La comunità

Quale comunità vuoi visualizzare?

Cresce la presenza cristiana in Cina

Nel 2030 la Cina potrebbe essere il Paese con il maggior numero di cristiani al mondo

Cresce la presenza cristiana in Cina
(ve/idea) Nel giro di 14 anni la Cina sarà il paese del mondo con il maggior numero di cristiani. Ne è convinto Rodney Pennington (Littleton, Colorado), della società missionaria OMF International (in precedenza China Inland Mission).

Più cristiani che comunisti
Intervistato dal quotidiano online “Christian Post” (Washington), ha detto che nel 2030 vivranno nel paese comunista 200 milioni di cristiani. Nella Repubblica Popolare Cinese, che conta quasi 1,4 miliardi di abitanti, ci sarebbero attualmente, secondo le stime, fino a 130 milioni di cristiani, un dato che surclassa gli 83 milioni di membri del Partito comunista.
Oggi sono gli USA il paese con il maggior numero di cristiani, a quota circa 226 milioni. Si registra però un calo: nel 2010 erano ancora 247 milioni.

L'ideologia maoista è in crisi
Il “Christian Post” ha inoltre riferito di un crescente interesse per la fede cristiana in Cina. Ciò dipende da due avvenimenti storici: la rivoluzione culturale di Mao Tse-tung (1893-1976) iniziata il 16 maggio 1966 e il massacro di piazza Tienanmen (letteralmente: “porta della pace celeste”) a Pechino nel 1989. Milioni di persone innocenti persero la vita durante il regime di Mao. Di conseguenza molti cittadini non avrebbero più creduto nell'ideologia marxista-leninista e in quella maoista. I cristiani cinesi sono tuttora dell'idea che a un aumento della persecuzione corrisponda un aumento dei risvegli religiosi.

Si rafforza la persecuzione
Secondo dati forniti dall'esperto per la Cina dell'Associazione per i popoli minacciati (Göttingen), Ulrich Delius, la persecuzione dei cristiani ha raggiunto attualmente un nuovo picco dai tempi della rivoluzione culturale (conclusasi nel 1976). Anche i buddisti tibetani e gli uiguri musulmani subiscono limitazioni alla loro libertà religiosa. Il Partito comunista segue con preoccupazione il crescente interesse dei cinesi per la religione. Per questo motivo a febbraio ha emanato una direttiva in base alla quale i membri e gli ex funzionari del Partito non possono praticare alcuna religione. Specialmente nella provincia di Zhejiang, nella Cina sud-orientale, in cui risiede un numero particolarmente elevato di cristiani, subirebbero enormi pressioni. Da gennaio 2014 sono state rimosse con la forza oltre 1.800 croci da chiese ufficialmente riconosciute (trad. it. G. M. Schmitt/voceevangelica.ch).