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Brunson libero Trump esulta

Il pastore statunitense rilasciato dalla Turchia prega con Trump nello Studio Ovale

in  politica , diritti umani

Brunson libero Trump esulta

(Darlene Superville) Il pastore americano Andrew Brunson, incarcerato in Turchia nell’ottobre del 2016, arrestato formalmente a dicembre e posto agli arresti domiciliari il 25 luglio dell’anno successivo per motivi di salute, è stato rilasciato dalle autorità turche. Rientrato negli Stati Uniti a bordo di un jet militare, Brunson è stato accolto dal presidente Donald Trump. “Da una prigione turca alla Casa Bianca in 24 ore. Non male”, ha detto Trump festeggiando la liberazione del pastore dopo una reclusione di quasi due anni in Turchia che aveva scatenato una crisi diplomatica con un alleato chiave e le proteste dei gruppi evangelicali statunitensi.

Una preghiera per Trump
Alla Casa Bianca, Andrew Brunson si è inginocchiato nello Studio Ovale, ha posato una mano sulla spalla del presidente Donald Trump e ha pregato chiedendo a Dio di dare al presidente “una saggezza soprannaturale per portare a compimento tutti i piani che hai per questo paese e per lui”.

Con il presidente alla Casa Bianca

Il rimpatrio di Brunson equivale a una vittoria diplomatica - e forse anche politica - per Trump e la sua base evangelicale. Sulla scia della conferma alla Corte Suprema di un giudice conservatore, il rimpatrio di Brunson lascerà probabilmente i cristiani evangelicali con una buona sensazione nei confronti del presidente e il 6 novembre li farà andare motivati alle urne per le elezioni di metà mandato. Brunson è parso in buona salute e di ottimo umore. Quando ha chiesto a Trump se potesse pregare per lui, il presidente ha risposto: “Beh, forse ne ho bisogno più di chiunque altro in questa stanza, quindi sì, sarebbe bellissimo, grazie”.
A quel punto Brunson si è inginocchiato e ha posato una mano sulla spalla del presidente. “Ti chiedo di dargli perseveranza, resistenza e coraggio a sostegno della verità", ha pregato il pastore, che ha continuato: "Ti chiedo di proteggerlo dalle calunnie dei nemici, da coloro che lo danneggerebbero. Ti chiedo di renderlo una grande benedizione per questo paese. Riempilo di saggezza, di forza e di perseveranza. Noi lo benediciamo. Possa egli essere una grande benedizione per il nostro paese. Nel nome di Gesù ti benediciamo”.

Brunson libero Trump esulta

Trump ha chiesto a Brunson e alla sua famiglia quale candidato avessero votato nel 2016, dicendo di essere certo che avrebbero fatto il suo nome. “Mi piacerebbe poter dire di aver votato per corrispondenza dal carcere”, ha risposto scherzoso Brunson.

Misionario in Turchia
Brunson, originario di Black Mountain, Carolina del Nord, viveva in Turchia con la sua famiglia da oltre vent’anni ed era alla guida di una piccola congregazione nella Izmir Resurrection Church. Accusato di sostenere Fethullah Gülen, un religioso musulmano di base in Pennsylvania additato dalla Turchia come l'architetto del fallito colpo di Stato, è stato arrestato e detenuto.
Trump ha ringraziato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che aveva opposto resistenza alle richieste di Trump e di altri alti funzionari statunitensi di rilasciare Brunson. Erdogan aveva insistito sull’indipendenza dei tribunali turchi, sebbene in precedenza avesse ventilato la possibilità di uno scambio per la liberazione del pastore. Gli USA avevano ripetutamente chiesto il rilascio di Brunson e quest’anno hanno sanzionato due funzionari turchi e raddoppiato i dazi sulle importazioni di acciaio e di alluminio citando anche il caso Brunson.
Trump ha detto che gli USA hanno molto apprezzato la liberazione del pastore e che la decisione “porterà a relazioni buone e forse ottime” tra gli Stati Uniti e l’alleato turco nella NATO. e ha aggiunto che la Casa Bianca potrebbe rivedere le sanzioni.

La Turchia ai tempi di Erdogan (Segni dei Tempi RSI La1)

Erdogan ha esternato su Twitter la speranza che Turchia e Stati Uniti continueranno a cooperare “come si conviene a due alleati”. Erdogan ha anche chiesto sforzi congiunti contro il terrorismo, citando insieme Stato islamico, militanti curdi e la rete del religioso musulmano di base negli USA che la Turchia accusa di essere all’origine del fallito colpo di Stato nel 2016.
La Turchia può anche sperare che gli USA revochino il raddoppio dei dazi sulle importazioni di acciaio e di alluminio dalla Turchia, una mossa che infonderebbe fiducia in un’economia scossa dall’inflazione elevata e dal debito in valuta estera.
Ma la liberazione di Brunson non risolve le controversie sul sostegno statunitense ai combattenti curdi in Siria così come sul piano turco di acquistare missili terra-aria dalla Russia. La Turchia è inoltre frustrata dal rifiuto degli Stati Uniti di estradare Gülen. (RNS; trad. it. G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)