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Gesù bambino era profugo

Per un Natale della dignità, del rispetto e della compassione. Più di 30 esponenti di chiese evangeliche ed ortodosse in Europa insieme per dire: ricordiamoci di Gesù uomo, rifugiato e straniero

in  cristianesimo , migrazione

Gesù bambino era profugo

(Gaëlle Courtens) Più della metà dei quasi 70 milioni di profughi nel mondo sono bambini. In questo periodo di Avvento la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME), in collaborazione con la Conferenza delle chiese europee (KEK), ha lanciato un appello, affinché ci si ricordi che anche Gesù bambino era rifugiato.

Una dichiarazione di Natale
Più di 30 esponenti religiosi, evangelici ed ortodossi, di 16 paesi europei hanno firmato una "Dichiarazione di Natale", a favore di un approccio con i rifugiati e migranti che sia “basato sulla dignità, il rispetto e ovunque possibile sulla compassione”.
“È con grande preoccupazione che osserviamo gli attuali sviluppi relativi alle risposte che l’Europa sta dando ai nuovi arrivati”, si legge nella dichiarazione, che a partire dall’immagine di Gesù che si è fatto uomo, ma anche rifugiato e straniero, propone un elenco di 7 spunti biblici e teologici, che richiamano al restare “umani” e al ritrovare una dimensione del “noi”.

Proposte concrete
La Dichiarazione enumera proposte concrete per contrastare le “inaccettabili politiche della ‘gestione delle migrazioni’ che hanno portato a situazioni di massiccia perdita di vite umane sulle rotte verso l’Europa”. I firmatari chiedono operazioni effettive di ricerca e soccorso in mare e l’istituzione di vie di fuga legali e sicure, sia con politiche di reinsediamento o tramite visti umanitari, ma anche con politiche realistiche di ingresso regolare per motivi di lavoro. Inoltre, sostengono i firmatari, occorre riaffermare il diritto d’asilo e l’applicazione integrale della Convenzione di Ginevra, serve impegno all’accoglienza e alla protezione. La parola d’ordine è solidarietà.

La consegna della "Dichiarazione di Natale"

Gesù bambino era profugo

Appello all’Europa
La dichiarazione è stata consegnata il 4 dicembre a Bruxelles a Mairead McGuinness, primo vice presidente del Parlamento europeo. “Nello spirito del Natale, vi chiediamo di lavorare e pregare per una comunità accogliente e inclusiva in Europa” si legge nel documento, che fa appello alle nazioni e ai popoli d’Europa, ai leader politici e alle chiese, affinché non siano indifferenti alla sofferenza degli altri. “Durante la stesura della dichiarazione e la raccolta delle firme abbiamo compreso quanto sia vasto il consenso su questo argomento tra le chiese. Vedo questo come un segno di speranza, poco prima di Natale, nel dibattito molto aspro e controverso su questo argomento “, ha dichiarato il segretario generale del CCME Torsten Moritz.

Svizzera: documento interreligioso sui profughi (Segni dei Tempi RSI La1)