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dalNumero 5 Maggio 2004
Don Camillo una comunità evangelica
A metà degli anni Settanta è nato a Basilea un singolare progetto di vita comunitaria. “Sentivamo il bisogno di metterci insieme, di vivere insieme per parlare dell’orientamento da dare alla nostra vita, e per cercare delle forme nuove di discepolato cristiano, come singoli e come famiglie”, dice Georg Schubert, uno dei fondatori.
(Paolo Tognina) - Da quella iniziativa si è sviluppata la comunità evangelica “Don Camillo” (il nome si ispira alla serie cinematografica, ed è stato scelto per indicare la volontà di affrontare conflitti, difficoltà, successi e sconfitte con lo stesso humour del celebre curato), una comunità composta da una decina di famiglie, in cui si applica la condivisione dei beni, installatasi nel frattempo a Thielle/Montmirail, nei pressi di Neuchâtel.
“Certo, nella nostra comunità condividiamo il denaro”, ci spiega Georg Schubert, “e ciò significa concretamente che tutto quello che noi guadagniamo viene versato in una cassa comune”. Alcuni membri della comunità lavorano all’esterno e garantiscono dei regolari introiti. Anche Georg Schubert, che lavora attualmente per “Missione 21”, a Basilea, è tra questi. “Tutti noi ci siamo impegnati a rimanere nella comunità per un certo tempo”, aggiunge, “alcuni si sono impegnati per un anno, o due anni, altri per tutta la vita. Abbiamo degli incontri, regolari, nei quali verifichiamo e confermiamo il nostro impegno”.

La comunità Don Camillo ospita, durante l’anno, numerosi gruppi che frequentano i seminari e gli incontri proposti dai residenti, o che trascorrono semplicemente alcuni giorni con la comunità. Il flusso di ospiti cresce costantemente, nel 2003 a Montmirail sono stati registrati diecimila pernottamenti. L’attività di accoglienza e animazione impegna parecchi membri della comunità e costituisce, oltre che un veicolo per far conoscere questa esperienza comunitaria, anche un’importante fonte di introiti.

“Il lavoro principale è costituito certamente dall’attività di accoglienza”, ci dice Heiner Schubert, fratello di Georg, pastore evangelico residente a Montmirail. “Noi abbiamo circa 10’000 pernottamenti l’anno. Poi c’è il settore agricolo, molto importante, e una falegnameria, dove eseguiamo soprattutto lavori di restauro. Lì lavorano anche persone che decidono di trascorrere, per vari motivi, un periodo con noi. E noi li accompagniamo, anche da un punto di vista pastorale”.

Prati e campi nei dintorni di Montmirail sono affidati alle cure di Renato De Giorgi, contadino, originario di Miglieglia, nel Malcantone. Suo padre si è trasferito molti anni fa nella Svizzera tedesca, in cerca di lavoro, e Renato è cresciuto nei Cantoni di Argovia e Basilea campagna. “Ho lasciato la chiesa cattolica e per un certo periodo mi sono considerato ateo, avevo delle idee rivoluzionarie per la testa”, dice. “Poi mi sono avvicinato alla comunità Don Camillo, ho scoperto la Bibbia, vi ho trovato delle risposte per la mia vita. E dopo aver conosciuto mia moglie, che è evangelica, sono diventato evangelico anch’io”. Da quando la comunità si è trasferita a Montmirail, Renato De Giorgi coltiva la campagna e alleva il bestiame nei dintorni, assicurando una parte delle entrate della comunità.

La comunità vive a Montmirail, nella fertile campagna neocastellana, in un complesso di edifici risalente al Seicento. Costruita come dimora di aristocratici bernesi, passata successivamente per diverse mani, poco dopo la metà del Settecento la proprietà è stata rilevata dalla chiesa evangelica morava, una piccola denominazione protestante di origine tedesca. La chiesa morava ha fatto di Montmirail una scuola femminile frequentata da allieve provenienti in gran parte dalla Romandia, ma anche dall’estero. A partire dagli anni 1960 il numero di allieve è diminuito e la chiesa ha cominciato a riflettere sulla possibilità di cedere la proprietà. La comunità Don Camillo ha acquistato Montmirail nel 1988, impegnandosi a mantenervi uno spirito evangelico di vita e di servizio.

Cinque anni fa la comunità Don Camillo ha deciso di procedere a un radicale restauro dell’edificio principale di Montmirail. Si è trattato di un uno sforzo che ha richiesto ingenti mezzi finanziari e molto lavoro. “Fino a quel momento avevamo sempre fatto noi tutti i lavori di manutenzione”, dice Felix Dürr, architetto membro della comunità, “ma quell’impegno era troppo grosso e abbiamo cercato un’impresa che svolgesse i lavori con noi. Noi abbiamo dato una mano, anche per motivi di risparmio”. La ristrutturazione è costata circa sette milioni di franchi ed è stata finanziata grazie a molte donazioni, prestiti e lavoro volontario.

“Quando abbiamo avviato il progetto di vita comunitaria”, dice Georg Schubert, “abbiamo pensato di riprendere il modello degli ordini cattolici o delle confraternite, guidate da un priore. Ma ci siamo resi conto che non era possibile applicarli in una comunità di famiglie. La presenza di un’autorità superiore, che dirige l’intera comunità, avrebbe minato la struttura delle famiglie”. A Montmirail esiste dunque, come in una piccola azienda, un amministratore, affiancato da collaboratori, incaricato di vegliare sui vari settori di attività. E per regolare la vita comunitaria c’è un organo direttivo, composto da tre persone, eletto tra i residenti. Problemi di una certa importanza sono discussi nell’assemblea.

“Viviamo a stretto contatto con persone che prima non conoscevamo e che per motivi diversi sono state spinte, dalla volontà di Dio, a condividere questa esperienza comunitaria”, riflette Heiner Schubert. “Si tratta di imparare a vivere insieme, in comunità. Non è sempre facile. Alle volte i problemi sorgono con le persone che si ritenevano più vicine. Ma finora siamo sempre stati in grado di trovare la forza necessaria per superare le crisi, per continuare a vivere insieme”.

Oggi Montmirail è una comunità riconosciuta ufficialmente dalla chiesa riformata, ha un proprio delegato nel sinodo cantonale, ha stretti legami di collaborazione con le parrocchie della regione di Neuchâtel e ospita spesso gruppi di catecumeni e consigli parrocchiali che scelgono la quiete della campagna e gli spazi accoglienti messi a disposizione della comunità Don Camillo per giornate di studio e di animazione.

Siti correlati:
www.doncamillo.ch

 
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