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Il blues di novembre

Novembre è il mese della decelerazione in cui ricaricare le proprie energie

in  società

Il blues di novembre

(ve) Secondo lo psicologo e consulente di coppia Jörg Eikmann, un umore malinconico in autunno è normale. Basandosi sulla sua decennale esperienza professionale, ritiene che "non bisogna considerarlo uno stato patologico, e non si tratta di una depressione. Semplicemente, quando le giornate si accorciano e si ingrigiscono, anche il nostro umore può incupirsi".

Non è depressione
Il blues di novembre è comune in questa stagione povera di luce e per la maggior parte del tempo si accompagna a un bisogno di sonno accresciuto e alla voglia di consumare cioccolato e cibi grassi e/o conditi con aceto. Celibi e nubili sono particolarmente toccati dal fenomeno. “Le donne sono palesemente colpite più spesso degli uomini, ma ciò può dipendere dal fatto che gli uomini non ammettono volentieri questa ‘debolezza di novembre’”, aggiunge Eikmann.

Quando le giornate si accorciano e si ingrigiscono, anche il nostro umore può incupirsi

Una persona che si sente d’umore cupo non deve pensare che sia “scoccata l’ora della depressione”, ma accettare i cambiamenti di ritmo stagionali. “Bisogna piuttosto considerarlo come un tempo più calmo, l’occasione di equilibrare il proprio bilancio energetico. Non è un caso che ci siano molte commemorazioni in chiesa a novembre”.

Risollevare il morale
Tra i metodi efficaci per contrastare l’abbattimento figurano un'alimentazione sana e molto movimento all’aria aperta. “Il movimento e l’ossigeno fanno bene al cervello e stimolano il morale”, dice Eikmann, che raccomanda anche i contatti sociali. "Chiunque si sente meglio quand’è in buona compagnia". Ma la sensazione di serenità, precisa Eikmann, si ha soltanto durante o persino dopo l’incontro conviviale. “A volte all’inizio non si ha alcuna voglia di incontrare gli altri”.

Il blues di novembre

Le vere depressioni, invece, sono indipendenti dalle stagioni, aggiunge lo psicologo. “Quando la tristezza non vuole andarsene, quando non si è più in grado di rallegrarsi di alcunché, è meglio mettersi in cerca di un medico o di uno psicologo o recarsi in un centro di consulenza. (epd)