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Svizzera: studio Fces sulle chiese degli immigrati
03 marzo 10


(ve/nev) Negli ultimi anni sono sorte in Svizzera più di 300 nuove chiese di migranti provenienti dall'America Latina, dall'Africa e dall'Asia. È quanto scaturisce da un'inchiesta pubblicata in questi giorni dalla Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES). Lo studio, di 127 pagine, permette di approfondire un fenomeno complesso: per la prima volta viene fatta luce sulle forme di organizzazione, il numero e i membri delle chiese migranti a livello nazionale. Lo studio si interroga anche sulle implicazioni teologiche e sociali di tale fenomeno. Una nuova pluralità, che è anche una sfida alla concezione stessa della comunità cristiana, dicono gli autori, i quali si interrogano sulle opportunità offerte da una integrazione riuscita per l'insieme della comunità protestante svizzera. Lo studio riflette anche su punti teologicamente sensibili come le pratiche di culto e di missione, così come la comprensione della chiesa e del suo ministero. Inoltre, nella linea di “Essere chiesa insieme”, vengono proposte delle prospettive concrete di azione. “L'incontro tra le chiese nazionali e le nuove chiese dei migranti è un'opportunità da cogliere per ambedue le parti” ha dichiarato il pastore Thomas Wipf, presidente della FCES. È possibile scaricare la pubblicazione in lingua tedesca o francese dal sito della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera.

Documento della Federazione evangelica svizzera
Le chiese degli immigrati, filmato di "Segni dei Tempi"

 
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