La comunità

Quale comunità vuoi visualizzare?

Appello interreligioso sui rifugiati

Al centro la dignità della persona: cristiani, ebrei e musulmani insieme dicono “sì” a protezione, accoglienza e integrazione del rifugiato. Storico passo per il dialogo interreligioso in Svizzera

in  religioni , migrazione , Svizzera

Appello interreligioso sui rifugiati

(ve) Per la prima volta, cristiani, ebrei e musulmani della Svizzera lanciano insieme un appello a favore dei rifugiati. Il documento intitolato: “Di fronte abbiamo sempre una persona” è indirizzato alle stesse comunità di fede, ma anche al mondo della politica, e viene presentato oggi, mercoledì 7 novembre a Berna, con il sostegno dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Appello interreligioso sui rifugiati

La "Dichiarazione interreligiosa sui rifugiati” è firmata dai rappresentanti delle comunità di fede riunite del Consiglio delle religioni svizzero: riformati, cattolici, cristiano-cattolici, ebrei e musulmani insieme sottolineano l’importanza che rivestono le comunità di fede nell’accoglienza, protezione e integrazione dei rifugiati. “Si tratta di un passo importante per il dialogo interreligioso”, scrivono i promotori dell’appello in un comunicato congiunto. Il documento potrà essere firmato anche da altre comunità religiose.

Ogni persona è creata da Dio
Il vescovo Harald Rein della chiesa cristiano-cattolica della Svizzera, nonché presidente del Consiglio delle religioni, ha sottolineato come il concetto della persona creata da Dio è trasversale a tutte le tradizioni di fede: "si applica a ebrei, cristiani e musulmani: ogni persona è sotto la protezione di Dio. Per noi credenti, ciò si traduce in una speciale responsabilità nei confronti dei rifugiati”.

Profughi siriani in un campo profughi

Appello interreligioso sui rifugiati

Il documento - di 15 pagine - mette al centro la dignità della persona sottolineando in particolare cinque punti. Le comunità di fede firmatarie della dichiarazione chiedono un’adeguata protezione del rifugiato, ovunque si trovi; vie di fuga sicure e legali con l’introduzione di visti umanitari; procedure di asilo che siano eque ed efficaci; un’integrazione che tenga conto del diritto alla vita familiare; rimpatri nella dignità, con particolare attenzione all'osservanza del benessere del bambino in ogni situazione.

Consegna alla vicepresidente del Consiglio nazionale
Dopo la firma, la dichiarazione sarà consegnata a Berna alla vicepresidente del Consiglio nazionale, Marina Carobbio Guscetti (PS). Tra gli altri interverrà Anja Klug, direttrice  dell'ufficio dell'UNHCR per la Svizzera e il Liechtenstein, che parla di un “progetto faro”, possibile ispirazione anche per altri paesi.

Firmatari della dichiarazione interreligiosa sono: Harald Rein, vescovo della Chiesa cattolica cristiana di Svizzera, presidente del Consiglio svizzero delle religioni; Gottfried Locher, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera; Charles Morerod, presidente della Conferenza episcopale svizzera; Herbert Winter, presidente della Federazione svizzera delle comunità ebraiche; Montassar BenMrad, presidente della Federazione delle organizzazioni islamiche della Svizzera; e Farhad Afshar, presidente del Coordinamento delle organizzazioni islamiche della Svizzera.