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Affari elvetici col carbone sudafricano

La multinazionale Vitol e il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente nella regione di Limpopo, in Sudafrica. Le accuse di Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale

Affari elvetici col carbone sudafricano
(ve/Federica Mauri) Vitol, la più grande multinazionale elvetica, attiva nel settore delle materie prime, non garantisce il rispetto dei diritti umani e degli standard ambientali nei suoi affari legati al carbone in Sudafrica. Lo affermano le ong cristiane svizzere Pane per tutti e di Sacrificio Quaresimale in un dossier pubblicato oggi a Berna. Vitol fornisce poche informazioni relative al suo agire e alle conseguenze nei confronti dei diritti umani e dell’ambiente. Affinché tutte le multinazionali rispettino il loro dovere di diligenza, Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti esigono chiare regole per le multinazionali svizzere.

Sporchi affari col carbone
Nella regione di Limpopo (nel nord del Sudafrica), la miniera di Vele è stata rinnovata e ingrandita. In questa miniera a cielo aperto, l’estrazione di carbone minaccia direttamente e indirettamente 10'000 impieghi. L’esportatore esclusivo del carbone estratto a Vele è la multinazionale svizzera Vitol. Il commerciante di materie prime con sede a Ginevra ha anche un contratto di fornitura per il progetto minerario di Makhado, nella stessa regione. A Makhado dovrebbero essere estratti, a partire dal 2018, coke e carbon fossile. Il villaggio di Mudimeli sarà in gran parte bloccato dagli scavi della miniera a cielo aperto e dal materiale estratto. Ciò avrà un impatto negativo sull’agricoltura e il rifornimento d’acqua di 3'000 abitanti. Le miniere saranno gestite da Coal of Africa (CoAL), un’impresa mineraria australiana attiva in Sudafrica.

Minacciati agricoltura e turismo
Fra la popolazione della regione di Limpopo vi sono molte resistenze contro il progetto. Lo dimostrano ricerche condotte dalla Bench Marks Foundation, un partner di Pane per tutti in Sudafrica. Il direttore della Bench Marks, John Capel, intervenuto in occasione della conferenza stampa di presentazione del dossier di Pane per Tutti, a Berna, ha detto che gli abitanti che vivono attorno alla miniera temono soprattutto l’inquinamento dell’acqua. Egli sottolinea in particolare le conseguenze per la salute della polvere di carbone derivante dall’estrazione mineraria e dagli oltre 800 camion che ogni giorno dovrebbero transitare nei villaggi attorno alla miniera di Vele. "L’agricoltura e il turismo sono anch’essi minacciati. Decine di migliaia di impieghi sono a rischio, visto che la regione di Limpopo è il maggior produttore di ortaggi dell’intero Sudafrica, oltre che il granaio del paese", ha detto ancora Capel.
Il timore che l’estrazione mineraria avvenga senza che siano prese le necessarie precauzioni non è infondato: nel 2010 CoAL è stata multata per aver violato le condizioni di licenza per l’acqua della miniera di Vele. Quale esportatore esclusivo di carbone delle miniere di Vele e Makhado, Vitol deve assumersi le sue responsabilità per evitare in futuro simili violazioni. Questo potrebbe inoltre contribuire ad eliminare le paure fra la popolazione.

Regole vincolanti per tutti invece di accordi volontari
Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti chiedono che il dovere di diligenza in Svizzera sia regolato dalla legge. "Servono regole che obblighino le multinazionali svizzere a trattare i propri affari ovunque nel mondo con le necessarie precauzioni. Le regole dell’iniziativa popolare 'Per imprese responsabili' contribuiranno a far sì che le multinazionali evitino di violare i diritti umani e di deturpare l’ambiente", ha affermato oggi a Berna Lucrezia Meier-Schatz, consigliera nazionale e presidente del Consiglio di fondazione di Sacrificio Quaresimale. La parlamentare si è inoltre espressa chiaramente contro le misure volontarie: "Le misure volontarie significano che le multinazionali sono libere di decidere quale importanza intendono accordare ai diritti umani e alla protezione dell’ambiente".

Globalizzare la responsabilità delle imprese
Oggi l’economia funziona in modo globale. È per questo che le multinazionali che hanno la loro sede in Svizzera devono assumersi anche una responsabilità globale. L’analisi del comportamento di Vitol in Sudafrica dimostra tutta l’importanza di questa responsabilità. Per la prima volta il commerciante e trasformatore di materie prime, con sede a Ginevra, è sotto i riflettori. Con 254 miliardi di franchi, Vitol è la più grande multinazionale svizzera dal punto di vista della cifra d’affari. Nel business del carbone, fa parte dei cinque più grandi commercianti al mondo. Ciò gli conferisce molto potere nei confronti delle miniere in cui Vitol acquista il carbone. È fondamentale che Vitol e altre multinazionali attive globalmente prendano sul serio le loro responsabilità, affinché le loro filiali e i loro fornitori rispettino i diritti umani e l’ambiente.