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Minacce e insulti sui social: "alcuni stanno perdendo ogni senso del limite"

Messaggi offensivi e pieni di odio si trovano anche tra le mail inviate a pastori protestanti

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Minacce e insulti sui social:

In Germania è stata la teologa Margot Kässmann, ambasciatrice della Chiesa evangelica tedesca per il cinquecentenario della Riforma, a parlare con preoccupazione del fenomeno degli insulti e delle minacce via mail o su Facebook. "Negli ultimi due anni - ha dichiarato Kässmann all'agenzia di stampa evangelica epd - il numero di questi messaggi è aumentato in modo considerevole".

La situazione in Svizzera?
L'agenzia ref.ch ha interpellato, in Svizzera, cinque pastori. Andreas Nufer, pastore della Heiliggeist-Kirche, a Berna, impegnato nell'aiuto ai profughi, dice di avere ricevuto, in passato, parecchie lettere e telefonate piene di insulti. "Oggi le minacce arrivano via e-mail, soprattutto dopo le mie apparizioni nei media", afferma. "Una sola volta sono stato minacciato di morte, al telefono", aggiunge. In quella occasione, Nufer si è rivolto alla polizia.
Anche Sibylle Forrer, pastora a Kilchberg, nei pressi Zurigo, è spesso presente nei media. Lo scorso anno, nel programma SRF "Wort zum Sonntag", ha difeso le coppie omosessuali. Lei e suo marito hanno inoltre accolto, nella casa parrocchiale, una famiglia di richiedenti l'asilo ucraini - un'azione che ha richiamato l'attenzione dei media della Svizzera tedesca. "Dopo le mie affermazioni in difesa delle coppie dello stesso sesso sono stata accusata di non credere in Dio", ricorda, "e dopo che ho parlato di femminismo, ho ricevuto commenti molto volgari". Secondo Forrer, il numero dei messaggi offensivi è in aumento. "Noto in particolare che i commenti sono sempre più sfrontati, è evidente che alcuni stanno perdendo ogni senso del limite".

Sibylle Forrer accoglie una famiglia di richiedenti l'asilo (video Segni dei Tempi RSI La1)

Al contrario, Verena Mühlethaler, pastora della Jakobskirche, a Zurigo, molto impegnata nell'aiuto ai richiedenti l'asilo e promotrice di un appello per l'accoglienza dei profughi, dice di non avere mai ricevuto critiche o commenti negativi.
Il pastore del Grossmünster, a Zurigo, Christoph Sigrist, ammette invece di essere abituato a ricevere minacce e insulti. "Quelli peggiori li catalogo in una cartella che chiamo 'l'archivio del veleno' - dice con molta ironia - in cui conservo anche qualche minaccia di morte". Sigrist dice di avere risposto, in privato, a molte delle persone che lo hanno insultato. "Ho notato che spesso quelle conversazioni terminano con le scuse da parte di chi mi ha offeso!".

I commenti sono sempre più sfrontati (Sibylle Forrer)

Gottfried Locher, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Svizzera, ammette che gli insulti lo feriscono. "Ne ricevo parecchi e a volte fanno male". Per fortuna, conclude, quelli davvero pesanti sono rari. (Paolo Tognina/ref.ch)