero dei firmatari. A quello che inizialmente fu un accordo solo cattolico-luterano, si sono unite altre tre confessioni cristiane: nel 2006 il Consiglio metodista mondiale, nel luglio 2017 la Comunione mondiale delle chiese riformate, e nell’ottobre 2017 la Comunione anglicana.

Lutero, monumento a Dresda

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Celebrazione ecumenica
Per evidenziare gli importanti progressi ecumenici raggiunti con la firma della JDDJ e ricercare ulteriori sviluppi nelle relazioni interecclesiali, dal 26 al 28 marzo i rappresentanti mondiali delle cinque famiglie aderenti alla Dichiarazione si sono riunite, a porte chiuse, presso l’Università Cattolica di Notre Dame nell’Indiana, Stati Uniti.

Cerimonia ecumenica alla Notre Dame University

20 anni di “pace teologica”

Tra i temi affrontati anche il significato della loro testimonianza e la ricerca di modi creativi per andare verso l’unità piena e visibile di tutti i cristiani. L’incontro è stato aperto con un servizio di preghiera ecumenica nella Basilica del Sacro Cuore, con la musica del coro liturgico di Notre Dame.

Presenti, tra gli altri, il pastore Jong Chun Park, presidente del Consiglio metodista mondiale; il pastore Martin Junge, segretario generale della Federazione luterana mondiale; il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani; Sarah Rowland Jones, decana anglicana della cattedrale di St. Davids in Galles; e il pastore Chris Ferguson, segretario generale della Comunione mondiale delle chiese riformate.