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Lutero e l'ombra antisemita

La Chiesa evangelica in Germania lodata dalle autorità ebraiche per la presa di distanza da alcune pagine del Riformatore

Lutero e l'ombra antisemita
(ve/agenzie) Il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania si è recentemente congratulato con la Chiesa evangelica in Germania per l’atteggiamento assunto nei confronti dell’antisemitismo di Lutero.
Per molto tempo le dichiarazioni problematiche fatte dal Riformatore nelle sue ultime opere sono state ignorate. In quei testi il Riformatore calunnia gli ebrei, invita a espellerli e a dar fuoco alle sinagoghe. Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, apprezza la franchezza di cui l’EKD ha dato prova e spiega perché, dal punto di vista ebraico, i protestanti possono senz'altro permettersi di celebrare la festa della Riforma e il ricordo di Martin Lutero nella gioia.

Due facce del Riformatore
Esiste una grande differenza tra il Lutero degli inizi, che in parte sosteneva gli ebrei, e il vecchio Lutero antisemita. Ma secondo Schuster non si deve “dividere” Lutero in due persone, bensì riconoscere in lui due atteggiamenti verso l’ebraismo. “In un primo tempo - spiega - Lutero si è semplicemente dichiarato a favore degli ebrei e questa era per l’epoca una cosa assolutamente eccezionale. La vera questione è: che cosa intendeva dire con ciò? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. In ogni caso è chiaro che le dichiarazioni del vecchio Lutero sono problematiche. Dal punto di vista degli ebrei, certamente, ma anche della Chiesa protestante”.
Attraverso le Chiese indubbiamente sono stati alimentati risentimenti verso gli ebrei, ma questo non può condurre a pensare, secondo il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, che fatti come la Shoà possano essere stati alimentati da quegli atteggiamenti.

Confronto critico con Lutero
In questi anni, afferma inoltre Schuster, la Chiesa evangelica in Germania si è confrontata a viso aperto sull’ostilità di Lutero verso gli ebrei: “Heinrich Bedford-Strohm, presidente del Consiglio e vescovo della Chiesa luterana della Baviera, ha espresso molto chiaramente e a più riprese, in occasione di dichiarazioni pubbliche, ma anche discutendone con me in privato, che queste parole e queste tesi di Lutero erano e sono totalmente inaccettabili”.
Le chiese cristiane dunque iniziano a discutere dell’antisemitismo di Lutero e lo fanno 70 anni dopo la fine della guerra: il confronto con l’epoca nazista non è facile per nessuno, spiega Schuster e le chiese “non sono né migliori né peggiori di qualsivoglia altro gruppo o struttura sociale”. Probabilmente era necessario attendere che gran parte della generazione protagonista di quei fatti fosse scomparsa. “Molti avevano paura di mettere un membro della propria famiglia, un rappresentante della loro professione o un membro della loro Chiesa di fronte al loro ruolo, fintanto che erano vivi”, afferma il presidente del Consiglio degli ebrei.

Rinuncia al proselitismo
Nei secoli 18.esimo e 19.esimo numerosi ebrei tedeschi, tra cui Heinrich Heine, hanno venerato Lutero come un santo. Secondo Schuster alcuni ebrei hanno messo da parte il Lutero degli ultimi anni, ma erano sicuramente una minoranza. Probabilmente i cittadini ebrei del tempo cercavano così, in qualche modo, di avere un maggiore riconoscimento. “Un tentativo penosamente fallito - afferma Schuster -, come sappiamo oggi”.
Infine, di fronte a quelle chiese evangelicali che sostengono la conversione degli ebrei, Schuster si aspetta dalle istituzioni religiose che prendano le distanze rispetto a tale atteggiamento.
“Mi aspetto che la Chiesa evangelica in Germania e le Chiese che a essa si riallacciano prendano chiaramente posizione - spiega -, in modo che il loro appello al proselitismo cristiano non sia rivolto contro gli ebrei. E non soltanto a causa della storia tedesca, ma soprattutto a causa delle radici ebraiche del cristianesimo”. (intervista a cura di Daniel Staffen-Quandt/EPD/Protestinter)