La Apple e i diritti dei lavoratori
11 maggio 11
Condizioni precarie per i lavoratori impiegati nelle fabbriche cinesi che producono per Apple
(ve/comm.) iPods, iPhones, iPads. Sono i prodotti innovativi dal design all’avanguardia che assicurano ad Apple, anno dopo anno, utili da capogiro. Eppure le condizioni in cui sono fabbricati stridono con l’aura innovativa e moderna che li accompagna e non sono per nulla avanzate. È quanto dimostra uno studio che analizza, per la prima volta, le condizioni di lavoratrici e lavoratori nelle fabbriche del fornitore di Apple - Foxconn - situate in Cina. Lo studio è stato realizzato dall’ONG di Hong Kong SACOM, su incarico di Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti.
Foxconn nel mirino
Era di maggio, un anno fa. Dalla Cina giungeva la notizia del suicidio di sei impiegati della ditta Foxconn a Shenzhen. Il fatto suscitò un’ondata d’indignazione in tutto il mondo nei confronti di Apple. Un anno dopo, i problemi all’origine dei suicidi sono stati spostati in un’altra regione, ma non sono stati risolti. Nella fabbrica di Shenzhen le maestranze sono state ridotte. Intanto in due nuove fabbriche aperte a Zhengzhou (nella Provincia di Henan) e Chengdu (nella provincia di Sechuan) le lavoratrici e i lavoratori subiscono un management dai metodi militari e lavorano in condizioni indegne per degli esseri umani. Se bisogna dar atto a Foxconn di aver aumentato i salari dopo i tragici fatti del 2010, questo è andato a scapito dei sussidi per vitto alloggio che sono stati soppressi. I salari sono pertanto rimasti sotto il limite legale e non bastano per vivere.
Bassi salari e pessime condizioni
A causa dei salari minimi bassissimi da una parte, e degli stretti termini di consegna dall’altra, gli impiegati sono in pratica obbligati a prestare ore supplementari. I ritmi sono diabolici, le persone sono stanchissime, i cambi di personale di conseguenza molto frequenti. Anche le norme di sicurezza sul posto di lavoro sono insufficienti. Operaie e operai maneggiano sostanze chimiche senza la necessaria protezione e senza aver seguito alcuna formazione.
Umiliazioni e pressione psicologica continuano a essere all’ordine del giorno. A Chengdu gli impiegati al momento dell’assunzione devono rimanere allineati in fila per uno, due giorni. Di tanto in tanto ricevono l’ordine da sorveglianti di girare a destra o sinistra. Una volta assunti, la disciplina non tollera conversazioni alla catena di montaggio. Chi sbaglia deve redigere un atto di colpa ed esporsi a mortificazioni pubbliche.
Condizioni di lavoro eque
Apple che è il maggior committente di Foxconn non si interessa abbastanza di come sono fabbricati i suoi apparecchi. “Apple è uno dei produttori di punta nell’industria elettronica. È ormai tempo che si fissi l’obiettivo di “essere tra i primi della classe” anche in fatto di condizioni di lavoro nelle sue fabbriche”». È ciò che rivendica Chantal Peyer, Coordinatrice della Campagna High Tech – No Rights di Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale.
In occasione della giornata internazionale d’azione per condizioni di lavoro eque nell’industria dei computer del 7 maggio 2011, le due organizzazioni di cooperazione internazionale hanno incitato Apple a migliorare la sua strategia di acquisto di componenti: deve pagare ai fornitori prezzi congrui e stabilire termini di consegna più larghi. In questo modo sarebbe possibile aumentare i salari e rendere superflue le ore supplementari. Inoltre Apple deve migliorare la sua comunicazione e rendersi più trasparente: consumatrici e consumatori hanno il diritto di sapere come sono fabbricati gli apparecchi che acquistano. Apple è invitata a collaborare con ONG locali per cercare di migliorare le condizioni di chi lavora nelle fabbriche dei suoi fornitori.
Il 7 maggio si svolgono in tutta Europa numerose azioni per denunciare le inaccettabili condizioni di lavoro in vigore a margine della fabbricazione di apparecchi del marchio Apple. Su richiesta di Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti SACOM ha visitato tre fabbriche di produzione in Cina e ha realizzato interviste con una decina di lavoratrici e di lavoratori.
Studio realizzato da Sacrificio quaresimale e Pane per tutti
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