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Christchurch Nuova Zelanda

L'attacco di venerdì scorso contro la comunità musulmana in Nuova Zelanda ha suscitato reazioni anche in Svizzera

in  religioni , società

Christchurch Nuova Zelanda

(Paolo Tognina) Il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera, pastore Gottfried Locher, ha rivolto un messaggio ai musulmani e alle musulmane che vivono in Svizzera. "Preghiamo per le vostre sorelle e i vostri fratelli in Nuova Zelanda, vittime dell'attacco" dello scorso venerdì, ha comunicato attraverso Twitter. Scosso dalla violenza perpetrata dall'estremista di destra autore dell'attacco, Locher ha aggiunto che la Federazione "si impegna per la pace tra le religioni, sempre e in ogni luogo".

Anche il Consiglio svizzero delle religioni ha espresso il proprio sdegno per l'attacco terroristico di Christchurch. "Odio e vioenza non hanno nessuna giustificazione, il terrorismo non può richiamarsi né a un Dio né a una religione". In un comunicato stampa del 18 marzo, il Consiglio "condanna categoricamente il vile attentato compiuto contro persone di fede islamica raccolte in preghiera e proclama la propria solidarietà con tutta la popolazione di Christchurch, senza distinzione di provenienza, colore o appartenenza religiosa". Quel gesto non deve "mai e in nessun caso" mettere in pericolo la coesistenza pacifica di ebrei, cristiani e musulmani, così come fedeli di altre religioni.

Harald Rein

Christchurch Nuova Zelanda

Il presidente del Consiglio svizzero delle religioni, il vescovo cristiano cattolico Harald Rein, ha affermato che l'odio e la violenza conttro persone "di qualunque fede, provenienza o cultura, non sono mai giustificati".
Nel corso dell'attacco alle moschee, in Nuova Zelanda, compiuto lo scorso 15 marzo, un estremista di destra australiano - fermato con l'accusa di essere l'autore della strage - sono state uccise 50 persone.

A Zurigo, la chiesa cattolica cristiana invita, nella Augustinerkirche, a un momento di raccoglimento in memoria delle vittime di Christchurch. "Ci raccogliamo in segno di solidarietà" ("Wir stehen in Solidarität"). L'azione si svolge venerdì 22 marzo ed è stata concordata con gli esponenti musulmani a Zurigo, Mahmoud El Guindi, presidente dell'Unione delle organizzazioni islamiche (Vereinigung der Islamischen Organisationen) VIOZ, e Sakib Halilovic, imam e membro del comitato VIOZ.
In un comunicato stampa che annuncia l'azione, la comunità cattolica cristiana Zurighese afferma che "l'orrore provocato dagli attacchi condotti contro persone in preghiera in Nuova Zelanda, un Paese che per molti versi è simile alla Svizzera, ci opprime". Per questo motivo è necessario "mostrarsi solidali" con i musulmani, resi insicuri e rattristati per l'atto terroristico.