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Cose vecchie, cose nuove (2 Corinzi 5,17)

Matthias RĂ¼sch

pastore della Chiesa evangelica di lingua italiana di Zurigo e diaspora
pastore Matthias Rüsch

Ci sono giorni che iniziano veramente bene: tutto sembra nuovo! Per esempio per chi abita in riva a un lago: la mattina presto, all‘inizio del giorno nuovo, il lago si presenta come uno specchio, una luce speciale, quasi mistica, una quiete toccante.
Anche questa mattina è iniziato un giorno nuovo; non è più quello vecchio, di ieri, sabato. Oggi ci aspetta una domenica, un dominicus dies, un giorno del Signore. Per noi non è giornata lavorativa, bensì festiva. È giornata di riposo, che ci ricorda l‘opera creatrice del Signore! Vuol dire: questo giorno non l’ho fatto io, e non lo devo fare io. Il giorno nuovo viene da sé. Anzi, è fatto dal Creatore, che fa nuovo ciascun giorno e lo affida a noi, affinché ne godiamo.
Va bene: il giorno è nuovo. Ma io sono sempre lo stesso, il solito vecchio! Vecchio almeno di un altro giorno. A questo proposito l’apostolo Paolo scrive, nella seconda lettera ai Corinzi:

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove (2 Corinzi 5,17)

Paolo non solo ci ricorda che tutto il mondo è creato dalle mani di Dio e che anche noi siamo creatura sua: egli ci chiama addirittura nuova creatura in Cristo!
Nuova creatura? Questo difficilmente entra nel quadro della nostra esperienza. Perché anche questa mattina - mi sia permesso di parlare per tutti - mi sento il solito vecchio. E so benissimo che quello che è successo ieri, nel passato, mi condiziona ancora oggi. Subisco ancora le conseguenze di vecchi sbagli, e forse addirittura ripeterò quegli sbagli. I modelli di vita si ripetono. È sempre la stessa melodia!
Eppure, l‘apostolo apre una nuova prospettiva. Parla della vita nei termini della fede. Parla della fede in Cristo come di uno spazio particolare, una casa nella quale regnano altri costumi e regole. È vero, nella casa cristiana la fede ha accesso alla creazione. E chi abbraccia Cristo nella fede è una nuova creatura!

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove (2 Corinzi 5,17)

L‘apostolo Paolo interpreta la vita in chiave teologica, parlando, ovviamente, il linguaggio della fede: in Cristo, cioè nella fede, faccio una nuova esperienza di me stesso; sperimento, per così dire, una nuova primavera. Mi viene dato un nuovo intendimento di me stesso. Non sono più la somma di quello che ho fatto e che sto ancora facendo, bensì mi comprendo come creatura di Dio. Ma non creatura creata una volta e poi lasciata da sola, bensì creatura nuova, sempre rinnovata. Perché creare vuol dire fare, diventare sempre nuovo! Lutero ha osservato che un cristiano viene sempre rifatto, cioè creato di nuovo. Autore di questa creazione rimane Dio.
Come immaginarsi questa nuova creazione? È importante sospendere tutte le nostre attività per lasciare che il Signore operi; come quando dormiamo. C’è un sonno cristiano, che consiste nel rimettersi nelle mani del Signore credendo in ciò che il salmista ha affermato:

Egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono (Salmo 127, 2b)

Ed ecco, l‘indomani il giorno vecchio è passato, è arrivato il giorno nuovo e con esso un nuovo inizio. Non ho fatto altro che dormire. Attingendo, per mezzo della fede in Cristo, alla creazione continua del Signore, sono diventato una nuova creatura.

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove (2 Corinzi 5,17)

(questo testo è stato diffuso nell’ambito della rubrica “Tempo dello Spirito”, in onda ogni domenica, alle 8.05 ca., su RSI 2; ascoltalo o scaricalo in podcast)

 
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