Margot Kässmann si dimette
24 febbraio 2010
Decisione a sorpresa, una perdita per il protestantesimo europeo
(Paolo Tognina) A sorpresa la vescova luterana Margot Kässmann, presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD), ha annunciato questo pomeriggio le sue dimissioni. Lascia la presidenza del Consiglio dell’EKD e lascia anche la carica di vescovo della Chiesa regionale di Hannover. L’annuncio è stato dato dalla stessa Kässmann nel corso di una conferenza stampa. All'origine della sua decisione un “grave errore” di cui dice di pentirsi: sabato scorso la vescova è stata fermata dalla polizia stradale dopo aver bruciato un semaforo. Sottoposta a test, il suo tasso alcolemico è risultato tre volte superiore al limite consentito (0,5 promille). Per lei sono scattati il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato di ebbrezza (vedi notizia).
Dichiarazione di resa
“Il mio ministero e la mia autorevolezza come vescova e come presidente dell'EKD sono danneggiate”, ha scritto Margot Kässmann in una dichiarazione ufficiale riportata sul sito dell’EKD, “in futuro non avrei più la stessa libertà di parlare di sfide etiche e politiche come invece ho fatto finora. Non ne va soltanto del mio ministero, ma anche del rispetto che ho per me stessa e della mia coerenza. Il mio cuore non mi permette di proseguire nel mio impegno senza la necessaria autorità”. Kässmann, che si è scusata con tutti coloro i quali in questi giorni l’hanno consigliata di rimanere al suo posto, malgrado l’increscioso incidente di sabato scorso, rimarrà pastora della Chiesa luterana di Hannover.
Una brillante carriera
Margot Kässmann è stata la prima donna eletta, nell’ottobre del 2009, alla guida della EKD, e con i suoi 51 anni anche la più giovane presidente nella storia della Chiesa evangelica tedesca. Dal 1999 e per dieci anni è stata vescova di Hannover, la più grande chiesa evangelica regionale della Germania (ca. 3 milioni di membri). Pastora evangelica dal 1985, ha lavorato in varie commissioni del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Divorziata, è madre di 4 figlie.
Una fine amara
La vescova dimissionaria ha superato in passato prove ben più difficili di quella legata all’infrazione commessa sabato scorso. In anni recenti ha affrontato con grande coraggio un tumore al seno e successivamente il doloroso divorzio dal marito. In entrambe le circostanze ha dimostrato fermamente di credere nel motto che ha citato anche al momento dell’annuncio delle dimissioni: “Du kannst nie tiefer fallen als in Gottes Hand" ("Per quanto tu possa cadere in basso, la mano di Dio ti sosterrà sempre"). Carattere combattivo, non disposta a compromessi quando ciò comportava la rinuncia alla propria coerenza, Kässmann è stata duramente bersagliata da quando è stata eletta presidente del Consiglio dell’EKD. In campo ecumenico, la chiesa ortodossa russa ha sferrato un attacco senza precedenti contro di lei, in quanto donna, giungendo a un passo dalla rottura dei rapporti con il protestantesimo tedesco. In campo politico i rappresentanti di tutti i maggiori partiti si sono scagliati contro di lei in seguito alla critica che la presidente dell’EKD ha formulato nei confronti dell’impiego di truppe tedesche in Afghanistan. È probabile che le dimissioni di oggi siano in parte da ricondurre alle pressioni cui la vescova è stata esposta nei mesi scorsi. Ma di certo si spiegano anche con l'esigenza, più volte affermata da Margot Kässmann, di percorrere un cammino coerente con i propri principi e con la propria coscienza.
Lettera dimissioni Kässmann
Presa di posizione dell'EKD in merito alle dimissioni
La notizia, su Repubblica
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