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Una pastora bohème e rock'n'roll

Carolina Costa, consacrata recentemente a Ginevra, è una pastora evangelica atipica e felice

in  protestantesimo , donne , intervista

Una pastora bohème e rock'n'roll

Nel corso di un culto solenne nella Cattedrale di san Pietro, a Ginevra, la chiesa evangelica riformata ha consacrato, lo scorso autunno, sei persone, tra cui il nuovo moderatore della Compagnia dei pastori e dei diaconi, Patrick Baud. Tra i sei neoconsacrati, anche due donne: Marie Cenec e Carolina Costa. La seconda, di origine italiana, riesce a conciliare due attività che a prima vista sembrano assai lontane, quella di pastora e quella di cantante e attrice. Con il marito, Victor Costa, è protagonista di una sit-com televisiva - "Bienvenue che nous" - di grande successo nella Svizzera francese.

Carolina Costa, lei esercita il ministero pastorale dal 2009, ma è stata consacrata solo di recente. Come mai nella Chiesa del Canton Ginevra si può essere pastori senza avere ancora ricevuto la consacrazione?
È che il ginevrino è sempre un po’ particolare e gli piace essere alternativo! La cosa risale alla fine degli anni 1960, quando c’è stato un movimento di pastori che non volevano fare la distinzione tra loro ed i laici e che hanno fatto la proposta - accettata - che un pastore potesse scegliere di essere consacrato o no. Da allora è passato molto tempo: adesso si vede invece che abbiamo bisogno di dare una visibilità al ministero del pastore, perché si è un po’ persa questa dimensione.

Ma allora che significato riveste questa consacrazione? In fondo per lei non cambia niente: continua a fare la pastora, anche se ha cambiato parrocchia...
Quello che è interessante è che ora ho dietro di me un’esperienza pratica di 6 anni: mi sono confrontata con le difficoltà e ora il fatto di essere “portata” dalla Chiesa - che con la consacrazione ha riconosciuto il mio ministero - è un gesto molto importante. Questo è stato proprio il momento giusto, il frutto di una maturazione, perché abbiamo camminato per un anno e mezzo per prepararci a questo traguardo. Io e i miei 5 colleghi abbiamo riflettuto a lungo sul significato del nostro ministero nel mondo di oggi, ciascuno con le sue peculiarità.

Lei è nata 34 anni fa nel Principato di Monaco da padre cattolico italiano e da madre luterana danese ed stata battezzata nella Chiesa riformata. Non si è mai posta la domanda se seguire la Chiesa cattolica o la Chiesa protestante? Oppure per lei è stato del tutto naturale aderire al protestantesimo?
È stato del tutto naturale, perché è incominciato così: a Monaco i miei genitori sono andati a trovare il prete cattolico ed è stato lui stesso che li ha consigliati di battezzarmi nella Chiesa della mamma, perché era lei che si occupava maggiormente di questa parte spirituale. Pertanto sono stata battezzata nella Chiesa protestante e direi meno male, nel senso che è esattamente la via nella quale mi sono trovata e mi trovo bene. Devo dire però che sono prima di tutto cristiana, tanto è vero che mi sento benissimo anche a una messa cattolica. Quando, come pastora, partecipo alle messe, è bello sentire alla fine l’apprezzamento di molti fedeli cattolici, lieti di avermi vista condividere alcuni gesti con loro. Noi protestanti abbiamo pochissimi gesti, per cui alcuni gesti del rituale cattolico mi nutrono molto.

Come mai a un certo punto della sua vita ha deciso di studiare teologia?
È stata una scelta un po’ strana perché non è che i miei genitori fossero molto coinvolti nella Chiesa. Direi che decisivo è stato l’incontro con il pastore Walter Isnardi, con il quale ho fatto il catechismo. Isnardi, che era argentino e aveva seguito la teologia della liberazione, mi ha fatto scoprire un Gesù rivoluzionario e anarchico nell’amore e questo mi ha fortemente colpito. E poi mi appassionavano le domande filosofiche, esistenziali, etiche, teologiche, per cui ho deciso di intraprendere questa strada.

Al termine dei suoi studi di teologia, è partita per Parigi per cimentarsi in un’altra sua passione, quella per la recitazione e il canto. È solo una volta tornata a Ginevra che ha deciso di diventare pastora, accanto alla sua attività artistica. Qual è stato l’elemento decisivo che l’ha spinta a fare questa scelta?
Direi che è stato l’incontro con colui che sarebbe diventato mio marito. Dopo un periodo della mia gioventù talvolta un po’ difficile, trovare qualcuno che mi ha dato un amore incondizionato mi ha conferito tranquillità e mi ha rimesso sulla strada della domanda esistenziale. Allora, poco a poco, consigliata da un pastore, ho capito qual era la mia strada, anche se mi vedevo un po’ “bohème” , un po’ “rock and roll”! E quando ho incominciato il praticantato di pastora, ho sentito che quella era proprio la mia via.

Come detto, lei prosegue anche la sua attività artistica. Una situazione atipica, forse incomprensibile per alcuni, ma per lei totalmente coerente. Ci può spiegare perché?
Perché la coerenza è il cammino della libertà. Questa è una delle cose che ci insegna Gesù: trovare questa libertà nell’amore, per essere liberi, per essere quello che siamo. Ogni giorno mi dico: sono fatta così, ho passione per tutte queste cose, perché dovrei flagellarmi o fare una scelta se tutto questo mi dà felicità? Sono una pastora felice, un’attrice felice e una cantante felice! Questo è importante e colpisce la gente, perché vede questa coerenza. (intervista di Gino Driussi)

Scheda: Carolina Costa-Micucci è nata il 9 gennaio 1980 nel Principato di Monaco. All’età di 4 anni è giunta con la sua famiglia a Ginevra. Dopo avere ottenuto la maturità federale classica, nel 1999 ha incominciato gli studi di teologia protestante alla Facoltà di Ginevra, studi terminati nel 2004 con un master. In seguito si è trasferita a Parigi per seguire corsi di musica e canto e perfezionarsi come attrice. Di ritorno a Ginevra nel 2007, ha deciso di dedicarsi al ministero pastorale e dopo un periodo di praticantato (anche alle trasmissioni religiose della TV romanda) nel 2009 è diventata pastora nella parrocchia di Servette-Vieusseux. Dallo scorso settembre, esercita il suo ministero a tempo parziale nella parrocchia di Carouge, dove si occupa in particolare della formazione di giovani adulti, mentre prosegue anche la sua attività di cantante e attrice presso l’associazione artistica Atalahalta. È sposata con Victor Costa, attore, regista e cantante spagnolo ed ha una bambina di 3 anni e mezzo, Anna.